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20 dicembre 2012

Equo compenso ora è legge, una commissione stablirà le tariffe

E’ finalmente arrivato l’ok definitivo della Camera alla legge sull’equo compenso per i giornalisti. Un primo passo importante per combattere il precariato e la schiavitù di tanti aspiranti giornalisti e di tantissimi collaboratori esterni e freelance. Dopo mesi di polemiche e insistenze e raccolta di firme per l’approvazione della legge dell’equo compenso, è giunto  il via libera dalla commissione Cultura di Montecitorio, che ha approvato la proposta di legge all’unanimità.

Silvano Moffa, primo firmatario del provvedimento, ha commentato in conferenza stampa “Una pagina bella per il Parlamento”: alla Camera c’era anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino e il presidente della Fnsi, Roberto Natale, tra gli esponenti che più si sono battuti per l’approvazione di questa legge.

Il commento di Moffa, riportato dalle agenzie di stampa, come Ansa e AdnKronos, prosegue così: “Questo provvedimento è nato attraverso il concorso di tutti. Era doveroso intervenire per porre fine a una situazione che in alcuni casi, come ha detto giustamente il presidente Iacopino, rasenta la schiavitù. Ci trovavamo in una giungla sostanziale, senza alcuna tutela nè regole certe per i giovani. Abbiamo fatto un lavoro enorme che non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato l’impegno della Federazione nazionale della stampa che rappresenta oggi i giornalisti italiani“.

Dal canto suo, il Presidente dell’Odg Enzo Iacopino ha voluto ringraziare i vertici della Fnsi (da Franco Siddi a Roberto Natale) e “i tanti che, con paziente silenzio, hanno atteso questa legge (nata nella sede dell’Odg il 18.05.2010), vivendo sulla loro pelle lo sfruttamento“, aggiungendo anche che: “Si conclude una fase importante della mia vita. Non penso di aver saldato i miei debiti verso gli ultimi, trattati come schiavi non solo dagli editori. Ma mi sento un po’ più in pace con la mia coscienza. La lotta per la dignità non è finita“.

Nello scpecifico, ecco cosa prevede la legge sull’equo compenso, approvata in via definitiva dalla commissione Cultura della Camera in seconda lettura: innanzitutto sono stabilite precise norme per la remunerazione dei giornalisti free lance.

  • All’articolo 1 viene chiarita la definizione di compenso equo, ossia la corresponsione di una remunerazione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, tenendo conto della natura, del contenuto e delle caratteristiche della prestazione, nonché della coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria.
  • L’articolo 2 prescrive che si costituisca una Commissione, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, che si occupi della valutazione dell’equo compenso. Questa Commissione sarà in carica 3 anni e verrà istituita presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, è presieduta dal Sottosegretario all’editoria ed è composta di 7 membri.
  •  La Commissione ha 2 mesi di tempo per stabilire e definire il compenso equo e allo stesso tempo deve anche redigere un elenco di quotidiani, periodici, agenzie di stampa, giornali telematici, emittenti radiotelevisive che garantiscono il rispetto di un equo compenso, tenendo l’elenco  costantemente aggiornato e dandone visibilità e pubblicità.

Questo non solo per evidenziare i meriti di chi lavora in maniera corretta, ma anche perchè la mancata iscrizione in tale elenco per oltre sei mesi, a decorrere dal 1 gennaio 2013, sarà condizione per cui saranno ritirati e negati i contributi in favore dell’editoria. Infine l’articolo 4 della legge sull’equo compenso dispone la presentazione alle Camere di una relazione annuale sull’attuazione della legge.

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