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3 dicembre 2012

Parola ai presidi di facoltà per le elezioni all’Università di Salerno

Cgil Vs Università del Salento
Parola ai presidi di facoltà all'Unisa

Parola ai presidi di facoltà all’Unisa

A meno di 24 dalle elezioni universitarie, parola ai presidi di facoltà dell’Università di Salerno per sentire l’opinione del corpo dicente in merito. 

«Una grande opportunità per fare esperienza di partecipazione, comprendere dal di dentro i processi democratici, formarsi concretamente come cittadino responsabile, sensibile al bene comune.

Questo il pensiero di Luigino Rossi, Preside della Facoltà di Scienze Politiche – Per uno studente di Scienze Politiche diventa anche l’occasione per mettere in pratica quanto ha appreso teoricamente durante il corso di studio e coltivare una vera ecologia politica collaborando alla realizzazione di un ambiente umano e sociale animato dalla convivenza pacifica».

Dal pensiero del dott. Rossi parola ai presidi di facoltà di economia, è Daniela Valentino, Preside della Facoltà di Economia: «La circostanza che un giovane iscritto all’università abbia esperienza politica universitaria è sicuramente uno strumento di potenziamento del processo formativo che si attua all’interno dell’Istituzione.

Sviluppare la conoscenza delle tematiche interne presenti nell’Istituzione, avviare il dibattito con i Colleghi e con la Struttura per la ricerca di soluzioni adeguate alle esigenze rilevate, sviluppare le capacità di analisi e progettuali e potenziare la capacità di elaborazione di soluzioni condivisibili con gli altri protagonisti del processo sono, sinergicamente, elementi più che positivi nel processo di maturazione della personalità del Singolo anche al di là della sua posizione transitoria di Studente».

E ancora parola ai presidi di facoltà di Scienza MM.FF.NN. Maria Transirico, Preside della Facoltà di Scienza MM.FF.NN., che vede l’esperienza politica di uno studente come «un’occasione di crescita, un modo per acquisire un maggior senso di responsabilità e per meglio imparare a rapportarsi con gli altri».

Come è stato nel corso del suo mandato il rapporto con i rappresentanti degli studenti in seno al CdA?

«Ritengo che sia stato un rapporto sinergico.- sostiene il professore Rossi – Mi sento di affermare, senza ombra di smentita, che la Facoltà di Scienze Politiche, nei venti anni della sua storia, si è segnalata per il clima di partecipato dialogo con la componente studentesca ed il suoi rappresentanti favorendo lo scambio d’informazioni, sempre attenti alla grammatica del dialogo per educare e custodire, con sapiente lungimiranza, il senso del tempo senza contentarsi di obiettivi mediocri».

«Posso esprime il mio giudizio come componente di Senato dato che non sono componente del CdA. – spiega la professoressa Valentino– I rappresentanti degli Studenti in tale Organo hanno svolto un egregio lavoro cercando di evidenziare, con la opportuna correttezza, le posizioni di tutti gli studenti e non dei soli iscritti alla associazione di appartenenza. In ogni caso hanno difeso le posizioni e le argomentazioni degli Studenti riuscendo, in più di una occasione, ad indurre a serie riflessioni gli altri componenti del Senato. L’esperienza è nel complesso più che positiva e personalmente sono riuscita a trarre più di uno spunto di riflessione sulle tematiche inerenti la didattica della Facoltà. Va segnalato che la Facoltà di Economia negli ultimi tre anni non ha avuto rappresentanti nei suoi Organi collegiali (per scadenza del loro mandato) e molte delibere assunte sulla programmazione didattica sono state deliberate senza la effettiva partecipazione degli Studenti. La successiva richiesta di riflessione palesata dai Rappresentanti in Senato, pertanto, ha costantemente garantito ogni ulteriore e doverosa riflessione».

Anche la professoressa Transirico come la professoressaValentino ha esperienze nel Senato «In qualità di Preside della Facoltà di Scienze MM. FF. NN.,- spiega- ho avuto modo di interagire con i rappresentanti degli studenti in seno al Senato Accademico, al Consiglio di Facoltà e, quotidianamente, in Facoltà. C’è sempre stato un rapporto di reciproca stima e di massima collaborazione. Una delle occasioni in cui gli studenti delle Associazioni studentesche danno un importante contributo alla vita della Facoltà è quando si tengono i Test di accesso alla Facoltà. In quei giorni di settembre ci sono da gestire circa duemila studenti che partecipano ai Test di accesso, e gli studenti delle Associazioni si occupano di tutta l’organizzazione necessaria al di fuori delle aule in cui si svolgono i Test. I rappresentanti degli studenti si occupano poi di accogliere le matricole e di fornire loro informazioni, e talvolta di aiutare gli studenti nella compilazione dei piani di studio. Inoltre sono spesso promotori di interessanti e stimolanti iniziative culturali».

Non crede che le associazioni non elette e con un rappresentante in CdA abbiano meno garanzie e privilegi (quote finanziamenti progetti culturali, ecc)?

Per il professore Rossi «E’ un rischio legato al livello di sensibilità e di formazione dei protagonisti. Se veramente si è orientati verso  il bene comune e non si concepisce la funzione come espressione di una lobby allora il rischio può essere veramente ridimensionato. Chi ne è capace ha una grande opportunità anche per il futuro, acquisendo una educazione alla politica come nuovo areopago formativo per dare, dopo questo fecondo tirocinio, il proprio apporto agli organismi intermedi e alle varie agenzie educative esercitando la parresia come tensione a dire la verità con franchezza».

Seppur non facente parte del CdA la professoressa Transirico afferma «Credo che ci sia sempre spazio per le iniziative più interessanti, da qualunque parte esse provengano».

Parola ai presidi di facoltà: il professor Rossi risponde. Quanto conta oggi la politica e quanto i giovani devono crederci? In che modo possono rinnovarla?

«Ovviamente la politica, come arte del possibile, costituisce uno strumento indispensabile nel contesto complesso, articolato e tendenzialmente conflittuale della globalizzazione. – conclude il professore Rossi – Se i giovani perdono fiducia, la società perde la possibilità di confrontarsi con una feconda speranza. Il necessario rinnovamento della politica deve passare per un attivo coinvolgimento delle giovani generazioni, impegnate a realizzare una società a misura d’uomo, nella quale si pratica la collegialità fondata sulla dialettica del confronto e della concertazione».

Parola ai presidi di facoltà: la professoressa Valentino replica. «La domanda, purtroppo, può non essere limitata ai Giovani, ma è argomento pregnante delle attuali riflessioni di ogni Cittadino anche di quelli che hanno vissuto, da Studenti, stagioni politicamente molto attive.- ricorda la professoressa Valentino – Se la politica è l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti è attività ineludibile e irrinunciabile. Attualmente esiste un diffuso convincimento che la politica attiva sia mirata al raggiungimento di obiettivi prevalentemente personali cui non si accompagna, quasi mai, una visione prospettica delle esigenze della collettività e della loro effettiva sostenibilità. Se politica è anche  soltanto protestare per non subire gli effetti negativi delle decisioni di coloro che sono istituzionalmente investiti dell’ adozione degli atti di gestione del Bene comune, ciascuno di  noi è Homo politicus, prescindendo dalla sua particolare aspirazione. Più concretamente -conclude la professoressa- è essenziale partecipare politicamente, anche se limitatamente al proprio contesto operativo, per avviare processi dialettici con tutti coloro che sappiano credere in un cambiamento di prospettiva adeguato ai mutamenti del contesto economico, sociale ed etico. E’ necessario avviare un processo di ricambio generazionale per ottenere un migliore risultato? Sicuramente si, a condizione di considerare “giovane” soltanto chi è capace di rimettere in discussione i propri convincimenti e sia capace di ascoltare e considerare  con attenzione le opinioni diverse ed i mutamenti che non riesce a controllare o a condividere».

Parola ai presidi di facoltà: la professoressa Transirico conclude. «Credere e andare fino in fondo partecipando attivamente alla vita politica». Conclude la professoressa Transirico. «Oggi è più che mai importante credere nella politica, e i giovani devono crederci, così come hanno necessità di credere in tanti altri valori. Possono rinnovare la politica partecipando in prima persona e soprattutto in modo costruttivo. Proprio qualche giorno fa, parlando con i  miei studenti di Matematica del primo anno, ho detto loro di essere disponibili anche a candidarsi per un qualche Organo Accademico o, in ogni caso, di votare persone disponibili ad impegnarsi in maniera seria e costruttiva».

Nostra idea era quella di voler raccogliere il parere di tutti i presidi di facoltà ma purtroppo non è stato possibile a causa degli impegni improrogabili di alcuni Presidi che non sono riusciti a rispondere in tempo alle nostre richieste.

Saremo ben lieti di sentire anche il loro parere in merito, qualora volessero, proprio come hanno fatto i loro colleghi in questa sede.

Ad ogni modo votiamo con criterio e al momento della nostra scelta chiediamoci cento volte: Siamo sicuri che vogliamo questi rappresentanti? Siamo noi a decidere chi eleggere e facciamo sì che vengano eletti rappresentanti in grado di ascoltare e risolvere i problemi degli studenti e non fare orecchie da mercante ed illuderci dietro vane promesse solo per zittirci in quel momento.

Possiamo scegliere bene e non i soliti nomi che, nonostante rivendichino d’aver fatto qualcosa, in sostanza non hanno fatto nient’altro che lasciarci inascoltati.

Dora Della Sala

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