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27 gennaio 2013

Fare l’amore per la prima volta: farlo in maniera responsabile

amore per la prima volta

Educazione ed intimità di coppia – Fare l’amore per la prima volta: giovani italiani “ignoranti”. Parla la dott.ssa Ingenito: “Troppa disinformazione e prevenzione pressoché nulla”.

amore per la prima volta

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A lanciare l’allarme, ancora una volta, è la SIGO (Società italiana di Ginecologia e Ostetricia), che tramite i suoi operatori rende noto alcuni dati che definire preoccupanti appare quantomeno doveroso:

9 giovani su 10 non sanno nulla di rapporti intimi, specie i ragazzi che devono fare l’amore per la prima volta, hanno rapporti non protetti e sempre più spesso fanno l’amore per moda.

Insomma per quanto cocciuta possa essere l’ostinazione dei nostri giovani a proclamarsi trombeur di certificata fama, l’evidenza dei numeri non pare lasciare aperti grossi margini di errore: i teenegers italiani sono i più “ignoranti” d’Europa in materia di educazione sentimentale e sessuale.

Al maschile come al femminile è l’inconsapevolezza il denominatore di questa comune impreparazione ad assumere condotte responsabili e, quindi, sicure tra partner.

E se le gravidanze indesiderate, spiegano confortati gli operatori SIGO, sono in calo, sono i dati relativi alla contraccezione quelli che più ci testimoniano il clima di disorientamento in cui si muovono i nostri ragazzi.

Uno su tutti: la corsa alla pillola del giorno dopo, divenuta ormai una misura di emergenza “sicura” o quantomeno percepita come tale, per la quale le richieste sono oggi schizzate alle stelle, soprattutto fra le minorenni (circa il 55% delle confezioni vendute lo scorso anno!).

Ma cosa si nasconde dietro statistiche tanto ingenerose? Certo, se ci guardiamo intorno i giovani d’oggi sono diversi dai giovani di una volta, più disinibiti, più “easy”, ma basta davvero questo a spiegare l’ignoranza cavalcante che ci tiene in pugno dalla cintola in giù?

Dietro queste stime c’è di più. A cominciare da quella zona d’ombra in cui paura, innocenza, incoscienza si saldano ad un profondo senso di inconsapevolezza rispetto a se stessi e all’altro, rispetto al corpo, proprio ed altrui, e, soprattutto, rispetto all’eros e alle regole di un’affettività oramai ai minimi storici.

I ragazzi oggi sembrano meno disponibili a lavorare d’introspezione. Parlano di eros e rapporti, poco e male. In compenso “praticano” di più, ma gli viene male anche quello. Non si fanno domande (quelle giuste s’intende)  e quando se le fanno, non sanno che risposte darsi. E quando pure riescono ad arrabattare qualcosa di discutibilmente sensato, si tratta nella quasi totalità dei casi di risposte “fatte in casa”, dozzinali, sbagliate. In una parola pericolose.

Ed è qui che l’eros diviene avventura, impresa, improvvisazione: rifiutano con sospetto il “salvalavita pischelli”, vissuto come bavaglio alla spontaneità, perché tanto si sa, male che vada, una soluzione si trova sempre (la pillola ed, estrema ratio, l’aborto), cercano consiglio nel web (su Google la domanda più frequente è “Come fare l’amore la prima volta?”), e, soprattutto,  chiedono esempio e soccorso alla tv e ai suoi idoli.

EROS E TV – Che sia il tubo catodico la grande palestra “erotica” dei teenagers nostrani e di mezzo mondo è fatto risaputo, trito, ritrito. Non si contano più i ragazzi che in fatto di rapporti dichiarano di avere un debito inestinguibile con mamma tv.

I riferimenti “classici” latitano. I tabù, lo sappiamo, si sono ammorbiditi di molto, eppure scuola e famiglia faticano ancora oggi a trovare un filo diretto, personale coi giovani, a parlare la loro lingua senza scivolare nella retorica o eccedere in paternalismi d’altri tempi, che non fanno altro che provocare imbarazzi e inutili fughe dal tema. È il timore dell’incomprensione, insomma, della refrattarietà a capire, ad immedesimarsi dell’adulto, genitore o insegnante che sia, a scoraggiare un dialogo “sereno” tra generazioni.

Scuola, famiglia, ragazzi paiono viaggiare ad altezze differenti, su piani confinanti ma non-comunicanti. A mancare, insomma, sarebbe un’effettiva disponibilità al confronto. In altre parole una seria volontà di comprendersi.

Ed è in questo far west di domande irrisolte, di onnipotenza ed ormoni, di tripudi e tremori, che i programmi tv sfondano la porta del silenzio. Telefilm, fiction, talent, volti noti e non, tronisti, showman, conduttori ecc riempiono gli spazi bianchi, diventano modelli, riferimenti, esempi da amare ed imitare.

In assenza di meglio, insomma, questa bulimica fame di sapere si attacca a quello che trova. Cosa chiedere di meglio? La tv non giudica né pretende di insegnare (quando invece dovrebbe eccome). Non ci sono figliol prodighi o pecorelle smarrite. Tutto è lecito, anche il generalismo più spicciolo e compiacente.

L’erotismo è affrontato con superficialità, approssimazione, spesso con studiata noncuranza col risultato che  i normali meccanismi identificativi ne risultano violentemente storpiati fino all’inverosimile.

Tant’è che oggi solo un soggetto su 5 si confronta con uno specialista per saperne di più ed imparare a gestire con consapevolezza le proprie abitudini e rapporti intimi. Meglio votarsi a Google!

EROS E RETE – Peggio succede in rete. Asettico, discreto, neutrale, anonimo. Non c’è voluto molto perché Internet si imponesse come la nuova enciclopedia dell’erotismo. Una enorme bacheca virtuale, a portata di click, su cui non c’è dubbio, incertezza, curiosità che non attiri frotte di ignoti luminari o scateni fiumi di risposte, delucidazioni, argomentazioni. Alcune tecniche, altre meno, altre semplicemente ridicole.

Interrogare la rete su temi legati all’eros è una prassi consolidata di tanti (se non addirittura di tutti, bambini inclusi). Tutti possono e vogliono rispondere, anche se digiuni di informazioni reali. Ma l’improvvisazione nuoce gravemente all’informazione!, fanno notare gli operatori de SIGO.

Qualcuno, non a torto, ha parlato di affettività al capolinea, ravvisando in questa tendenza all’autodidattismo e alla sperimentazione di nuove “solleticazioni erotiche” l’effetto di una cattiva educazione sentimentale, lacunosa, fuorviante, capace di innescare dolorosi cortocircuiti psicologici, sullo sfondo dei quali si agitano complessi irrisolti, disagi e scompensi emotivi.

Un’instabilità, un’insoddisfazione che, complice l’assenza di modelli positivi, non può che trovare manifestazione in condotte narcisistiche, egoistiche, radicali: l’eros come sfida, come gioco, come moda, in cui l’onnipotenza tipica del giovane si mescola pericolosamente ad un’idea distorta, estremizzata, paranoica della pratica.

Fare l’amore la prima volta, intervista all’esperto

Trovare i “giusti canali” attraverso cui esprimere la propria intimità in maniera soddisfacente e rispettosa è, quindi, indispensabile.

Ce lo spiega la psicologa e psicoterapeuta, dott.ssa Lucia Ingenito.

Ciao Lucia. Perché così tanti giovani cercano rapporti di eros estremo Anaffettività, svalutazione dell’amore, assenza di riferimenti forti. Qual è la spiegazione?

“I giovani spesso sono incapaci di stare nei limiti, nell’eros estremo cercano di esprimere la propria personalità, quella che non sono riusciti a far venire fuori attraverso altri canali. Condivido il pensiero della psicanalista Luciana Nissim Momigliano, la quale sostiene che talvolta si sente l’esigenza di “rendere possibile l’impossibile”.  L’ amore “non naturale” rappresenta la volontà di rendere possibile l’impossibile perché nel limite non si riesce a trovare la propria espressività. È solo andando oltre i limiti della natura (eros estremo come trasgressione della natura e non delle convenzioni sociali) che taluni giovani cercano di “essere visti”.

In basa alla tua esperienza, quali sono i problemi più frequenti per i quali i giovani si rivolgono agli psicologi in merito alla intimità di coppia (esperienze forti)?

“Nel corso della mia esperienza clinica ho avuto modo di conoscere in terapia persone che avevano come problematica di intimità amorosa condotte feticiste e voyeriste. Anche in questi casi il piacere era percepito solo in queste “particolari”condizioni e situazioni, cioè quando il piacere era del tutto assente, non contemplato in una comune relazione di coppia. L’erotismo estremo è un fenomeno in crescita fra i giovani perché questi ultimi hanno maggiori stimoli culturali e maggiori possibilità di scoprire ed esprimere certe pratiche”.

Per concludere. Cosa consiglieresti a un giovane per vivere in maniera più responsabile il suo eros, specie se si tratta di fare l’amore per la prima volta ?

“Non credo possano esserci dei consigli standard.  Bisognerebbe solo riuscire ad incanalare in maniera funzionale e consapevole i propri bisogni. Ciò che va corretto semmai non è né il bisogno, che è naturale e comprensibile, né la persona in sé, ma solo la forma attraverso la quale si esprime l’esigenza del piacere”

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