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10 novembre 2012

Bagni sotto inchiesta, Cerchiai agli studenti: “Non abbiate paura di farvi sentire”

UniSa, dopo la denuncia delle studentesse interviene il preside di Lettere: “Consiglio di passare per le associazioni e scrivere una lettera alla Fondazione Universitaria”.

Quando abbiamo scritto del discutibile stato in cui versano le toilettes dell’Unisa secondo alcuni studenti (studentesse, soprattutto), l’intento principale era creare un canale di discussione che non comprendesse i soli ragazzi.

Oltre a quello degli iscritti, si è reso subito necessario sentire anche il parere della Fondazione Universitaria, vale a dire la struttura più direttamente coinvolta nel discorso della manutenzione.

Mancava la “terza campana”: le presidenze. Ecco perché abbiamo chiesto un incontro al professor Luca Cerchiai di Lettere e Filosofia (prima Facoltà chiamata in causa dagli studenti), il quale ha offerto la propria disponibilità a discutere della questione.

Preside, come si pone la Facoltà in merito al problema della pulizia e manutenzione dei bagni?

Si tratta di una problematica che in effetti non ci compete. Personalmente non sono molto informato a riguardo. È la Fondazione Universitaria ad occuparsi di queste cose, per cui è ad essa che bisognerebbe rivolgersi. Se posso dare la mia opinione, direi che i nostri bagni non sono in condizioni poi così tragiche, anche se in fin dei conti non li frequento spesso.

Dunque secondo lei come dovrebbero muoversi gli studenti?

Innanzitutto potrebbero farsi sentire cominciando a passare per le associazioni universitarie; sono senza dubbio gli organi più adatti a rappresentarli e a fare da tramite con le istituzioni. Dopodiché, suggerirei di scrivere una lettera da inviare alla Fondazione. Quando c’è qualcosa che non va, i nostri ragazzi hanno tutto il diritto di chiedere spiegazioni e di attendersi risposte esaurienti.

Insomma, lei è per un rapporto di apertura e reciproca collaborazione.

Non lo dico io, è un discorso che sta alla base di una concezione democratica dell’università. A tal proposito vorrei segnalare un caso piuttosto recente: uno dei nostri bagni per disabili era inagibile e in seguito alla denuncia ci mettemmo in contatto con la Fondazione per venire a capo del problema. Alla fine, tutto si risolse in un paio di giorni. L’importante è che i ragazzi siano sempre esigenti e vivano il campus da protagonisti.

Ritiene che gli studenti di Lettere si sentano sufficientemente “protetti”?

Con i nostri iscritti, devo dire, abbiamo sempre un buon rapporto. Loro devono sentirsi tutelati in ogni momento, e soprattutto devono sapere che siamo aperti a qualsiasi confronto. Comunicazione e trasparenza sono elementi essenziali per affrontare problematiche di questo tipo.

In questo caso ci sarebbe un bel po’ di cui parlare: sovraffollamento delle toilettes, personale insufficiente, carenza di sapone…

Come ho già precisato, è un terreno di competenza della nostra Fondazione. Occorre chiedere direttamente a loro, e non ho dubbi che risponderanno nella maniera più consona. Ripeto, è necessario che si attivi un circuito di domanda e risposta. Quello della manutenzione è del resto un problema piuttosto comune, che non interessa solo l’università ma un po’ tutti gli uffici pubblici.

Senza trascurare una variabile importante, ovvero l’educazione di chi usufruisce di questi servizi.

Il punto è proprio questo: ad ogni diritto corrisponde un dovere. È giusto che i ragazzi siano esigenti, ma dovrebbe essere anche loro premura lasciare i bagni così come li trovano. Il che non sempre accade, e non mi riferisco solo ai bagni, ma anche alle aule ed alla mensa. Pulizia e manutenzione sono aspetti che possono essere migliorati anche solo con un maggior senso di responsabilità da parte degli studenti, e da questo punto di vista possiamo ancora migliorare molto. Il messaggio da far filtrare è che l’università appartiene a tutti.

Il tavolo di discussione è quindi aperto. In mancanza di denunce da parte del personale di pulizia, il prossimo passo importante non potrà che essere mosso dagli studenti, la cui unica via di intermediazione rimane a questo punto un confronto con la Fondazione Universitaria.

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