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4 gennaio 2013

Date prove scadenze bandi concorso dirigenti scolastici

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Il nuovo anno si apre con un calendario fitto di concorsi, come per il concorso dirigenti scolastici, un’opportunità per giovani laureati alla ricerca del primo impiego, un’ingiustizia per chi, meno giovane, nonostante in passato abbia già superato una o più selezioni, si ritrova in una posizione lavorativa ancora precaria e quindi costretto per l’ennesima volta a rimettersi in gioco.

Tanti e diversi concorsi pubblici, ma sempre pochi posti a disposizione. Sembra essere questo il leitmotiv anche di questo 2013 appena cominciato, caratterizzato da diversi concorsi nel pubblico impiego, alcuni dei quali anche piuttosto imminenti. Certo, se ci fosse un efficiente sistema di correzione delle prove dei candidati la situazione sarebbe migliore.

Emblematico è il caso emerso in questi ultimi giorni su tutti gli organi di stampa del concorso per selezionare 145 “dirigenti tecnici” – un tempo chiamati “ispettori della scuola” – svoltosi circa 5 anni fa, e che ancora non ha decretato i vincitori.graduatori

Il concorso era stato bandito nel febbraio 2008, però poi si è bloccato tutto perchè in quel periodo venne sfiduciato dal Senato il governo presieduto da Romano Prodi, furono indette nuove elezioni, Berlusconi divenne di nuovo presidente del Consiglio, e il nuovo ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, fece ripartire le procedure concorsuali, nominando il nuovo presidente della commissione.

Poi altri intoppi ancora, risultato? Gli scritti sono stati corretti completamente soltanto 20 giorni fa, 79 sono i candidati ammessi agli orali su 145 posti disponibili, ma nel frattempo la figura del dirigente tecnico è diventata piuttosto residuale: molti sono andati in pensione, alcune regioni sono rimaste con appena un paio di ispettori a fronte di un numero si scuole che in alcuni casi supera le mille unità e quindi ora ci sono oltre 300 posti da dirigente tecnico da riempire, più del doppio rispetto a 5 anni fa.

Date prove scadenze bandi, fasce e responsabilità dirigenziali

La dirigenza statale si articola in 2 fasce, secondo quanto disposto dal decreto legislativo n. 165 del 2001. L’accesso alla qualifica di dirigente (seconda fascia) nelle amministrazioni statali e negli enti pubblici non economici avviene mediante 2 distinte modalità: concorso per esami indetto dalle singole amministrazioni ovvero corso – Concorso dirigenti scolastici selettivo di formazione bandito dalla Scuola Superiore della pubblica amministrazione.

I dirigenti della seconda fascia possono transitare nella prima qualora abbiano ricoperto incarichi di direzione di uffici dirigenziali generali per un periodo di almeno 5 anni, senza essere incorsi nelle ipotesi di responsabilità dirigenziale (che sorge allorchè non siano stati raggiunti gli obiettivi o in caso di inosservanza delle direttive imputabile al dirigente), una forma di responsabilità che rivela l’inidoneità all’incarico, valutata non in riferimento alla mera violazione di regole normative da parte del dirigente, ma tenendo presente l’attività complessiva dell’ufficio cui egli è preposto.

Il 23 e 24 gennaio 2013, presso i locali del Liceo Scientifico “Morgagni”, in via Fonteiana 125, Roma, si terranno le prove scritte del concorso pubblico, per esami, a 2 posti di dirigente amministrativo di seconda fascia. I candidati dovranno presentarsi al liceo romano alle ore 8,30, muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità.

Le prove scritte del concorso pubblico, per esami, a 3 posti di dirigente di seconda fascia, nel ruolo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, da adibire a compiti e funzioni negli specifici ambiti statistico (1 posto) ed informatico (2 posti) avranno luogo nei giorni 16 e 17 gennaio 2013 presso i locali del Liceo Scientifico “J.F. Kennedy”, (sede centrale), via Nicola Fabrizi 7, Roma.

Scadenza termini e date prove scadenze bandi

L’8 gennaio scade il termine per presentare la domanda per prendere parte al concorso indetto dall’Università di Salerno per l’ammissione al XIV Ciclo – Nuova Serie delle Scuole di Dottorato di Ricerca aventi sede amministrativa presso l’università salernitana. Si cercano profili professionali delle aree economico-giuridica, socio-pedagogica, umanistica, tecnico-scientifica, tecnologica e medica.

Scade il 7 gennaio il termine per accedere al concorso pubblico, per esami, per la copertura di un posto di dirigente amministrativo a tempo pieno e indeterminato presso il comune di Latina. Richiesta laurea in Economia e Commercio, Giurisprudenza, Scienze economico-aziendali, Scienze dell’Economia, o Teoria e tecniche della formazione e dell’informazione giuridica.

Il 28 gennaio è il giorno di scadenza per partecipare al concorso pubblico, per esami, indetto dall’Università “Ca’ Foscari” di Venezia, per la copertura di un posto di istruttore direttivo amministrativo.

Graduatorie concorso dirigenti scolastici

“Ho riattivato un antico modo di reclutare personale che trovo modernissimo: il concorso. Ecco, vorrei lasciare in eredità ai giovani una nuova fiducia nei concorsi di Stato. Quelli che faremo noi saranno puliti e porteranno i vincitori a una cattedra”. Queste le dichiarazioni rilasciate su “Repubblica.it” da Francesco Profumo – ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dell’ultimo governo Monti – in merito al “concorsone” che si sta svolgendo in questi giorni in tutta Italia per reclutare nuovi insegnanti.

A rischio anche le famose graduatorie, fonte di frustrazioni, ma spesso anche di speranze: “Mai più graduatorie! Da adesso in avanti avremo vincitori pari ai posti disponibili. Chi non riuscirà a passare, ci riproverà in primavera e poi ogni due anni avrà un’occasione. Non formeremo più nuove graduatorie, cercheremo solo di svuotare quella esistente che tante frustrazioni ha creato”.

Doppia faccia dei concorsi

Mettersi in gioco, mostrare le proprie qualità, insomma il concorso pubblico è visto dai giovani appena usciti dall’università come un’occasione positiva: “Sicuramente un modo per mettersi alla prova, per studiare temi in modo più approfondito (nel caso dei concorsi per i Dottorati di Ricerca) e per entrare in quel clima teso e di certo non piacevole,  ma che alla lunga può essere utile per rafforzare il proprio carattere e credere di più nelle proprie qualità”.

Diametralmente opposta è l’opinione di chi, pur essendo ancora giovane, ha già vinto concorsi, ha una certa esperienza lavorativa alle spalle, ma con una condizione contrattuale ancora precaria: “La laurea, la Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario, i corsi di formazione, gli anni di supplenza a 900 chilometri da casa e nelle scuole di periferia dove non vuole andare nessuno. La scalata lentissima di graduatorie che scoppiano. Quando arriva l’ora di premiare il mio talento e il mio sacrificio?” è solo uno dei tanti sfoghi di persone poco più che trentenni, stufe di prendere parte a concorsi che poi, una volta vinti, non assicurano un posto di lavoro stabile, in questo caso una cattedra.

A questo punto o c’è una radicale inversione di tendenza, oppure tanto vale rimanere precari a vita.

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