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27 novembre 2012

Vittoria al Tar Toscana: ammessi all’Università di Pisa 150 studenti

Il diritto
Vittoria al Tar Toscana

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Vittoria al Tar Toscana: ammessi all’Università di Pisa 150 studenti.

Il percorso verso l’Università aperta sembra sempre più arduo in una realtà in cui, oltre ai numeri programmati previsti dalla legge, gli Atenei introducono anche per altre facoltà un vero e proprio numero chiuso, mascherandolo con punteggi minimi da conseguire al test facoltativo effettuato prima  dell’iscrizione.

E’ quanto accaduto a Pisa.

Quest’anno, infatti, tutti gli Atenei del centro nord si sono messi d’accordo per fare un test in contemporanea per le facoltà di Ingegneria, impedendo in primis agli studenti di recarsi ad effettuare la prova altrove e, soprattutto, pregiudicando gli stessi nel caso in cui la votazione conseguita fosse risultata inferiore al valore fissato dalla Facoltà.

La sentenza del Tar ha fermato appena in tempo un sistema ingiusto.

Infatti, è proprio “ingiustizia” la parola giusta per denunciare la mancata ammissione ai corsi, che ha portato gli studenti a ricorrere numerosissimi. Valentina Carlesi, Chiara Benini, Sofia Demasi, Carrai Lorenzo sono solo alcuni dei nomi degli studenti che hanno inoltrato ricorso – per tramite dello Studio Legale Michele Bonetti & Partners– al fine di denunciare il comportamento scorretto dell’Ateneo, che è stato riconosciuto pienamente dal Tar.

Ad usare questa parola-chiave è proprio Maurizio Salvini, ricorrente e studente intervistato, che gentilmente ci ha offerto una sua dichiarazione in merito, mostrando grande soddisfazione per l’esito della pronuncia del Tar: “E’ una cosa ingiusta il fatto che l’ateneo pisano chiedeva comunque agli studenti , anche a coloro che non avevano “superato” il test, di immatricolarsi e pagare le tasse ma, al tempo stesso non avrebbe dato loro la possibilità di sostenere gli esami”.

E aggiunge : “Il rischio sarebbe stato anche quello di perdere  il diritto alle borse di studio, oltre a porre di fatto gli studenti in situazioni differenti tra loro, e non affatto sullo stesso piano”.

All’esame di avvocato possono accedere tutti coloro che abbiano conseguito una laurea specialistica (classe 22/s) o una laurea magistrale (classe LMG01), nonché una laurea a ciclo unico vecchio ordinamento in Giurisprudenza.

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“La sentenza del Tar” asserisce poi il legale che ha patrocinato il ricorso, “ha fermato appena in tempo un sistema ingiusto“.

Si tratta di un meccanismo, questo, che l’Avv. Michele Bonetti – nell’intervista – commenta così: “Dietro la parvenza di un concreto ausilio per gli studenti teso a  valutare  la loro personale attitudine agli studi di Ingegneria, sembra non ci sia altro che un mero escamotage i cui effetti risultano peggiori di quelli prodotti nelle facoltà a numero chiuso”.

Prosegue l’Avv. Bonetti“L’introduzione di un siffatto stratagemma seppure non ostacola l’immatricolazione, non essendo formalmente uno strumento selettivo, finisce per danneggiarli e non poco, per il fatto che a coloro che hanno ottenuto una votazione più bassa della soglia stabilita di anno in anno dalla Facoltà vengono attribuiti obblighi formativi aggiuntivi nelle discipline-base propedeutiche alla formazione ingegneristica”.

Così, per far fronte a tale palese violazione del diritto allo studio, l’ Unione degli universitari e l’associazione studentesca Diritti a Sinistra hanno inoltrato al Tar del Lazio un ricorso collettivo con richiesta urgente di sospensiva; il risultato è che è stato emesso un decreto cautelare per oltre 150 studenti, obbligando l’ateneo ad ammetterli ai corsi.

Il Rettore dell’Ateneo di Pisa sulla vittoria al Tar Toscana – Facoltà di Ingegneria -Ing. Pierangelo Terreni– non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione in merito, come era prevedibile. “Del resto” Conclude  Bonetti: “Nella prossima udienza, fissata per il 19 dicembre, chiederemo anche un risarcimento danni”.

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