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Eventi Napoli Teatro: allo Spazio Libero di Napoli va in scena “La vertigine che attrae”

Redazione Controcampus 25 Gennaio 2013
R. C.
20/06/2021

Eventi Napoli Teatro - Ispirato a “La donna del mare” di  Henrik Ibsen, arriva al teatro Spazio Libero di Napoli “La vertigine che attrae”, una rilettura dell’opera del drammaturgo norvegese a cura di Vittorio Adinolfi e Angela Rosa D’Auria.

La donna del mare, Ellida, è oppressa e ossessionata da una passione soffocata, nascosta per il marinaio a cui si è votata. Un uomo che è quasi una figura evanescente che la aliena dalla realtà e dalla vita distogliendola dal marito, il dottor Wangel.

Lasciamo la parola al regista della rappresentazione Vittorio Adinolfi e alla protagonista Angela Rosa D’Auria, autori di “La vertigine che attrae”.

Vittorio, chi è per lei regista teatrale?

Nel teatro più che al cinema, l’attore è colui che “fa” lo spettacolo. Il regista teatrale è, per me, colui che ha la visione globale della messa in scena, che gestisce secondo una sua visione la rappresentazione, guidando gli attori in una direzione prestabilita.

Come mai ha scelto proprio Ibsen per la sua rappresentazione?

Mi sono sempre interessato ai classici del teatro, rielaborandoli drammaturgicamente in un una visione postmoderna. Ho realizzato adattamenti di Shakesperae, Eschilo… era giunto il momento di affrontare Ibsen.

In che modo ha deciso di rileggere il drammaturgo norvegese?

La drammaturgia del testo lho curato insieme all’attrice protagonista Angela Rosa D’Auria. L’aspetto che ci interessava del testo di Ibsen, La donna del mare, era il rapporto tra il paziente/marito e la moglie/paziente, rileggendo tale rapporto anche come una sorta di seduta psicoanalitica.

Quali sono gli aspetti che ha voluto maggiormente sottolineare del personaggio di Ellida?

Ellida è un personaggio sfuggente. Come le onde, è difficile da seguire e controllare.

Quali suggestioni pensa che susciterà la rappresentazione?

La rappresentazione è pervasa da un senso di “sospensione” e eternità , come la sua protagonista.

Oltre a essere un regista di teatro è anche regista di web serie, qual è la differenza fondamentale tra le due produzioni?

La webseries è una produzione video ed essendo video, ha un processo di “rappresentazione” diverso dal teatro. Nel caso del video, è il regista che prevale sull’attore.

Angela Rosa, cosa significa per te fare teatro?

La vertigine che attrae

La vertigine che attrae

Cercherò di non rispondere per aforismi e frasi fatte. Fare teatro è svelare il senso dell’esistenza, essere un personaggio, quel personaggio, donando il proprio corpo e la propria voce ad esso ma è anche vivere una vita non tua, immolarsi, gioire, soffrire perchè è la storia stessa che lo vuole. Un gioco, certo, ma che ha delle responsabilità precise verso lo spettatore e verso se stessi. Io mi sento solo all’inizio di un meraviglioso percorso , alla fine di tutto, sperando di sentirmi sempre “all’inizio”, forse saprò perchè per me fare teatro è un’esigenza così forte.

Chi è secondo te Ellida?

Ellida è Donna, Ragazza, Divinità marina, Figlia del mare. Ellida è una creatura tenera, affascinante, volubile e oscura, come è oscura la vertigine che l’attrae. Appare debole ma poi è improvvisamente forte, sembra sapere ciò che vuole per sè, ma… (sorride) non voglio svelare altro per ora. Ellida è mistero.

 Quali sono, se ci sono, le differenze e i punti d’incontro tra la Ellida di Ibsen e la Ellida di questo spettacolo?

Prima di affrontare questo personaggio, mi è servito inquadrarlo da un punto di vista storico. L’eroina di Ibsen è un personaggio di fine ottocento, è norvegese, ha la mia stessa età. E’ la seconda moglie del dottor Wangel ed è coetanea delle sue figlie, avute dal precedente matrimonio, vive in una casa che non ritiene sua, alienata, “isolata e inerte”. Il personaggio di Ibsen è malato di libertà, una libertà che non può avere, è innamorata segretamente di un altro al quale si è promessa anni prima. Quando l’altro bussa alla sua porta, Ellida chiede la separazione e aspetta che le venga concessa la libertà di scegliere. La rottura del “contratto” è una parte più che determinante nel testo originale Wangel deve concedere la libertà ed Ellida deve poterne godere, ma quando l’ha ottenuta si rende conto che il suo posto è accanto a Wangel. Spesso questo testo è stato interpretato in chiave femminista con Ellida vista come eroina della libertà ma io credo che dove la libertà sia concessione dall’altro, non c’è segno alcuno di vera emancipazione. La Ellida del pieno dramma borghese, nella rilettura che insieme al regista è stata data, è più figlia del mare che dei suoi tempi. La “mia” Ellida è in preda al delirio, suo marito è prima di tutto il suo dottore, lo Straniero è il suo Desiderio di Infinito, la pulsione verso ciò che spaventa e che attrae in un vortice di paura e desiderio, solo Wangel può ascoltarla, lasciarla giocare sulla riva, facendo attenzione che non vada a largo, Wangel deve trovare il farmaco…risolvere l’enigma e farla uscire da una gabbia che in parte ha costruito da sola ma l’ultima parola spetta a lei.

Come è vissuto da Ellida il dissidio interiore tra il suo essere moglie e l’essere legata al marinaio straniero?

Ellida inizialmente ha parole d’affetto per il marito Wangel perchè “Wangel è buono, benevolo con tutti”, mentre le parole del lessico passionale sono tutte per lui, lo Straniero, l’Uomo di cui non conosce nemmeno la reale identità al quale lei si è promessa in passato. Un giuramento di obbedienza la porta a vivere la vita presente con rimorso e inquietudine. Quest’uomo, Friman, Alfred Johnston, chiunque egli sia esercita fascino e terrore su di lei. Lei, che non riesce a dimenticarlo sente di averlo quasi tradito sposando un altro. Vorrebbe allontanarlo ma non ci riesce:« vedete il semplice buon senso non potrà mai farvi capire», dice a un certo punto. La cosa più terrificante è che non si sa chi sia o meglio ancora cosa sia lo Straniero. Ellida è perfettamente divisa tra le due strade, in un naufragio interiore dove solo alla fine capirà se seguire la dolce melodia che viaggia su ali nere o se rimanere stabilmente e di sua volontà con Wangel, abbandonando la via del mare, senza per questo rinnegarla.

Di recente ti abbiamo visto in “Brigantesse se more”, scritto da Rosaria Carifano. Cosa lascia ti ha lasciato il personaggio della brigantessa e cosa, invece, quello di Ellida?

Ho un rapporto davvero intimo con i personaggi, credo sia una cosa indispensabile per chi recita. Marianna Della Bella non perdona, lo sanno bene Rosaria Carifano (autrice)  e Grazia D’Arienzo (attrice e regista dello spettacolo), è pericolosa, vendicativa, bella perchè pronta a tutto, opportunista in ogni sua mossa. E’ femmina terrena, donna che non fa differenza tra brigante e sindaco se deve salvare la pelle ma che conserva piglio e dignità, orgoglio e fierezza perchè in fondo disprezza chi crede di avere potere solo perchè si trova storicamente dall’altra parte della scrivania (la scena di “Brigantesse se more” si svolge con il Delegato e Marianna divisi da una scrivania per l’interrogatorio). Cosa mi ha lasciato? Beh, mi lascia senza forze perchè mi possiede dall’interno e fa diventare i miei occhi tizzoni ardenti pronti alla vendetta. Ellida cosa mi lascerà? Non posso ancora saperlo, per ora vorrei solo che non mi lasciasse più. Ho bisogno della sua vertiginosa nostalgia del mare.

Eventi Napoli Teatro:

La vertigine che attrae andrà in scena dal 25 al 27 gennaio

alle ore 20.30 (il 27 alle ore 18.30)

al teatro Spazio Libero di Napoli in via del p.co Margherita, 28/b.

Per informazioni 081402712 – 3476965152 e Iride Comunicazione ([email protected])

© Riproduzione Riservata
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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto