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12 ottobre 2012

Università, nuovo assetto organizzativo con l’ addio alle facoltà

Con l’arrivo della nuova politica era scontato anche un nuovo assetto organizzativo generale.

Difatti vi sono stati già molti cambiamenti che verificatisi nei vari ambiti: intanto si  è allungata l’età pensionabile, sono stati effettuati dei tagli a molti corsi universitari, sono stati indetti nuovi corsi per i docenti e applicate nuove tasse.

Ma un altro grande cambiamento di cui già se ne parla da un po’, sarà la soppressione delle facoltà che verranno sostituite da dipartimenti e scuole. I primi avranno competenze relative alla ricerca, al reclutamento del personale e alla didattica, mentre le seconde, assumeranno un ruolo di coordinamento tra attività didattiche e gestione dei servizi dei corsi di laurea.

Questa grande novità, che aveva fatto già discutere all’interno delle università di Bologna, di Genova e della Valle d’Aosta, adesso inizia ad annoverarne delle nuove: l’ Università di Firenze, il cui rettore Alberto Tessi, il cui mandato scadrà nel 2015, ha reso noto che le applicazioni di questi cambiamenti avverranno fra tre anni.

Questo per poter rendere meno traumatico agli studenti il passaggio dalla vecchia organizzazione a quella nuova e  affinché  i ragazzi possano abituarsi, almeno, all’idea del nuovo assetto organizzativo. Per quanto riguarda invece le trasformazioni che colpiranno il Senato Accademico, queste si manifesteranno con l’eliminazione dei presidi di facoltà, sostituiti da: dieci direttori di dipartimento, dieci membri composti tra professori e ricercatori, tre rappresentanti del personale tecnico amministrativo e cinque studenti.

Il Consiglio di Amministrazione, sarà presumibilmente costituito da: undici membri tra cui il rettore, tre persone esterne all’organico di ateneo che – novità anche questa direi spiazzante –  dovranno presentare le proprie candidature attraverso un avviso pubblico; infine ci saranno cinque membri interni e due rappresentanti degli studenti.

Davvero una forte scossa a quella che è l’organizzazione e la struttura del mondo universitario che, mai quanto in questo periodo, sembra essere il bersaglio preferito in materia di trasformazioni. Sicuramente questa decisione avrà molti risvolti positivi, ai quali, tuttavia, farà certamente seguito il contrappeso dei vari malcontenti, come del resto succede nel mentre di ogni novità o cambiamento che si rispetti, ma bisogna anche ammettere che, del resto. una vita vissuta senza la capacità di adattarsi ai cambiamenti inaspettati o programmati, è, paradossalmente una vita vissuta a metà!  Aspetteremo l’evolversi della situazione….

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