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18 novembre 2012

Pensa 2040: intervista a Rachele Bonani

Il progetto Pensa 2040 – il futuro siamo noi rappresenta un’importante finestra su quello che sta accadendo e in qualche modo accadrà nella nostra società. Il progetto, di cui ho già parlato in un altro Articolo, è a cura dell’associazione onlus Co2 Crisis Opportunity, che si sta occupando di dare voce ai giovani italiani che saranno gli artefici dell’Italia dei prossimi trent’anni e oltre. Partendo dalle loro voci si proverà a capire qual è il futuro che ci aspetta e decifrare, in tal modo, un periodo di grandi rivoluzioni in cui la crisi e le contraddizioni proprie della stirpe italiana, rendono la nostra vita e la nostra società una giungla da affrontare col coltello fra i denti e poche speranze. Sembra, però, che i giovani di speranze ne abbiano molte, così come stanno dimostrando di avere idee più chiare di quanto ci si potesse aspettare. In attesa del responso finale, abbiamo intervistato Rachele Bonani, direttore esecutivo di CO2, così da poter fare il punto della situazione ora che il progetto è partito a pieno regime:

Come e perché nasce “Pensa 2040 – il futuro siamo noi”?

Pensa 2040 -Il Futuro Siamo Noi nasce dall’incontro tra Co2 Crisis Opportunity, onlus impegnata nella promozione della comunicazione per i cambiamenti sociali e il Roosevelt Institute, istituto statunitense di educazione e formazione alla leadership. Il Roosevelt Institute promuove la campagna Think2040 nel 2010 negli Stati Uniti, Co2 replica e riadatta la best practice in Italia nel 2012.

Perché Co2 nasce nel 2006 lanciando una sfida e dichiarando la propria identità: LA CRISI E’ OPPORTUNITA’. Oggi, nel 2012, la comunicazione esalta il ruolo depressivo della CRISi come assenza di prospettive e occasioni per il mondo giovanile. Co2 e il Roosevelt institute rispondono promuovendo la campagna PENSA 2040 rivolta a 3000 giovani su tutto il territorio italiano, studenti universitari e ragazzi che partecipano alla vita associativa locale. La generazione Millennium dichiara i suoi valori, gli obiettivi e le azioni per l’Italia 2040.

Il progetto è iniziato molto di recente. Quali sono le prospettive a giudicare dalla sua partenza?

La progettazione è partita nella primavera del 2012 con un’entusiasmante sessione di formazione con il team del Roosevelt Institute, Alan Smith e il team Co2 Pensa 2040. A partire da settembre la nostra squadra, (composta da Maria Chiara Albanese, Claudia Barana, Francesca Rendano a Nord, Filippo Bozotti, Giulia Minoli, Simona Giunti e me al centro, Luca Caiazzo, Mauro Serino e Federica Ottombrino a Sud) ha iniziato il viaggio per L’Italia dei Millennial. La partenza il 18 settembre all’Orientale di Napoli è stata esaltante perché ascoltare tempeste di cervelli creativi confrontarsi, discutere, raggiungere soluzioni condivise è la linfa del nostro percorso. Abbiamo già raccolto la visione e le proposte di oltre 500 giovani, il nostro obiettivo è parlare con più di 1500 studenti fino a dicembre e contagiarne altrettanti attraverso la rete (facebook Pensa2040, twitter@pensa2040).

Quali sono le tappe del suo viaggio per l’Italia?

Pensa2040 attraversa tutte le regioni d’Italia, interroga gli studenti di 75 università  e i giovani di 50 associazioni di terzo settore e di categoria dal Trentino alla Sicilia. I prossimi incontri saranno a Roma, Perugia, Pavia, Milano, Bologna, il nostro calendario aggiornato può essere consultato sulla piattaforma Pensa2040.it. Vogliamo raccogliere le testimonianze di chi vive il territorio, stimolando la responsabilità individuale nell’adozione di comportamenti collettivi di cittadinanza attiva, rivolti al miglioramento del nostro stato sociale.

Una volta conclusosi, il progetto verrà presentato alle istituzioni competenti. Qual è il contributo che esso può dare a questo bello ma disastrato Paese?

Noi crediamo nei nostri giovani, nella generazione che sarà e che, in realtà, è già LEADER, alla guida del Paese nella propria comunità locale, se vuoi già nel proprio condominio o all’interno del proprio nucleo familiare. I nostri giovani, i nostri cittadini sono guidati da valori come Legalità, Giustizia Sociale, Educazione e Cultura, Parità di Genere, Sostenibilità, Decrescita Felice, Integrazione, Uguaglianza. Hanno come obiettivi, per il 2040, zero criminalità organizzata a capo dell’economia, regole per la finanza, 100% soddisfazione dei bisogni primari della persona, 100% parità di genere, 100% investimenti nell’energia pulita e nelle rinnovabili, le azioni che promuovono sul territorio e nelle loro realtà variano dall’organizzazione della raccolta differenziata e orti sociali, alla raccolta di firme per l’adozione di una legge di iniziativa popolare per la non candidabilità degli indagati alla cariche pubbliche e alle elezioni politiche, introduzione della Tobin tax, la progettazione partecipata al piano urbanistico della propria città, la creazione di organizzazioni di collegamento tra mondo universitario e mondo del lavoro, oltre che per medicina, anche per facoltà come giurisprudenza, architettura, promozione di feste e eventi di inter-cultura per conoscere l’altrove tra noi. Anche le idee e i risultati dei forum con le iniziative dei giovani coinvolti nella campagna si trovano su Pensa2040.it; vogliamo far parlare anche i giovani fisicamente lontani tra di loro. La legalità, oggi, deve essere promossa da Nord a Sud, la forza è l’unione, il confronto e la collaborazione. Il contributo per il Paese è immediato nella proposta educativa e nell’adozione a livello locale di progetti partecipati. Il rapporto 2040 composto dal programma e bilancio testimonierà realtà già operative e promuoverà replicabilità e adozione a livello nazionale delle proposte emerse.

Cosa pensa lei dell’Italia nel 2040? Si trova in linea con quelle che sono le opinioni dei primi

intervistati?

Io penso l’Italia 2040: digitalizzata, integrata, guidata da un primo Ministro o Presidente della Repubblica donna, trentenne, il nostro Obama, alimentata quasi totalmente da energie rinnovabili, in cui il brain drain vale per noi, ma accoglie intelligenze in poli culturali, industriali, tecnologici in quelle che oggi sono definite le aree depresse in Italia.

Ogni nuovo incontro con i ragazzi è per me motivo di riflessione, stimolo, miglioramento della capacità di agire per il 2040, io voglio ringraziare tutti i ragazzi che fino ad oggi hanno lavorato con noi e quelli che lo faranno perché mi motivano, mi incoraggiano, dimostrano che il capitale intellettuale è un valore essenziale.

Il sottotitolo del progetto è “il futuro siamo noi”. Crede davvero che noi giovani abbiamo le carte in regola per essere il futuro reale, e non solo anagrafico, dell’Italia?

Non solo credo che i giovani abbiano le carte in regola, LO VEDO, ASCOLTO affascinata e incuriosita il pensiero laterale. La capacità di pensare non convenzionale, che oggi spesso sfugge, è la base per costruire il nostro 2040.

Tirando le somme, i giovani sembrano ottimisti e stimolati, in CO2 lo sono ancora di più, la crisi non durerà per sempre e di questo passo un cambiamento ci dovrà pur essere. Pertanto, meglio guardare al futuro con fiducia, male che vada ci si potrà rimproverare solo di esser stati troppo fiduciosi, colpa della quale, forse, a questo punto, potrebbe davvero valer la pena macchiarsi

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