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23 novembre 2012

“Ecco” Niccolò Fabi: “… dopo “Capelli” sono migliorato”. @Università di Salerno

“Questo disco nasce dall’accumulo di stimoli ed idee. Pubblico le mie nuove canzoni solo se credo siano in grado di aggiungere qualcosa al mio percorso” racconta Fabi agli studenti dell’ateneo salernitano. “Collaboro con un collega se c’è un motivo particolare. L’università? “Invidio chi studia in questo ateneo, perchè io sono stato alla Sapienza, ma più che vissuta l’ho frequentata, è una realtà più fredda. Vivere l’università favorisce la crescita umana oltre che culturale.”

 

Davimedia ha riaperto da poco i battenti e la stagione musicale dell’Università di Salerno si è aperta con un ospite di rilievo nazionale, uno dei migliori esponenti della nuova scuola cantautorale italiana, Niccolò Fabi.

L’artista romano ha ormai raggiunto una importante maturità artistica: dal brano autoironico “Capelli” – canzone che gli permise di aggiudicarsi il Premio della Critica tra le Nuove Proposte al Festival di Sanremo del 1997 e poi di pubblicare il suo primo disco “Il giardiniere” – di strada ne ha fatta e diversi sono stati i singoli di successo della sua carriera, “E’ non è”, “Lasciarsi un giorno a Roma”, “Vento d’estate”, “Il negozio di antiquariato”, “Offeso”, “Costruire” fino alla più recente “Una buona idea”.

Una delle peculiarità della produzione artistica di Fabi – sono già 8 gli album che ha pubblicato – è la notevole cura e ricerca nei suoi testi, accompagnati da un sound mai invasivo, che riesce perfettamente a far emergere la profondità delle parole utilizzate dal cantautore romano, una caratteristica che probabilmente in parte è anche dovuta alla formazione che lo stesso Fabi possiede (è laureato in Filologia Romanza).

E poi un altro aspetto che colpisce è la sua grande capacità nel curare i rapporti umani non solo con il pubblico che lo segue da oltre 15 anni, ma anche con i suoi colleghi. Infatti, non è sempre facile nel mondo della musica fare delle scelte autentiche, senza dover scendere a compromessi con il mercato musicale, le case discografiche e la programmazione delle radio.

Il fatto che Fabi – nell’arrangiamento del suo ultimo disco “Ecco” e anche nei live  – sia stato accompagnato da Roberto Angelini e Pier Cortese, che non sono dei semplici musicisti ma 2 artisti che hanno una loro autonoma produzione discografica e che si sono messi a disposizione dell’amico Niccolò per questo progetto musicale, sta a dimostrare quanto sia grande lo spessore umano prima che artistico di questo cantautore.

L’INCONTRO CON GLI STUDENTI – L’incontro presso il teatro dell’Università di Salerno si è svolto in un’atmosfera raccolta, quasi intima, dove Fabi si è “sottoposto” alle domande di rito affrontando varie tematiche: dagli esordi alle collaborazioni più prestigiose, fino ad arrivare all’ultimo album.

Il cantautore ha esordito tracciando un bilancio della sua carriera: “Sono contento del mio percorso. In questi 15 anni, credo di essere migliorato. Sicuramente fa sempre un certo effetto rivedermi in televisione”. Anche perché il rapporto col piccolo schermo non è tutto rose e fiori: “Lo studio televisivo e la musica live fanno a cazzotti. Sono parte di linguaggi diversi”.

Non manca una decisa sottolineatura sulla tradizione musicale cui Fabi si ritiene di appartenere, il cantautorato anni ’70. “Ho sempre ricercato il perfetto equilibrio tra gli strumenti, ma è ovvio che nella nascita di un certo tipo di canzone ha significato molto l’invenzione della chitarra acustica. È lo strumento più adatto al racconto in intimità”.

Una tradizione, quella della canzone d’autore, che ha inevitabilmente inciso sul suo modo di scrivere. Anche se “non ho mai voluto ispirarmi a una corrente precisa. Forse il primo vero menestrello della canzone è stato Dylan. A me però mancano diversi elementi della sua musica, sono più funkettaro”. A chi parla Niccolò Fabi nelle sue liriche? “C’è sempre un “tu” che mi aiuta a dare un senso alle parole. Spesso può essere una parte di me”.

Tra le tante collaborazioni, ce n’è una che Niccolò ricorda con particolare affetto: “Quella con Mina è diversa dalle altre. Più che del mio percorso musicale, preferisco considerarla parte della mia storia umana”.

Per il futuro prossimo, invece, il cantante non si sente di fare nomi: “Quando collaboro con un collega è per un motivo particolare, non ho mai rincorso nessuno. Ad esempio ho cantato “Offeso” con Fiorella Mannoia perché ho capito che la canzone poteva assumere un significato diverso, più profondo”.

Un passaggio importante riguarda il modo in cui le canzoni di Fabi vengono fuori, insieme al messaggio che veicolano: “Non ragiono mai in termini di corrente. L’indipendenza a tutti i costi crea una dipendenza di ritorno, ed è una cosa che lascio ad altri.” Se mi affido sempre all’istinto? Non proprio, un nuovo disco ad esempio richiede un lavoro lungo e pianificato”.

Un accenno anche all’impegno del cantante in favore delle popolazioni africane: “Mi piacciono i viaggi perché aiutano a leggere meglio la realtà. Uno di questi mi ha portato ad incontrare una ONG di solidarietà in Africa. A volte bisogna avere il coraggio di uscire da propri panni e la curiosità di conoscere altre storie”.

Inevitabile l’apertura di una breve parentesi su “Ecco”, il nuovo album uscito poco più di un mese fa: “È un disco nato come sempre, dall’accumulo di stimoli e idee. Quando trovo che le nuove canzoni aggiungano qualcosa al mio percorso, allora le pubblico. In caso contrario, preferisco non pubblicare nulla. In fondo fa parte del rapporto di fiducia che coltivo con tutti quelli che mi seguono”.

Infine, approfittando della presenza di tanti studenti, Fabi ha anche parlato di università:“Invidio chi studia in questo ateneo, è un’esperienza che mi piacerebbe fare. Io sono stato alla Sapienza, ma più che vissuta l’ho frequentata, è una realtà più fredda. Vivere l’università favorisce la crescita umana oltre che culturale, godetevi questo periodo più che potete”.

Al termine dell’incontro, una sorpresa: il cantautore ha accettato di imbracciare una chitarra acustica per far ascoltare alla platea il nuovo singolo “Una buona idea”, un ultimo regalo ai giovani fans in visibilio.

Subito dopo c’è stato uno showcase presso la Disclan di Salerno e poi la sera, all’interno del concerto in un locale salernitano degli amici Angelini e Cortese che presentavano il loro progetto discografico “Discoverland”, c’è stata nel finale una breve incursione di Niccolò Fabi che ha proposto qualche brano del suo ultimo disco insieme agli altri 2 artisti.

“Mi basterebbe essere Padre di una buona idea” è l’intenso ed emozionante ritornello dell’ultimo singolo di Niccolò Fabi: crediamo che non si debba aggiungere altro alla luce del dramma familiare vissuto dall’artista romano poco tempo fa (nel 2010 ha perso una figlia di 2 anni a causa di una meningite fulminante). Un artista e una persona del genere va solamente ammirata e presa come esempio.

E intanto oggi Niccolò Fabi sarà a Caserta, mentre il 29 gennaio terrà un concerto al Teatro Augusteo di Napoli.

 

Vincenzo Delli Priscoli & Francesco Ienco

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