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30 gennaio 2013

Erotismo e Studenti: Giovani sempre piu attratti a farlo in Rete

Giovani ed eros in rete, Erotismo e Studenti, Ragazzi anche minorenni sempre piu attratti dal fenomeno hard in chat ed in rete.

Studenti online

Studenti online

Rischio impotenza e deficit di memoria.

Come volevasi dimostrare. I dati relativi al consumo di materiale vietato nello Stivale confermano un trend in imbarazzante espansione tra i nostri giovani (studenti su tutti): a frequentare le piattaforme dedicate al fenomeno digitale citato sono prevalentemente ragazzi la cui fantasia erotica è rimasta preoccupantemente ferma al buco della serratura.

Un vero guaio se si considera che la psicologia è oggi unanimemente d’accordo nell’affermare che la diffusione di una simile abitudine voyeuristica presso milioni di ragazzi non possa che rappresentare un serio ostacolo all’emancipazione e, soprattutto, all’espressione di una normale vita intima.

Solo nel nostro paese i consumatori di contenuti hot hanno oggi raggiunto la ragguardevole soglia dei 7,8 milioni, circa il 29 % degli internauti italiani.

+58% dal 2005 ad oggi.  Una percentuale destinata a salire soprattutto tra le fasce “più verdi”. Vediamo perché.

Il mondo è in crisi. Le borse piangono. Le fabbriche chiudono. Le cinghie si stringono. La gente si dispera. Il primario è in ginocchio. Il secondario anche. Il terziario…benino, ma potrebbe andare meglio. Notte fonda per tutti, insomma. O forse no.”

A ben vedere, infatti, un settore impermeabile alla crisi ci sarebbe. Un settore solido, immarcescibile, a prova di crack. L’hard in rete. Un investimento sicuro, anche più dell’ormai compassato mattone.

Così a scardinare il circolo vizioso della impasse economica ci pensa lui, il più vizioso dei mercati, l’hard appunto. Lo confermano i numeri incredibili del portale citato, la piattaforma hard free più amata dagli Italiani.

Pleonastisco chiedervi se lo conoscete (non ci provate nemmeno). I dati ufficiali parlano da soli: ben 4,85 miliardi di visite nei 12 mesi appena trascorsi (93 i miliardi complessivi dal 2006, anno di nascita del sito). Per una durata media di 10 minuti a visita. Numero di pagine visualizzate per “navigazione”: 8.

Grande rimonta dell’Italia, quarta forza del ranking – Popolo di santi, poeti e “navigatori”, i bistrattatissimi abitanti dello Stivale sono dati in netto recupero rispetto alle grandi P.potenze mondiali: quarto gradino solitario per numero di clic, con 391 milioni le visite complessive, per una media di 7,5 pagine e 9 minuti di “evasione” a utente frequentatore.

A guidare la speciale classifica, tanto per cambiare, sono quegli smanettoni degli Statunitensi, dall’alto del loro miliardo di click all’anno, seguono i Tedeschi (575 milioncini) e, preparatevi a rosicare, i cari, affezionatissimi cugini d’oltralpe, les enfants de la Patrie, i Francesi, terzi con 400 milioni di sbirciatine annue.

Il rosa smoking del portale è più azzurro di quanto si creda. Il Bel Paese, stando all’indagine, incassa, infatti, altri due clamorosi, insospettabili primati.

E’ Milano la capitale mondiale delle Visualizzazioni. Colpo gobbo delle Italiane.

“Sarà la particolarità di sentirsi innamorati all’ombra de la madunina, sarà quel friccico de luna galeotto, le stelle brillarelle, il venticello malandrino e chi lo cantò, fatto è che a guardare dall’alto in basso la top ten mondiale delle città più “cliccomani” del globo  sono nientepopodimeno che le italianissime”

Milano (prima) e Roma (seconda), che staccano nell’ordine metropoli assai agguerrite come: Parigi, Londra, Berlino, Atene, Monaco di Baviera, New York. Completano la classifica Città del Messico e Vienna. Come dire ”The Italians do it better!” o, per usare il commento dello stesso Portale in questione, “Italy ruled supreme”.

Ma la sorpresa, tuttavia, più gradita agli smanettoni nostrani viene da un’altra classifica: quella dei sex tapes e delle celebrities più cliccate della rete.

Un primato, dopotutto, è pur sempre un primato e in quanto merita il giusto festeggiamento, anche se in pochi ne andranno fieri.

Veniamo alle note dolenti. La demografia dell’hard parla chiaro: sono ben 7,8 milioni gli italiani che abitualmente bazzicano siti pdi tale specie, il 29% circa degli internauti del Belpaese.

Gli uomini restano i frequentatori più attivi (73,4%).  E sempre più spesso si tratta di giovani o, peggio, giovanissimi, tutti o quasi studenti.

Lo “svezzamento”, se così si può dire, avviene nella quasi totalità dei casi assai precocemente: intorno a 14 anni secondo il Siams.

Le rivelazioni effettuate su un campione di 28.000 di utenti di siti come quello in questione tra il 2005 e il 2012 hanno portato in superficie un dato estremamente allarmante: del 29% di cui sopra il 4% degli utenti di specie italiani ha un’età inferiore ai 13 anni!

Ragazzini, dunque.  Perlopiù studenti, il 60,8 % dei quali (per l’anno scolastico in corso) rischierebbe, stando all’allarmante ricerca condotta in questo mese di gennaio dall’Esc Team, la bocciaturala per “dipendenza” da gioco d’azzardo on line e, soprattutto da video vietati.

Si calcola, in definitiva, che il 25,7 % degli studenti italiani ripeterà l’anno scolastico. 

Una percentuale, quella degli utenti in questione, che sale vertiginosamente fra i 19 e 24 anni (10,6%), raggiungendo il picco massimo soprattutto tra gli universitari. Particolarmente “attiva” la fascia tra i 25 e 34 anni (22,1%)!

La geografia dell’ hard in Italia rimane ad oggi piuttosto omogenea. Nord, Sud non fa differenza.

L’hard mette tutti d’accordo come confermano i dati diffusi dall’ultima indagine Eurispes, i quali ci segnalano volumi d’affari in rapida espansione tra i ragazzi, soprattutto in materia di digital hard (on line, via Tv a pagamento, da video telefonini di terza generazione).

La spesa pro capite degli italiani, si legge, è per ciascun utente di specie di 112 euro l’anno. Un trend in crescita tra i consumatori più giovani.

Lo studente in questione-tipo è il nerd, età compresa tra i 16 e i 30: il ragazzo-computer, l’uomo-telefonino, che deve poter essere raggiunto dalle “sue” visioni scandalose in qualsiasi momento della giornata, a casa, nell’isolamento della propria cameretta come in ufficio, palestra ecc o addirittura in macchina o in strada.

I Rischi: Ma non c’è sito senza spine! La probabilità che il consumo di contenuti hard produca effetti deleteri sulla salute intima di tanti giovani è più seria di quanto si creda, avvertono gli psicologi.

Il fenomeno insomma, specie se troppo e continuativo, induce dipendenza. E i giovani, manco a dirlo, sono i soggetti più a rischio. Scompensi nell’affettività, impoverimento dell’immaginario, conflitti della personalità e della vita di relazione possono diventare un urgenza non solo psichica, ma addirittura medica.

Per cominciare, nuoce alla memoria: secondo una ricerca tedesca pubblicata sul Journal of sex research l’esposizione continuativa ad immagini erotiche danneggia l’area cerebrale deputata all’immagazzinamento delle informazioni a breve termine (memoria a breve termine): il giovane dimentica di dormire, perde gli appuntamenti importanti e finisce spesso per trascurare la normale vita di relazione, fondamentale a quell’età.

Ma c’è di peggio. La continua esposizione a stimoli intimi “forti” e di facile reperimento è spesso causa di imbarazzanti deficit erettivi. In una parola: disfunzioni connesse a un precocissimo calo della libido (disturbi dell’eccitabilità e dell’eiaculazione, cui si somma una più generale incapacità di avere rapporti con un partner “reale”, in carne ed ossa, cui si cerca di rimediare attraverso la somministrazione di “sollecitazioni virtuali”.

Erotismo e Studenti per l’esperto Giuliana Esposito

Ciao Giuliana. Perché tanti giovani rincorrono questo fenomeno?

“Diciamo che lsi tratta di evasione. Cioè evasione a buon mercato. Un modo facile per entrare ed uscire dagli schemi, senza impegno. Ma prima ancora è “ricerca”. I giovani cercano di imparare l’intimita da autodidatti e spesso non riescono a superare questa fase, rimanendone alla lunga prigionieri di un bisogno erotico tanto più compulsivo quanto più è ritualizzato.  Il fenomeno sopranzi descritto, in sintesi, non conosce tenerezze. L’eros è violento, diretto, dispotico, disimpegnato, “primitivo”, non prevede pudori né sanzioni. Esalta l’aggressività sessuale, l’eros più immaturo e più facile. Non è scambio, mediato da reciprocità tra partner, ma lotta. Perciò il fenomeno in questione non può essere educativa poiché interferisce spesso con la normale maturazione psicologica dell’individuo. Uomini e donne si consumano strofinandosi l’uno sull’altro, non si amano. Questo risponde a due bisogni fondamentali, uno più elementare e uno più elaborato: uno tecnico, per acquisire informazioni sulla pratica intima, conoscere il proprio intimo e quello altrui ecc e l’altro immaginifico, individuare un canale immaginifico per agganciare il proprio immaginario erotico ad immagini esplicite, sebbene “finctionale”. Il fine è superare attraverso uno stimolo forte l’infanzia per sentirsi progressivamente sempre più adulti e sicuri di sé. Un aspecie di trauma scaccia trauma.”   

Si può parlare di questo fenomeno come causa ed insieme effetto di un generale disagio relazionale? E come può condizionare l’amore “reale”?

“Il fenomeno di cui stiamo parlando crea assuefazione, è un fatto noto. Come l’alcol e la droga. Molte modalità infatti sono comuni. Spesso si ricorre a questo fenomeno per una timidezza implicita, per vincere una difficoltà nell’instaurare contatti affettivi, specie se fisici, per “colmare vuoti di personalità” attraverso una socialità surrogata. Questo la cuasa più comune. Altre volte, invece, la componente ludica è prevalente, si gioca “a trasgredire”, a verificare quanto in là possiamo spingerci e spesso si rimane fregati perché ci si disabitua al contatto, quello con le persone e con la realtà in generale. Questo svuota l’erotismo e rende l’immagine più forte della materia, della carne e delle ossa. Pensa a quelli che per avere desiderio hanno bisogno di guarda video e film hard. Hanno bisogno di riprodurre esattamente le stesse atmosfere, atmosfere quasi sempre artefatte, esasperando situazioni e comportamenti…come sul set di un film a luci rosse appunto. Zero corteggiamento, tutto azione. Altrimenti non riescono ad avere rapporti. Si sorvola completamente la parte cerebrale della relazione perché non si è all’altezza dello scambio comunicativo o peggio perché non se ne sente il bisogno. La sovresposizione continuata agli stimoli eccessivi “sovraccarica” i centri dell’eros che si scaricano progressivamente, fino all’impotenza. La mente perde “sensibilità” e la dopamina (responsabile dell’eccitazione maschile) non funziona più come dovrebbe”.

Come ci “disintossicarsi” allora?

Dico sempre che chi ammette il problema è già a metà dell’opera. Riconoscere la dipendenza è premessa indispensabile per affrontare correttamente il percorso terapeutico. Possono servire mesi prima di ritrovare un’attività intima normale o prepararne una. Spesso infatti bisogna cominciare da zero. Molti derivano le proprie conoscenze in materia e lì bisogna intervenire non in senso rieducativo, ma formativo, psicologico e medico. In ogni caso l’astinenza è d’obbligo”. 

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