Erotismo e Studenti: Giovani sempre piu attratti a farlo in Rete

Redazione Controcampus 30 Gennaio 2013

Giovani ed eros in rete, Erotismo e Studenti, Ragazzi anche minorenni sempre piu attratti dal fenomeno hard in chat ed in rete.

Rischio impotenza e deficit di memoria.

Come volevasi dimostrare. I dati relativi al consumo di materiale vietato nello Stivale confermano un trend in imbarazzante espansione tra i nostri giovani (studenti su tutti): a frequentare le piattaforme dedicate al fenomeno digitale citato sono prevalentemente ragazzi la cui fantasia erotica è rimasta preoccupantemente ferma al buco della serratura.

Un vero guaio se si considera che la psicologia è oggi unanimemente d’accordo nell’affermare che la diffusione di una simile abitudine voyeuristica presso milioni di ragazzi non possa che rappresentare un serio ostacolo all’emancipazione e, soprattutto, all’espressione di una normale vita intima.

Solo nel nostro paese i consumatori di contenuti hot hanno oggi raggiunto la ragguardevole soglia dei 7,8 milioni, circa il 29 % degli internauti italiani.

+58% dal 2005 ad oggi.  Una percentuale destinata a salire soprattutto tra le fasce “più verdi”. Vediamo perché.

Il mondo è in crisi. Le borse piangono. Le fabbriche chiudono. Le cinghie si stringono. La gente si dispera. Il primario è in ginocchio. Il secondario anche. Il terziario…benino, ma potrebbe andare meglio. Notte fonda per tutti, insomma. O forse no.”

A ben vedere, infatti, un settore impermeabile alla crisi ci sarebbe. Un settore solido, immarcescibile, a prova di crack. L’hard in rete. Un investimento sicuro, anche più dell’ormai compassato mattone.

Così a scardinare il circolo vizioso della impasse economica ci pensa lui, il più vizioso dei mercati, l’hard appunto. Lo confermano i numeri incredibili del portale citato, la piattaforma hard free più amata dagli Italiani.

Pleonastisco chiedervi se lo conoscete (non ci provate nemmeno). I dati ufficiali parlano da soli: ben 4,85 miliardi di visite nei 12 mesi appena trascorsi (93 i miliardi complessivi dal 2006, anno di nascita del sito). Per una durata media di 10 minuti a visita. Numero di pagine visualizzate per “navigazione”: 8.

Grande rimonta dell’Italia, quarta forza del ranking – Popolo di santi, poeti e “navigatori”, i bistrattatissimi abitanti dello Stivale sono dati in netto recupero rispetto alle grandi P.potenze mondiali: quarto gradino solitario per numero di clic, con 391 milioni le visite complessive, per una media di 7,5 pagine e 9 minuti di “evasione” a utente frequentatore.

A guidare la speciale classifica, tanto per cambiare, sono quegli smanettoni degli Statunitensi, dall’alto del loro miliardo di click all’anno, seguono i Tedeschi (575 milioncini) e, preparatevi a rosicare, i cari, affezionatissimi cugini d’oltralpe, les enfants de la Patrie, i Francesi, terzi con 400 milioni di sbirciatine annue.

Il rosa smoking del portale è più azzurro di quanto si creda. Il Bel Paese, stando all’indagine, incassa, infatti, altri due clamorosi, insospettabili primati.

E’ Milano la capitale mondiale delle Visualizzazioni. Colpo gobbo delle Italiane.

“Sarà la particolarità di sentirsi innamorati all’ombra de la madunina, sarà quel friccico de luna galeotto, le stelle brillarelle, il venticello malandrino e chi lo cantò, fatto è che a guardare dall’alto in basso la top ten mondiale delle città più “cliccomani” del globo  sono nientepopodimeno che le italianissime”

Milano (prima) e Roma (seconda), che staccano nell’ordine metropoli assai agguerrite come: Parigi, Londra, Berlino, Atene, Monaco di Baviera, New York. Completano la classifica Città del Messico e Vienna. Come dire ”The Italians do it better!” o, per usare il commento dello stesso Portale in questione, “Italy ruled supreme”.

Ma la sorpresa, tuttavia, più gradita agli smanettoni nostrani viene da un’altra classifica: quella dei sex tapes e delle celebrities più cliccate della rete.

Un primato, dopotutto, è pur sempre un primato e in quanto merita il giusto festeggiamento, anche se in pochi ne andranno fieri.

Veniamo alle note dolenti. La demografia dell’hard parla chiaro: sono ben 7,8 milioni gli italiani che abitualmente bazzicano siti pdi tale specie, il 29% circa degli internauti del Belpaese.

Gli uomini restano i frequentatori più attivi (73,4%).  E sempre più spesso si tratta di giovani o, peggio, giovanissimi, tutti o quasi studenti.

Lo “svezzamento”, se così si può dire, avviene nella quasi totalità dei casi assai precocemente: intorno a 14 anni secondo il Siams.

Le rivelazioni effettuate su un campione di 28.000 di utenti di siti come quello in questione tra il 2005 e il 2012 hanno portato in superficie un dato estremamente allarmante: del 29% di cui sopra il 4% degli utenti di specie italiani ha un’età inferiore ai 13 anni!

Ragazzini, dunque.  Perlopiù studenti, il 60,8 % dei quali (per l’anno scolastico in corso) rischierebbe, stando all’allarmante ricerca condotta in questo mese di gennaio dall’Esc Team, la bocciaturala per “dipendenza” da gioco d’azzardo on line e, soprattutto da video vietati.

Si calcola, in definitiva, che il 25,7 % degli studenti italiani ripeterà l’anno scolastico. 

Una percentuale, quella degli utenti in questione, che sale vertiginosamente fra i 19 e 24 anni (10,6%), raggiungendo il picco massimo soprattutto tra gli universitari. Particolarmente “attiva” la fascia tra i 25 e 34 anni (22,1%)!

La geografia dell’ hard in Italia rimane ad oggi piuttosto omogenea. Nord, Sud non fa differenza.

L’hard mette tutti d’accordo come confermano i dati diffusi dall’ultima indagine Eurispes, i quali ci segnalano volumi d’affari in rapida espansione tra i ragazzi, soprattutto in materia di digital hard (on line, via Tv a pagamento, da video telefonini di terza generazione).

La spesa pro capite degli italiani, si legge, è per ciascun utente di specie di 112 euro l’anno. Un trend in crescita tra i consumatori più giovani.

Lo studente in questione-tipo è il nerd, età compresa tra i 16 e i 30: il ragazzo-computer, l’uomo-telefonino, che deve poter essere raggiunto dalle “sue” visioni scandalose in qualsiasi momento della giornata, a casa, nell’isolamento della propria cameretta come in ufficio, palestra ecc o addirittura in macchina o in strada.

I Rischi: Ma non c’è sito senza spine! La probabilità che il consumo di contenuti hard produca effetti deleteri sulla salute intima di tanti giovani è più seria di quanto si creda, avvertono gli psicologi.

Il fenomeno insomma, specie se troppo e continuativo, induce dipendenza. E i giovani, manco a dirlo, sono i soggetti più a rischio. Scompensi nell’affettività, impoverimento dell’immaginario, conflitti della personalità e della vita di relazione possono diventare un urgenza non solo psichica, ma addirittura medica.

Per cominciare, nuoce alla memoria: secondo una ricerca tedesca pubblicata sul Journal of sex research l’esposizione continuativa ad immagini erotiche danneggia l’area cerebrale deputata all’immagazzinamento delle informazioni a breve termine (memoria a breve termine): il giovane dimentica di dormire, perde gli appuntamenti importanti e finisce spesso per trascurare la normale vita di relazione, fondamentale a quell’età.

Ma c’è di peggio. La continua esposizione a stimoli intimi “forti” e di facile reperimento è spesso causa di imbarazzanti deficit erettivi. In una parola: disfunzioni connesse a un precocissimo calo della libido (disturbi dell’eccitabilità e dell’eiaculazione, cui si somma una più generale incapacità di avere rapporti con un partner “reale”, in carne ed ossa, cui si cerca di rimediare attraverso la somministrazione di “sollecitazioni virtuali”.

Erotismo e Studenti per l’esperto Giuliana Esposito

Ciao Giuliana. Perché tanti giovani rincorrono questo fenomeno?

“Diciamo che lsi tratta di evasione. Cioè evasione a buon mercato. Un modo facile per entrare ed uscire dagli schemi, senza impegno. Ma prima ancora è “ricerca”. I giovani cercano di imparare l’intimita da autodidatti e spesso non riescono a superare questa fase, rimanendone alla lunga prigionieri di un bisogno erotico tanto più compulsivo quanto più è ritualizzato.  Il fenomeno sopranzi descritto, in sintesi, non conosce tenerezze. L’eros è violento, diretto, dispotico, disimpegnato, “primitivo”, non prevede pudori né sanzioni. Esalta l’aggressività sessuale, l’eros più immaturo e più facile. Non è scambio, mediato da reciprocità tra partner, ma lotta. Perciò il fenomeno in questione non può essere educativa poiché interferisce spesso con la normale maturazione psicologica dell’individuo. Uomini e donne si consumano strofinandosi l’uno sull’altro, non si amano. Questo risponde a due bisogni fondamentali, uno più elementare e uno più elaborato: uno tecnico, per acquisire informazioni sulla pratica intima, conoscere il proprio intimo e quello altrui ecc e l’altro immaginifico, individuare un canale immaginifico per agganciare il proprio immaginario erotico ad immagini esplicite, sebbene “finctionale”. Il fine è superare attraverso uno stimolo forte l’infanzia per sentirsi progressivamente sempre più adulti e sicuri di sé. Un aspecie di trauma scaccia trauma.”   

Si può parlare di questo fenomeno come causa ed insieme effetto di un generale disagio relazionale? E come può condizionare l’amore “reale”?

“Il fenomeno di cui stiamo parlando crea assuefazione, è un fatto noto. Come l’alcol e la droga. Molte modalità infatti sono comuni. Spesso si ricorre a questo fenomeno per una timidezza implicita, per vincere una difficoltà nell’instaurare contatti affettivi, specie se fisici, per “colmare vuoti di personalità” attraverso una socialità surrogata. Questo la cuasa più comune. Altre volte, invece, la componente ludica è prevalente, si gioca “a trasgredire”, a verificare quanto in là possiamo spingerci e spesso si rimane fregati perché ci si disabitua al contatto, quello con le persone e con la realtà in generale. Questo svuota l’erotismo e rende l’immagine più forte della materia, della carne e delle ossa. Pensa a quelli che per avere desiderio hanno bisogno di guarda video e film hard. Hanno bisogno di riprodurre esattamente le stesse atmosfere, atmosfere quasi sempre artefatte, esasperando situazioni e comportamenti…come sul set di un film a luci rosse appunto. Zero corteggiamento, tutto azione. Altrimenti non riescono ad avere rapporti. Si sorvola completamente la parte cerebrale della relazione perché non si è all’altezza dello scambio comunicativo o peggio perché non se ne sente il bisogno. La sovresposizione continuata agli stimoli eccessivi “sovraccarica” i centri dell’eros che si scaricano progressivamente, fino all’impotenza. La mente perde “sensibilità” e la dopamina (responsabile dell’eccitazione maschile) non funziona più come dovrebbe”.

Come ci “disintossicarsi” allora?

Dico sempre che chi ammette il problema è già a metà dell’opera. Riconoscere la dipendenza è premessa indispensabile per affrontare correttamente il percorso terapeutico. Possono servire mesi prima di ritrovare un’attività intima normale o prepararne una. Spesso infatti bisogna cominciare da zero. Molti derivano le proprie conoscenze in materia e lì bisogna intervenire non in senso rieducativo, ma formativo, psicologico e medico. In ogni caso l’astinenza è d’obbligo”. 

© Riproduzione Riservata
avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto