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Fare l’amore per la prima volta: farlo in maniera responsabile

Redazione Controcampus 27 Gennaio 2013
R. C.
07/05/2021

Educazione ed intimità di coppia - Fare l'amore per la prima volta: giovani italiani "ignoranti".

Parla la dott.ssa Ingenito: “Troppa disinformazione e prevenzione pressoché nulla”.

A lanciare l’allarme, ancora una volta, è la SIGO (Società italiana di Ginecologia e Ostetricia), che tramite i suoi operatori rende noto alcuni dati che definire preoccupanti appare quantomeno doveroso:

9 giovani su 10 non sanno nulla di rapporti intimi, specie i ragazzi che devono fare l’amore per la prima volta, hanno rapporti non protetti e sempre più spesso fanno l’amore per moda.

Insomma per quanto cocciuta possa essere l’ostinazione dei nostri giovani a proclamarsi trombeur di certificata fama, l’evidenza dei numeri non pare lasciare aperti grossi margini di errore: i teenegers italiani sono i più “ignoranti” d’Europa in materia di educazione sentimentale e sessuale.

Al maschile come al femminile è l’inconsapevolezza il denominatore di questa comune impreparazione ad assumere condotte responsabili e, quindi, sicure tra partner.

E se le gravidanze indesiderate, spiegano confortati gli operatori SIGO, sono in calo, sono i dati relativi alla contraccezione quelli che più ci testimoniano il clima di disorientamento in cui si muovono i nostri ragazzi.

Uno su tutti: la corsa alla pillola del giorno dopo, divenuta ormai una misura di emergenza “sicura” o quantomeno percepita come tale, per la quale le richieste sono oggi schizzate alle stelle, soprattutto fra le minorenni (circa il 55% delle confezioni vendute lo scorso anno!).

Ma cosa si nasconde dietro statistiche tanto ingenerose? Certo, se ci guardiamo intorno i giovani d’oggi sono diversi dai giovani di una volta, più disinibiti, più “easy”, ma basta davvero questo a spiegare l’ignoranza cavalcante che ci tiene in pugno dalla cintola in giù?

Dietro queste stime c’è di più. A cominciare da quella zona d’ombra in cui paura, innocenza, incoscienza si saldano ad un profondo senso di inconsapevolezza rispetto a se stessi e all’altro, rispetto al corpo, proprio ed altrui, e, soprattutto, rispetto all’eros e alle regole di un’affettività oramai ai minimi storici.

I ragazzi oggi sembrano meno disponibili a lavorare d’introspezione. Parlano di eros e rapporti, poco e male. In compenso “praticano” di più, ma gli viene male anche quello. Non si fanno domande (quelle giuste s’intende)  e quando se le fanno, non sanno che risposte darsi. E quando pure riescono ad arrabattare qualcosa di discutibilmente sensato, si tratta nella quasi totalità dei casi di risposte “fatte in casa”, dozzinali, sbagliate. In una parola pericolose.

Ed è qui che l’eros diviene avventura, impresa, improvvisazione: rifiutano con sospetto il “salvalavita pischelli”, vissuto come bavaglio alla spontaneità, perché tanto si sa, male che vada, una soluzione si trova sempre (la pillola ed, estrema ratio, l’aborto), cercano consiglio nel web (su Google la domanda più frequente è “Come fare l’amore la prima volta?”), e, soprattutto,  chiedono esempio e soccorso alla tv e ai suoi idoli.

EROS E TV – Che sia il tubo catodico la grande palestra “erotica” dei teenagers nostrani e di mezzo mondo è fatto risaputo, trito, ritrito. Non si contano più i ragazzi che in fatto di rapporti dichiarano di avere un debito inestinguibile con mamma tv.

I riferimenti “classici” latitano. I tabù, lo sappiamo, si sono ammorbiditi di molto, eppure scuola e famiglia faticano ancora oggi a trovare un filo diretto, personale coi giovani, a parlare la loro lingua senza scivolare nella retorica o eccedere in paternalismi d’altri tempi, che non fanno altro che provocare imbarazzi e inutili fughe dal tema. È il timore dell’incomprensione, insomma, della refrattarietà a capire, ad immedesimarsi dell’adulto, genitore o insegnante che sia, a scoraggiare un dialogo “sereno” tra generazioni.

Scuola, famiglia, ragazzi paiono viaggiare ad altezze differenti, su piani confinanti ma non-comunicanti. A mancare, insomma, sarebbe un’effettiva disponibilità al confronto. In altre parole una seria volontà di comprendersi.

Ed è in questo far west di domande irrisolte, di onnipotenza ed ormoni, di tripudi e tremori, che i programmi tv sfondano la porta del silenzio. Telefilm, fiction, talent, volti noti e non, tronisti, showman, conduttori ecc riempiono gli spazi bianchi, diventano modelli, riferimenti, esempi da amare ed imitare.

In assenza di meglio, insomma, questa bulimica fame di sapere si attacca a quello che trova. Cosa chiedere di meglio? La tv non giudica né pretende di insegnare (quando invece dovrebbe eccome). Non ci sono figliol prodighi o pecorelle smarrite. Tutto è lecito, anche il generalismo più spicciolo e compiacente.

L’erotismo è affrontato con superficialità, approssimazione, spesso con studiata noncuranza col risultato che  i normali meccanismi identificativi ne risultano violentemente storpiati fino all’inverosimile.

Tant’è che oggi solo un soggetto su 5 si confronta con uno specialista per saperne di più ed imparare a gestire con consapevolezza le proprie abitudini e rapporti intimi. Meglio votarsi a Google!

EROS E RETE – Peggio succede in rete. Asettico, discreto, neutrale, anonimo. Non c’è voluto molto perché Internet si imponesse come la nuova enciclopedia dell’erotismo. Una enorme bacheca virtuale, a portata di click, su cui non c’è dubbio, incertezza, curiosità che non attiri frotte di ignoti luminari o scateni fiumi di risposte, delucidazioni, argomentazioni. Alcune tecniche, altre meno, altre semplicemente ridicole.

Interrogare la rete su temi legati all’eros è una prassi consolidata di tanti (se non addirittura di tutti, bambini inclusi). Tutti possono e vogliono rispondere, anche se digiuni di informazioni reali. Ma l’improvvisazione nuoce gravemente all’informazione!, fanno notare gli operatori de SIGO.

Qualcuno, non a torto, ha parlato di affettività al capolinea, ravvisando in questa tendenza all’autodidattismo e alla sperimentazione di nuove “solleticazioni erotiche” l’effetto di una cattiva educazione sentimentale, lacunosa, fuorviante, capace di innescare dolorosi cortocircuiti psicologici, sullo sfondo dei quali si agitano complessi irrisolti, disagi e scompensi emotivi.

Un’instabilità, un’insoddisfazione che, complice l’assenza di modelli positivi, non può che trovare manifestazione in condotte narcisistiche, egoistiche, radicali: l’eros come sfida, come gioco, come moda, in cui l’onnipotenza tipica del giovane si mescola pericolosamente ad un’idea distorta, estremizzata, paranoica della pratica.

Fare l’amore la prima volta, intervista all’esperto

Trovare i “giusti canali” attraverso cui esprimere la propria intimità in maniera soddisfacente e rispettosa è, quindi, indispensabile.

Ce lo spiega la psicologa e psicoterapeuta, dott.ssa Lucia Ingenito.

Ciao Lucia. Perché così tanti giovani cercano rapporti di eros estremo Anaffettività, svalutazione dell’amore, assenza di riferimenti forti. Qual è la spiegazione?

“I giovani spesso sono incapaci di stare nei limiti, nell’eros estremo cercano di esprimere la propria personalità, quella che non sono riusciti a far venire fuori attraverso altri canali. Condivido il pensiero della psicanalista Luciana Nissim Momigliano, la quale sostiene che talvolta si sente l’esigenza di “rendere possibile l’impossibile”.  L’ amore “non naturale” rappresenta la volontà di rendere possibile l’impossibile perché nel limite non si riesce a trovare la propria espressività. È solo andando oltre i limiti della natura (eros estremo come trasgressione della natura e non delle convenzioni sociali) che taluni giovani cercano di “essere visti”.

In basa alla tua esperienza, quali sono i problemi più frequenti per i quali i giovani si rivolgono agli psicologi in merito alla intimità di coppia (esperienze forti)?

“Nel corso della mia esperienza clinica ho avuto modo di conoscere in terapia persone che avevano come problematica di intimità amorosa condotte feticiste e voyeriste. Anche in questi casi il piacere era percepito solo in queste “particolari”condizioni e situazioni, cioè quando il piacere era del tutto assente, non contemplato in una comune relazione di coppia. L’erotismo estremo è un fenomeno in crescita fra i giovani perché questi ultimi hanno maggiori stimoli culturali e maggiori possibilità di scoprire ed esprimere certe pratiche”.

Per concludere. Cosa consiglieresti a un giovane per vivere in maniera più responsabile il suo eros, specie se si tratta di fare l’amore per la prima volta ?

“Non credo possano esserci dei consigli standard.  Bisognerebbe solo riuscire ad incanalare in maniera funzionale e consapevole i propri bisogni. Ciò che va corretto semmai non è né il bisogno, che è naturale e comprensibile, né la persona in sé, ma solo la forma attraverso la quale si esprime l’esigenza del piacere”

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto