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Emergenza bagni, l’allarme delle studentesse: Sporchi e sovraffollati

Redazione Controcampus 3 Novembre 2012
R. C.
12/06/2021

UniSa, toilettes femminili sotto processo.

La Fondazione: “Non possiamo muoverci senza segnalazioni dal personale”.

 

Tra gli irresistibili “Speciale Cinema” in onda tempo fa su “Mai dire martedì”, uno dei più deliranti era “Un attimo al bagno”, trailer di un improbabile melodramma sulla scomparsa di una madre.

Ora, a distanza di anni, il titolo tornerebbe piuttosto buono per un altro lungometraggio, questa volta a tinte vagamente horror.

Il film in questione è ambientato, nostro malgrado, all’Università di Salerno. Dove, stando alle ultime segnalazioni, è tornato all’ordine del giorno un problema mai realmente risolto: la cura delle toilettes.

A tal proposito, va fatta una precisazione: non è certo la prima volta che dagli studenti giungono osservazioni in merito alla gestione del servizio di pulizia; ciò significa che in altre circostanze si è forse tentata la carta della polvere sotto il tappeto (tanto per restare in tema), e di conseguenza ci si ritrova come al solito punto e accapo.

La nuova denuncia, nelle fattispecie, arriva da un gruppo di studentesse. A finire sulla graticola sono le toilettes femminili ubicate nei corridoi di Lettere, ma ciò non vuol dire che il degrado non coinvolga anche le altre Facoltà e i bagni dei ragazzi.

Sentiamo Dora: “Ogni mattina già dalle prime ore di lezione il bagno è sporco: servizi igienici completamente fuori uso; mattonelle già piene di impronte frutto di acqua caduta a terra e non solo, se pensiamo che alcuni servizi igienici perdono acqua; porte che non si chiudono; contenitori di carta igienica arrangiati alla bene e meglio (qualche volta vuoti) e sapone che è sempre più un miraggio per noi di Lettere”.

Quello che più salta all’occhio è che non si tratta di un semplice problema di pulizia: c’è di mezzo la manutenzione dei bagni, per non parlare della carenza di servizi (carta, sapone).

Ma per alcuni (o meglio, alcune) è un problema fisiologico o quasi: calcolando il flusso continuo di studenti nei corridoi nell’arco di una giornata (almeno fino alle 18), è facile immaginare che le toilettes si “sporchino” con relativa facilità.

E allora sotto accusa finiscono gli orari delle pulizie, solitamente alle 11 ed alle 19. Come sottolinea Veronica P., “dopo 2 ore i bagni già sono punto e accapo dato che entrano ed escono moltissimi studenti”. E tra quegli stessi studenti, si sa, ce ne sono alcuni che a lasciare le cose come le hanno trovate non badano molto: “Sono consapevole del fatto che ci sono ragazze incivili che a volte lasciano spettacoli indecorosi come se il bagno fosse per animali e non per persone”.

C’è un altro punto: se i bagni “aperti al pubblico” non sono questo grande spettacolo, ce ne sono altri che rimangono inspiegabilmente chiusi e non si sa il motivo.

Il caso più eclatante è quello delle toilettes al primo piano di Economia (nei pressi del Dipartimento di Scienze della comunicazione), chiuse da tempo eccetto quella per i disabili. Veronica G. si chiede perchè: “Potrei capire se non ci fosse gente, ma  lì ci sono almeno 3 aule di lezione. Perché mai lasciare chiusi al pubblico bagni che potrebbero far veicolare meglio il flusso di studenti e ovviare, in un certo senso, al problema di ritrovarsi dopo 2 ore il bagno già sporco?”.

Eh già, perché? Ma per le povere universitarie non è il caso di sentirsi sole: sull’altra sponda, non è detto che i ragazzi se la passino tanto meglio.

Diverse tra le piaghe d’Egitto elencate affliggono anche i bagni degli uomini. A cominciare dal sapone: merce rara, per non dire inesistente (“impertrovabbbile”, per citare il trailer di cui sopra). All’UniSa manca dappertutto, da Lettere a Ingegneria, passando per Economia. E allorquando ci si imbatte in una toilette il cui contenitore del sapone è rigorosamente vuoto, ma perlomeno integro, viene già da gridare al miracolo.

Scherzi a parte, una domanda sorge spontanea: chi avrebbe la possibilità di intervenire ed in quali modalità? Per ora, la Fondazione Universitaria non può che limitarsi ad un’alzata di spalle: “Al momento siamo impotenti, almeno finché non riceveremo denunce vere e proprie dal personale di pulizia. In caso di segnalazione, sarà poi compito nostro contattare la ditta che si occupa della manutenzione per constatare il problema”. Nel frattempo aspettiamo risposta dai capi ufficio delle diverse facoltà che ci hanno assicurato una risposta in merito alla vicenda per la prossima settimana.

È chiaro che qualche sporadica segnalazione ad opera degli studenti non è sufficiente per venire a capo della faccenda. Dunque, fatte salve le sacrosante considerazioni sulla maleducazione di molti (troppi) ragazzi, i tasti su cui sembra necessario battere sono due.

Anzitutto, chiedersi se il personale attuale è sufficiente, e valutare l’opportunità di ampliarlo (sempre ammesso che i soldi ci siano, ipotesi tutt’altro che scontata…); in secondo luogo, puntare su una maggiore sensibilità degli addetti ai lavori, affinché denuncino a loro volta ciò che non va.

Una sensibilità che il personale di pulizia non dovrebbe assolutamente farsi mancare; se non altro trattandosi in un certo senso della categoria (insieme agli studenti) abituata a vivere il problema più da vicino.

In pratica, sia da una parte che dall’altra, vietato lavarsene le mani. Che senza sapone è pure più facile.

© Riproduzione Riservata
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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto