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25 novembre 2012

Università di Siena: il Rettore collaboratore del progetto ONU per lo sviluppo sostenibile

È iniziata una nuova avventura per lo sviluppo sostenibile che vede fra i suoi protagonisti l’Università di Siena.

Il suo più alto rappresentante, il Rettore Angelo Riccaboni, farà parte del meeting previsto a New York il 27 e il 28 Novembre. Sarà il primo di una serie che avranno luogo grazie al Network dell’ONU che ha come direttore l’economista Jeffrey D. Sachs.; l’obbiettivo di questo nuovo viaggio è quello di individuare soluzioni per lo sviluppo sostenibile.

Il consiglio direttivo avrà membri provenienti da diverse parti del mondo e specializzati i vari settori: economia, ambiente e sviluppo. L’argomento, ovviamente, non coinvolge solo l’ambiente ma anche l’economia e lo sviluppo, componenti fondamentali che influenzano, il più delle volte negativamente, le scelte fatte dalle popolazioni mondiali a proposito dell’energia.

A proposito di questa notizia abbiamo chiesto l’opinione di Silvia, studentessa di Ingegneria ambientale presso l’Università degli Studi di Siena.

Silvia, cosa pensi di quest’opportunità che coinvolge il vostro ateneo?

Sono fiera della mia università, rappresentata nello specifico dal Rettore Riccaboni. Non sarà certo facile affrontare una tematica simile. Come molti di noi sanno, spesso avvengono sprechi e altrettanto frequentemente mancanze di rispetto nei confronti della natura, dovuta in particolare all’inquinamento derivato da fonti di energia non rinnovabili oppure semplicemente perché non vengono trattate come si dovrebbe. Questo accade nei paesi in Via di Sviluppo o Sottosviluppati che, per necessità economiche, sfruttano eccessivamente il proprio territorio e inquinandolo. Penso sia ora di preoccuparsi seriamente della questione e farlo a livello mondiale. Anzi, si sarebbe dovuto fare prima: i Summit sull’o sviluppo sostenibile degli scorsi anni promossi dall’ONU hanno portato spesso e volentieri a tante parole e a pochi fatti. Mi auguro, quindi, che l’SDSN faccia il contrario! Per quanto riguarda la mia Università, spero vivamente ci sia una partecipazione attiva al progetto, soprattutto con attività di ricerca che permettano a studenti come me di partecipare a questa grandiosa iniziativa!

Presente al consiglio direttivo, in qualità di rappresentante dell’Italia, non ci sarà soltanto il Rettore dell’Università di Siena ma anche il Presidente dell’Eni, Paolo Scaroni.

Questo primo appuntamento a cui parteciperà Riccaboni avrà come obbiettivo la definizione delle linee generali dell’agenda di lavoro che il “Sustainable Development Solutions Network” (SDSN) dovrà svolgere; l’attenzione si focalizzerà su tematiche e iniziative relative all’impegno globale fino alla definizione ultima degli obbiettivi primari a cui deve puntare il Network.

Come dichiara lo stesso Riccaboni su SienaFree : “è stato promosso nei mesi scorsi dall’Onu per individuare soluzioni concretamente realizzabili nell’ambito dello sviluppo sostenibile. Ritengo questo un importante riconoscimento per l’Ateneo, ottenuto grazie al lavoro che viene svolto su questi temi, in particolare attraverso Nesso, la nostra rete interna di ricerca sulla sostenibilità, e per aver adottato la sostenibilità ambientale, sociale ed economica tra le priorità della nostra Università”.

In realtà, il network mira soprattutto a stimolare l’attenzione nei confronti dello sviluppo sostenibili e del rispetto, attraverso questo, dell’ambiente. Inoltre, vanno riconsiderate delle soluzioni che, per quanto siano ad oggi attive, hanno bisogno di essere rese tali anche su larga scala.

Il Network, infine, avrà come fine ultimo la creazione di un centro mondiale di studi in cui nascerà una collaborazione fra università, centri di ricerca, organizzazioni di cittadini e imprese per accelerare la nascita di soluzioni per la sostenibilità da un punto di vista sia locale che mondiale.

Riccaboni, alla luce di questa finalità, ha già specificato l’importanza di definire i modi in cui l’Università di Siena potrà dare il suo supporto.

Il progetto, vista la collaborazione internazionale, dimostra quanto l’argomento sia importante e che il nostro Paese è all’altezza di sfide di questo tipo.

Non dimentichiamo, dunque, il nostro valore.

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