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22 dicembre 2012

Bagni universitari: l’educazione parte da qui

Servizi igienici: situazione insostenibile all’Unisa.

Bagni Unisa

Bagni Universitari

Gli studenti: “Basta prendersela solo ed esclusivamente con gli addetti alle pulizie, la colpa va ricercata anche in chi non ha rispetto per ciò che utilizza“.

Ci risiamo. Sembrava che, dopo la denuncia fatta nei mesi scorsi sullo stato penoso in cui versano i servizi igienici dell’Università degli Studi di Salerno, qualcosa si stesse muovendo in positivo. Magicamente alcuni dispenser venivano riempiti di sapone dopo anni di assenza e finalmente la carta aveva fatto il suo ingresso accanto ai servizi igienici.

Purtroppo la situazione non è cambiata di molto.

Tolleranza zero-“E’ una situazione insostenibile. Qui non si parla solo di stato dei servizi igienici ma di educazione che almeno qui, in questa facoltà, non c’è!” e ancora “Ma dove vivono le persone che riducono i bagni in questo stato? Non credo che a casa loro si comportano in questo modo, anzi!” Queste dichiarazioni racchiudono sommariamente gli stati d’animo degli studenti e delle studentesse dell’ateneo salernitano. Nei giorni scorsi alcuni servizi erano otturati da carta igienica srotolata per un qualche motivo a noi ancora ignoto e non solo.

Il quadro che si è presentato davanti ai nostri occhi era davvero disgustoso e per decenza evitiamo di raccontarlo ma abbiamo raccolto il parere degli studenti che ormai sono stufi di trovare spettacoli del genere.

Quali sono i nostri pensieri? comincio dai miei -esclama Claudia FanciulloMa quanta carta igienica usate, scusate? Lo riempite di carta e lo fate otturare!!!!! seconda cosa: ragazze, quando avete il ciclo buttate l’assorbente in un cestino non a terra. Voglio vedere se fate la stessa cosa a casa vostra. Le signore delle pulizie sono lavoratrici non sguattere!!! Questo si deve capire“.

Purtroppo, i cumuli di carta igienica, credo siano anche dovuti al malfunzionamento dello scarico. Da me, un po’, è così! -spiega Francesca Pecoraro Almeno una su tre cabine è guasta per questo motivo! Credimi, ho provato di persona, tanto per capire l’origine dello sfacelo! Ma è ovvio, anch’io lo credo e ribadisco che quelle povere donne dovrebbero almeno scioperare, farsi sentire, fare qualcosa insomma...”.

E spiegano dove i bagni sono puliti: “fin’ora i bagni più puliti ed accessibili sono quelli di lingue” spiega Claudia. “Anche un po’ quelli della mensa e di economia, almeno quando ci sono andata! -aggiunge FrancescaPurtroppo, si viene a creare pure l’idea di evitare di andare in bagno all’università, se non è proprio un bisogno urgente… almeno, io faccio così. Comunque, ho notato che le condizioni dei bagni sono un malessere generale. -conclude- Ci sono molte ragazze che si lamentano continuamente”.

Un malessere generale condiviso anche da Iolanda Napoli, studentessa di Scienze dell’Educazione: “Ero nei bagni di Scienze della Formazione. Ci sono 3 bagni disponibili. Entrai nei primi due e evito di raccontare cosa si presentava ai miei occhi. Mi rimaneva l’ultimo dei tre: water apparentemente pulitissimo, ma c’era un problema anzi due. Lo scarico non andava e c’era un “oggetto” non ben identificato in superficie. Mi rassegna. Volevo almeno lavarmi le mani perché avevo mangiato le patatine, ma del vomito nel lavandino mi costrinse alla ritirata e ad arrangiarmi alla vicina fontanella, quella esterna per intenderci. In genere si pensa che le donne rispetto agli uomini siano più attente alla loro igiene più intima, ma posso assicurarvi che siamo alla pari anche nell’inciviltà. A mio parere i servizi igienici mancano un po’ di tutto: a partire dalla carta igienica, che trovi in un bagno sì e nell’altro no, tanto che devi chiedere al tuo vicino di “bisogni” se può passartela sotto lo sportello divisorio, passando per il sapone, il phon asciugamani, ecc… se pure volessi chiedere a qualcuno uno qualsiasi di questi articoli ti tocca fare la caccia al bidello nei corridoi, ma ormai anche il personale è diventato introvabile.
Per quanto riguarda il discorso delle responsabilità,-conclude– direi che il grosso della colpa è dell’università che deve provvedere a mettere tutti nelle condizioni di essere rispettosi dell’ambiente universitario e, soprattutto, degli altri. Con questo ovviamente non giustifico i barbari che confermano le loro cattive abitudini anche in un ambiente che ci si aspetterebbe decoroso ed esemplare come quello universitario

Un problema non solo dell’Unisa– Purtroppo, come abbiamo potuto constatare, il problema della pulizia dei bagni universitari interessa tutto lo stivale. Youtube, a questo proposito, pullula di “reportage” sullo stato dei servizi igienici nelle varie facoltà delle università, per citarne solo alcune Catania, Palermo, Napoli, Bologna, Bari, Milano e la lista può continuare fino all’infinito.

Una situazione, questa, che purtroppo ci lascia sbigottiti ogni volta che se ne sente parlare e che ogni volta ci porta a ricercare il colpevole al di fuori. Ma come sempre il colpevole è da ricercare tra di noi, tra coloro che non hanno il minimo rispetto delle strutture comuni e della convivenza civile tra i loro coetanei.

Un rispetto che si impara quando fin da piccoli e che con il passare del tempo, purtroppo, sembra andare scemando lasciando il posto a nuove mode atte a trasgredire e sentirsi “grandi” per il semplice fatto di nuocere agli altri.

Ma questi atteggiamenti non rendono le persone “grandi“, anzi!

Dora Della Sala

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