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25 gennaio 2013

Seminario di Medicina per la giornata della memoria

Seminario di Medicina  e Shoah” all’UniTs – Martedì 29 gennaio, alle ore 9, presso l’Aula Magna, Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione, in Via Filzi, 14, avrà luogo il seminario “Medicina e Shoah. Eugenetica e razzismo del Novecento. Una parentesi chiusa o un problema aperto?”, nell’ambito della Giornata della memoria 2013.

Il seminario è organizzato da:

IRCCS Materno Infantile Burlo Garofolo, Trieste

Università degli Studi di Trieste

Dipartimento U.C. di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute

Dipartimento di Studi Umanistici

Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione

L’idea di un Seminario di Medicina da  dedicare la Giornata della Memoria a un approfondimento di carattere multidisciplinare (medico, storico, giuridico) sul tema dei rapporti intercorsi tra l’ambiente medico e le pratiche razziste del Novecento, culminate nella Seconda guerra mondiale nello sterminio sistematico di ebrei, zingari, disabili, omossessuali, nasce dalla consapevolezza che su questi temi sia oggi più che mai necessario trasmettere la memoria storica di generazione in generazione, in modo che essa diventi patrimonio comune e si rifletta sul nostro lavoro quotidiano.

Per questo, in una città come Trieste, dove la presenza nazista è stata terribile per la cittadinanza e dove dal 1943 al 1945 ha funzionato il Polizeihaftlager “Risiera di San Sabba”, l’unico campo dotato anche di forno crematorio presente in Italia, abbiamo pensato a una giornata rivolta non solo agli addetti ai lavori, ma a tutta la cittadinanza e agli studenti di Medicina, Storia e Giurisprudenza.

L’obiettivo del Seminario di Medicina è: di creare un dialogo tra discipline che fino ad oggi si sono parlate poco su questi temi, ma che avrebbero molto da dirsi, considerata anche la loro attualità nel dibattito internazionale.

Molte, odierne pratiche cliniche quotidiane in medicina (il consenso informato del paziente alla cura o alla sperimentazione, l’adesione agli screening genetici, la diagnostica prenatale, gli interventi di sterilizzazione etc.) hanno una storia lunga e complessa.

Nel corso del Novecento, medici e medicina, sull’onda delle pratiche messe in campo dall’eugenetica, sono stati coinvolti in derive etiche e azioni, come nella Shoah, che è necessario conoscere perché non frutto di follie individuali;

Wir sind nicht allein (non siamo soli) dicevano i medici nazisti consapevoli che le teorie mediche evoluzionistiche ed eugenetiche incentrate sulla “ speranza” di migliorare la specie, avevano permeato tutta la medicina e l’antropologia, dei primi del’900.

La Gran Bretagna, la Svezia, gli Stati Uniti approvarono infatti in quegli anni leggi che regolamentavano i matrimoni o obbligavano alla sterilizzazione “minorati” “criminali” “deviati”, categorie ben poco definibili dal punto di vista scientifico.

Nei vecchi manuali di medicina, ad esempio, sono frequenti i racconti di esperimenti di terapie di vaccini (come il vaiolo) sui bambini “esposti” raccolti negli orfanotrofi, e ciò avveniva in assenza di un articolato dibattito etico-giuridico.

Tutti elementi che evidenziano l’urgenza oggi di interrogarsi e di integrare le nostre culture.

Nella seconda parte del seminario, nella Tavola rotonda, si affronteranno i temi ancora aperti e altri che si vanno aprendo, grazie alle scoperte della medicina soprattutto in campo genetico.

Di seguito il programma della manifestazione: 

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