• Google+
  • Commenta
21 novembre 2012

La biblioteca non è per tutti all’Università la Sapienza: ecco perchè

Cattiva gestione della Segreteria a La Sapienza
La biblioteca non è per tutti all'Università la Sapienza

La biblioteca non è per tutti all’Università la Sapienza

La biblioteca non è per tutti all’Università la Sapienza: ecco perchè, discriminazioni in biblioteca alla Sapienza: ecco di cosa si tratta e cos’è successo.

I giorni  passati e quelli che seguiranno sono il segno evidente di un impoverimento culturale che l’Università italiana, e la scuola in generale, stanno subendo da anni.

Le manifestazioni, a volte violente, segni di disagi giovanili, sono solo le realtà più evidenti di un sistema antico e malfunzionante.

Gli studenti vogliono di più, meritano di più.

L’indagine sui problemi e cause di questo disagio e delle discriminazioni e del fatto che la biblioteca non è per tutti?: servizi non per tutti sono molteplici e vanno cercate indietro nel tempo. La questione è attiva sia a livello “macro”, cioè i mancati finanziamenti, i tagli, la mancanza di progetti, l’aggiornamento negato ai professori, un sistema didattico vecchio, sia nel “micro-cosmo” universitario, cioè il quotidiano, l’impatto che determinate decisioni e indecisioni hanno sulla vita di uno studente.

Per questo motivo Fabiana B. ci racconterà la sua esperienza di fruitrice della biblioteca Monteverdi di Lettere e Filosofia della Sapienza di Roma. Ci racconterà della gestione del servizio, della disponibilità delle risorse e di quello che pretende uno studente italiano dei giorni nostri.

La biblioteca non è per tutti all’Università la Sapienza: la voce degli studenti

Fabiana da quanto tempo e come ti trovi all’ Università La Sapienza? Hai sentito dire che la biblioteca non è per tutti? Perchè si dice che la biblioteca non è per tutti?

Sono a Roma da quasi sei anni. Quest’anno ho iniziato il mio primo anno di Magistrale alla Facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche e Studi Orientali. Ho scelto La Sapienza soprattutto per il suo prestigio e il suo blasone. I primi anni sono stati sereni e spensierati, poi è subentrata un po’ di rassegnazione per la totale indifferenza dei professori nei riguardi dello studente e per la scarsa efficacia della burocrazia. Adesso, iniziando un nuovo percorso, è tornato in me un po’ di quel sano entusiasmo.

Hai notato qualche cambiamento nei servizi per gli studenti durante questi anni? Hai assistito a casi di discriminazioni in biblioteca?

Sinceramente credo che il nostro Ateneo sia davvero molto scadente nella qualità dei servizi offerti ai suoi iscritti. Sembra quasi un paradosso ma più si cerca di digitalizzare il mondo universitario più si va incontro a problemi burocratici. Per una semplice richiesta di tesi i tempi sono stati dilatati in maniera esponenziale in questi ultimi anni. Credo che si possa fare molto meglio.

La biblioteca della tua facoltà, la Monteverdi, è sempre stata un luogo di studio e ricerca. Cosa è cambiato? 

Inizialmente frequentavo poco la Monteverdi. Con il passare del tempo, però, molti miei colleghi mi hanno consigliato questo posto per studiare e per approfondire le mie ricerche accademiche. Per me è stato molto importante in fase di scrittura di tesi poter accedere al vasto archivio bibliografico offerto dalla nostra biblioteca. Certamente anche in questo caso il servizio non è eccelso. Gli orari sono sempre più ridotti e i tagli del nuovo governo tecnico fanno il resto.

Quale disfunzione del servizio in particolare ti senti di raccontarci?

Escludendo il fatto che non puoi introdurre altri libri all’interno della struttura, c’è da dire che la direzione pretende di far prestiti di testi solo per qualche ora. E’ inimmaginabile questo per un ateneo ed una facoltà prestigiosa come la nostra. Questo ne va a discapito degli studenti e della ricerca.

Una biblioteca che non accetta libri dall’esterno? Per quale motivo ci sono queste discriminazioni e si dice che la biblioteca non è per tutti all’Università la Sapienza?

La questione è molto strana ma l’ho studiata molto attentamente. Credo che la biblioteca non accetta altri testi dall’esterno per dimostrare che a livello statistico l’attività non è morta ed è ancora un qualcosa di redditizio e per la facoltà e per l’ateneo.

Come vorresti che funzionasse la biblioteca?

Sicuramente maggiore flessibilità da parte della direzione e del personale. Pensare che una volta sono stata invitata ad abbandonare la mia postazione solo perchè ho portato con me un testo non registrato negli archivi bibliotecari. Tutto ciò è assurdo e sconclusionato.

Vedi differenze con altre università tali da poter parlare di discriminazioni alla Sapienza?

Personalmente non mi è capitato di studiare in altre biblioteche al di fuori della Sapienza ma dal racconto dei miei amici credo che altre strutture del genere, anche nella stessa Roma, funzionino moto meglio.

Cosa faresti se ti capitasse di gestire servizi come questo?

Allungherei gli orari di lavoro, darei la possibilità di introdurre testi dall’esterno, sarei meno pignolo nella questione dei prestiti e magari renderei l’ambiente anche più confortevole e personalizzato.

La biblioteca non è per tutti alla Sapienza: il punto del personale

Abbiamo intervistato Francesca Petrocelli, collaboratrice della biblioteca Monteverdi da un anno che ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande sul funzionamento del servizio e sulla questione sollevata da Fabiana.

Quando hai iniziato a collaborare alla biblioteca Monteverdi?

Collaboro con la Biblioteca da gennaio 2012 e sicuramente è un’esperienza formativa dal momento che mi ha permesso di conoscere aspetti a me ignoti riguardo l’archiviazione di testi, miscellanee e documenti antichi.

Come hai trovato l’esperienza?

Attraverso la collaborazione ho avuto modo anche di scoprire il patrimonio letterario che custodisce la biblioteca, che da utente non conoscevo. Mi sono trovata davanti fondi antichi impolverati da sistemare, e personalmente ciò mi ha affascinato molto.

Quali problemi sono legati alla gestione della biblioteca, ad esempio la difficoltà per gli studenti di portare i propri libri, la difficoltà di trovare uno spazio di studio ecc. ?

Ci sono stati molti reclami, dovuti al fatto che il prestito dei testi era sospeso, quindi gli utenti tesserati al “prestito” per mesi hanno avuto il disagio (chiamiamolo così) di non poter portare via i testi (e specifico che non tutti i testi possono essere portati via. Ma questo disagio era dovuto al fatto che all’interno della biblioteca gli impiegati fissi stavano facendo “ordine” e hanno dovuto chiamare molti utenti per sollecitare il rientro dei libri, che mancavano da tempo. Ogni giorno dovevo negare il prestito a decine di persone che rispondevano sbuffando il più delle volte, ma purtroppo si paga sempre per le mancanze degli altri, ed in questo caso a sbagliare sono stati coloro che non hanno rispettato le date di rientro dei libri.

Ci puoi spiegare perché, ad esempio, non si possono introdurre libri e appunti dall’esterno? Alcuni studenti hanno presentato lamentele su questi motivi?

Si, sono pervenute numerose lamentele a riguardo. Spesso noi collaboratori eravamo costretti ad avvicinarci agli utenti e ricordare loro che si possono consultare solo testi presenti in biblioteca, per evitare rimproveri dai piani alti. In realtà io, esssenso stata una studentessa, mi rendo conto che molti, per poter fare più approfondimenti, hanno necessità di consultare un libro e allo stesso tempo dare un’occhiata alle proprie dispense. Abbiamo molti libri in biblioteca, quasi tutti quelli che i professori propongono per gli esami. La biblioteca non è un’aula studio, ma un luogo dove consultare libri, magari i più introvabili. La scelta è sostanzialmente giusta. Anche se essere meno fiscali non costa nulla. Da poco, inoltre, è stata inaugurata una nuova aula studio a Cartografia, proprio vicino la biblioteca.

Forse perché sono avvenuti episodi spiacevoli? Ad esempio libri rubati o danneggiati?

Libri rubati mai, ma diciamo che capitava spesso e volentieri che un utente si avvicinasse dicendo ” scusa, io non riesco a trovare questo libro, non c’è nella sua collocazione”, e lì partiva una ricerca disperata, che a volte si concludeva trovando il libro in questione fuori posto, altre volte capitava che era cascato dietro tutti gli altri libri; insomma, diciamo che il tutto si riduceva alla ricerca di libri dispersi. Noi collaboratori nella sala distribuzione avevamo una lista dei testi non trovati, e in apertura o in chiusura, ci occupavamo della ricerca. Spesso accade che un libro si disperda perchè gli utenti non sanno inserire la targhetta gialla in sostituzione del libro, nella relativa collocazione. In ogni settore sono presenti numerose targhette, ma il giorno si contano su due mani le targhette che effettivamente vengono utilizzate.

Questi problemi “gestionali” non sono dovuti, ad esempio, alla libertà dello studente di introdurre libri di studio, di usare la biblioteca come aula studio, di poter utilizzare internet e prendere manuali da riconsegnare dopo il tempo necessario, o sbaglio?

Sono d’accordo con te. La biblioteca pochi anni fa funzionava con “normalità”. Per l’anno prossimo è prevista anche una diminuzione di orario. Ma questo non dipende nè da noi, nè dal direttore, ma dagli uffici. Credo che manchino molti finanziamenti. E tutto questo a scapito degli studenti. Ad esempio quest’anno forse sarà l’ultimo anno che la biblioteca Monteverdi emetterà bandi pubblici per borse a studenti. Io ho iniziato così.

La biblioteca non è per tutti, ma non se ci sono più collaborazioni

Perchè credi che i ragazzi debbano usufruire della collaborazione con la biblioteca?

Per i ragazzi è importante usufruire della collaborazione, perchè oltre ad essere un’esperienza formativa come ho detto sopra, porta nuovi stimoli. Mi spiego meglio: un giovane studente che non riesce a lavorare per diversi motivi, e studia soltanto, grazie a quest’esperienza, per quel breve periodo riesce a sentirsi utile, ad avere la mente occupata da altro, ad avere un’occupazione. E poi per noi studenti di lettere stare a contatto con tutti quei libri, non può che essere stimolante. Io da quando ho lavorato in BAM (Biblioteca Angelo Monteverdi), ho aumentato i miei ritmi di lettura e ho avuto molti suggerimenti dai libri che riordinavo.

Come mai ci sono tutte queste pratiche burocratiche, come ad esempio quelle relative al prestito dei libri?

Le pratiche burocratiche ci sono non per tutti i testi. Quelli a scaffale aperto, non hanno bisogno di nessuna richiesta, invece per i fondi antichi (Monaci,Puccini e Sechi), per i meridiani e altri testi diciamo “antichi” c’è bisogno della richiesta scritta, perchè sono collocati ai piani superiori in cartelle ordinate e precise, dove gli utenti non possono accedere. Altri sono collocati alle ex vetrerie, quindi a San lorenzo (quartiere universitario, ndr), e infatti lo stagista di turno, due volte al giorno, si reca lì per prendere i testi richiesti. Sono documenti e libri più delicati. C’è una cura maggiore proprio perchè antichi, e molti non sono in ottime condizioni. Posso garantire che c’è molta attenzione riguardo i fondi antichi, sia da parte dei collaboratori, che da parte degli impiegati della biblioteca Monteverdi.

In definitiva la questione sollevata da Fabiana sembra dipendere da un’organizzazione interna della biblioteca stessa. Studiare su libri presi in fitto è uno dei motivi “statistici” legati al funzionamento dei servizi. Sostanzialmente più libri sono presi, più sembra che il servizio funzioni. Una motivazione un pò bizzarra.

La cosa molto chiara è che l’impossibilità di servizi quotidiani è legata sempre più alla scarsa considerazione che la nostra società ha della scuola pubblica.

È questo l’unico motivo, altrimenti dopo ripetuti tagli e sacrifici chiesti al pubblico in favore del privato, ci sarebbero stati movimenti non solo di studenti, ma di genitori, professori e addetti ai lavori. La speranza è la tutela e il recupero del nostro micro-cosmo.

Giuseppe De Lauri

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy