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1 dicembre 2012

Unifi, l’ateneo sotto esame: parlano le associazioni

Non provate a chiamarli bamboccioni. Anche perché, fra una seduta in consiglio di facoltà, una consulenza alle matricole sui piani di studio e magari due ore sui banchi per seguire una lezione di sociologia, non avrebbero tempo per rispondervi.

Sono Ludovico Rella e Chiara La Porta, rappresentanti degli studenti di Sinistra Universitaria e Azione Universitaria, due big fra le associazioni dell’universo studentesco fiorentino.

Pianeti paralleli che convergono (ma è meglio se non glielo dite) quando si tratta di battersi sul campo per dare una mano agli studenti, raccogliendo firme per ottenere un appello in più, facendo da bussola ai neoiscritti oppure puntando i piedi in consiglio sui prezzi dei libri, delle dispense e anche dei parcheggi in facoltà.

Perché della politica vivono il volto reale, quelle decisioni che, prese in Senato accademico e in Consiglio di Facoltà, stabiliranno se una cattedra vive o muore, se un piano di studi sarà sballato da una decisione del Senato, se un esame sarà dato in facoltà o in un dipartimento a chilometri dall’aula dove fino a ieri eravate seduti.

E non solo” spiega Chiara La Porta, 21 anni, rappresentante degli studenti in consiglio di Facoltà di Scienze Politiche per

Azione Universitaria.

Chiara cosa significa nel concreto fare politica in ateneo?

E’ un impegno a tempo pieno. L’orientamento politico pervade e orienta le nostre posizioni in consiglio  e il modo in cui ci rapportiamo con gli studenti e gli impegni che prendiamo con loro. Ma presto si capisce che la nostra concezione di vita universitaria va spesa sul campo, tutti i giorni fronteggiando problemi veri, che nel 90 per cento dei casi dipendono da decisioni prese a chilometri di distanza da qui“.

Ad esempio?

Il nostro tempo lo spendiamo accanto agli studenti cercando di colmare il gap burocratico presente fra i ragazzi e l’ateneo.  Gli studenti troppo spesso sono abbandonati a loro stessi proprio durante il primo anno di studio, quello più critico durante il quale si imbocca la strada che porterà ad essere donne e uomini di domani. Una strada che può essere ostacolata da tutto meno che dalla burocrazia“.

Quindi come combattere il “mostro”?

Uno dei nostri impegni è quello di aiutare gli studenti nella compilazione dei piani di studio, svolgendo una sorta di funzione di tutoraggio. Oppure cercando di garantire date per appelli che fino a cinque anni fa erano regolarmente calendarizzate, ma la cui assenza oggi, può far slittare la laurea di qualcuno di mesi. Lo scorso anno ad esempio siamo riusciti a ripristinare l’appello di aprile per gli studenti di scienze politiche, purtroppo quest’anno il bis non è riuscito“.

Qual è la top 3 di richieste d’aiuto ricevute dagli studenti?

Al primo posto metterei i problemi di comunicazione con i professori: mail a cui non arriva risposta, colloqui fantasma o cancellazione di lezioni annunciate male e tardi. Ma sul podio ci sono anche esami che di anno in anno cambiano il peso dei crediti e la confusione fra i tre ordinamenti dai quali gli studenti rimbalzano alla ricerca della soluzione più adatta al loro percorso di studi“.

L’ateneo fiorentino da sempre è orientato politicamente , come vivi il rapporto con i tuoi colleghi-avversari?

Siamo entrati in facoltà solo da due anni  e non nascondo che a volte la convivenza sia complicata. Ma a parte qualche discussione sull’occupazione delle bacheche all’interno del polo è difficile che il rispetto reciproco venga a mancare. E’ una frizione che si percepisce soprattutto in occasione di iniziative culturali o dibattiti ma quello che ci ripaga è la fiducia degli studenti e lavorare per loro praticamente tutti i giorni“.

Oneri e onori: ti hanno mai accusata di protagonismo?

Ho 21 anni e la mia età dimostra che il protagonismo non c’entra. Chi ha in mente il modello di rappresentante degli studenti trentenne e fuoricorso deve cambiare idea. Non lo faccio ne per avere un trampolino di lancio nella carriera politica, né per tornaconto personale in termini di popolarità,  anzi spesso èl’effetto che si ottiene è quello di un boomerang fra chi non la pensa come te. Si tratta di una passione, tapparle le ali sarebbe un crimine“.

Una strada, quella del cursus honorum universitario, lastricata di problemi quotidiani che anche Ludovico Rella, 24enne trentino, rappresentante degli studenti per Sinistra Universitaria nel consiglio di facoltà di Scienze Politiche, condivide.

Ma allora c’è spazio per l’impegno intellettuale al di fuori dalle aule?

Senza dubbio. Appartengo a un’organizzazione studentesca diffusa su tutto il territorio nazionale. Dunque lo spettro di problemi e questioni che ci troviamo ad affrontare va dai rapporti col Ministero dell’Istruzione ai problemi di parcheggio del polo delle Scienze Sociali di Novoli. Non si tratta solo di montare una polemica di principio: senza l’azione delle rappresentanze studentesche alcuni diritti fondamentali degli studenti verrebbero accantonati o dimenticati. Diritto allo studio significa anche non dover comprare delle dispense a prezzi da rapina in copisteria, considerando che spesso le tasche di studia e già paga la retta non sono poi così piene“.

Su quali punti “rimanderesti” al prossimo appello l’ateneo fiorentino?

Da migliorare sicuramente c’è la qualità offerta dal sistema dei tirocini. Spesso gli studenti vengono abbandonati a loro stessi con poca attività di tutoraggio. Implementare la possibilità degli studenti di lasciare dei feedback sulla propria esperienza aiuterebbe l’ateneo a capire quali sono i punti deboli. La responsabilità non è solo delle azienda a caccia di stagisti usa e getta“.

Una soluzione?

In molti casi le lauree triennali mancano di una fase seminariale in cui la base teorica si confronti con qualcosa di pratico, con l’attualità, specie nell’area delle scienze sociali c’è bisogno di sperimentazione pratica. Nella facoltà di giurisprudenza per esempio organizziamo la simulazione di un processo penale. E’ questo che manca, l’assaggio di esperienza professionale. Purtroppo l’organico di oggi regge a malapena l’attuale offerta formativa”.

Dall’Adige all’Arno, cosa ti ha portato a Firenze e come ti sembra il rapporto fra la città e il suo ateneo?

L’Università di Trento è un ateneo eccellente in ambito sociologico ma nonostante questo nel 2007 ho scelto di studiare in riva d’Arno perché ritengo fondamentale aprirsi a nuove esperienze e imparare a vedere oltre la soglia del proprio giardino. Il bilancio personale, oggi, è sicuramente positivo ma credo che Firenze sia una città eccessivamente soffocata dalla sua dimensione turistica. Un dato di fatto che spesso le impedisce di confrontarsi veramente con politiche di cittadinanza studentesche e di inclusione della realtà universitaria nella carne viva della città“.

Ateneo che il 30 ottobre, con l’elezione dei rappresentanti degli studenti in Senato Accademico che hanno visto la conferma di Rella, adesso attende il turno elettorale per la nomina dei membri interni del Consiglio di amministrazione di martedì 4 dicembre. Occasione in cui sarà proprio il Senato a nominare a maggioranza assoluta i tre membri esterni previsti dallo nuovo Statuto di Ateneo, voluto dalla riforma Gelmini, per il nuovo Consiglio di Amministrazione.

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