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9 gennaio 2013

Gestione banche dati – progetto OPTIQUE

Con un bagaglio di 870 mila euro, è arrivato il più grosso investimento che la LUB abbia mai ricevuto per un progetto di ricerca. Ad aggiudicarselo è stato Diego Calvanese, professore della Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche e membro del gruppo di ricerca KRDB. “Il progetto OPTIQUE, Gestione banche dati è pensato per permettere ad aziende e pubbliche amministrazioni di gestire efficientemente enormi quantità di dati dalla struttura complessa”, spiega in breve il professore.

 Dal 1993 Diego Calvanese si occupa delle tecnologie che stanno alla base del cosiddetto web semantico, tecnologie che permettono di condurre una ricerca efficace e veloce in complesse banche di dati, poggiando su informazioni strutturate. “Questo progetto è il punto di arrivo della ricerca di base che ho condotto in questi anni insieme al gruppo KRDB, ed il punto di partenza di una ricerca applicata, che rende cioè i risultati ottenuti maturi a livello commerciale”.

Il team di ricerca, che fa parte di KRDB (Research Centre for Knowledge and Data), sviluppa la tecnologia di base che servirà non ad un utente generico, come potrebbe essere il semplice cittadino che cerca informazioni del web, ma alle grandi aziende che devono gestire grandi quantità di dati. “Lavoriamo con partner industriali perché è necessario modellare il dominio, ovvero i dati, su cui si sta lavorando, collaborando quindi strettamente con chi lo conosce da dentro. Del progetto fanno parte Statoil, il colosso norvegese del petrolio, e Siemens, oltre ad un’azienda che si occupa di sviluppare corsi e materiale informativo su questa tecnologia”. La tecnologia sarà venduta ad aziende che sviluppano software per l’industria.

Il prof. Calvanese non è l’unico ricercatore LUB ad essere coinvolto in OPTIQUE – Gestione banche dati: “Alla proposta ho lavorato insieme a Mariano Rodriguez-Muro. Sono coinvolti anche gli altri professori del KRDB, ovvero Enrico Franconi, Werner Nutt ed Alessandro Artale”

OPTIQUE – Gestione banche dati ha una durata di 4 anni, viene portato avanti da 10 partner, tra cui le Università di Oxford, Oslo e La Sapienza di Roma, e conta su un finanziamento complessivo da parte dell’Unione Europea di 10 milioni di Euro.

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