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6 ottobre 2012

Università di Firenze: che fine ha fatto Progettazione della moda?

Il suddetto indirizzo di studi, esistente fino ad un paio di anni fa, era un ramo della Facoltà di Architettura. Come molte facoltà, anche questa ha chiuso i battenti, probabilmente per lo scarso numero di iscritti ma, diciamo la verità: cosa aveva da offrire ai giovani studenti di Progettazione della moda? Le risorse disponibili per poter mettere in atto i propri studi erano alquanto esigui o, per lo meno, non alla portata dello studente. Ma andiamo per gradi.

Un ex studente della Facoltà, N. R., mi ha dato modo di capire per quale ragione questa facoltà sia stata chiusa rispondendo gentilmente a qualche mia domanda.

In che condizioni veniva svolto il vostro lavoro?

“La prima struttura in cui si svolgevano i corsi aveva l’aspetto di una scuola superiore: le aule erano mal tenute, le scrivanie da disegno erano piuttosto vecchiotte e per svolgere i laboratori di oreficeria ci si appoggiava alle aule presenti in un Istituto d’Arte.” Quest’ultima cosa, peraltro, non dà certo lustro ad una università: come si può pensare di usufruire di istituti non certo nati per uno studio universitario? Ma andiamo avanti.

Eravate dotati delle giuste attrezzature da laboratorio?

“Tutta l’attrezzatura veniva acquistata dagli studenti stessi poiché l’università non passava alcun tipo di strumento. Eccezion fatta per il primo anno, durante il quale i metalli venivano forniti dall’Ateneo ma, ironia della sorte, il prodotto creato dallo studente, non appena terminato, veniva ritirato e diventava automaticamente proprietà dell’Università.” Ma non c’era da disperarsi! Il meglio arriva ora.

Dunque, non avete potuto tenere nessuno dei vostri lavori?

“Solo al secondo anno diventava finalmente possibile potersi tenere un progetto finito, ad una condizione: lo studente doveva comprare da sé il materiale! Ma non finiva qui. Gli studenti non beneficiari di borsa di studio erano costretti non solo a pagare il materiale da lavoro, ma anche a versare una quota annuale all’Università di Firenze superiore ai 1000 euro.” Alquanto sarcastico, direi!

Le cose oggi sono cambiate. Un corso simile a questo esisteva già presso la Facoltà di Lettere, anche se con forma più teorica. L’Ateneo pare abbia deciso, dunque, di far diventare questi due corsi delle interfacoltà così da poter decidere, al 2° anno, se laurearsi presso la Facoltà di Architettura o presso quella di Lettere. Dunque, saranno migliorate le condizioni di questi studenti? Ci auguriamo che l’Università di Firenze abbia provveduto ad offrire materiale e strutture consone alle nuove leve!

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