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27 marzo 2013

Brands & Social Media alla Cattolica. Leader della classifica è Burberry

Università Cattolica del Sacro CuoreLeader della classifica è Burberry

Al via, con il settore Fashion, la seconda edizione dell’Osservatorio Brands & Social Media

Il settore, guidato da Burberry, si caratterizza per una forte comunicazione visuale e un uso dei social media come canali “verticali” in cui si esprime emotivamente l’affezione ai brand da parte degli utenti.

Il settore “Fashion – Luxury & Haute Couture” apre la seconda edizione dell’Osservatorio Brands & Social Media realizzato da Digital PR e OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica. La ricerca, che si propone di analizzare la comunicazione sui social media di alcuni dei più rilevanti brand nazionali e internazionali presenti sul mercato italiano, torna con una metodologia arricchita, in grado di cogliere con precisione uno scenario comunicativo dinamico e sempre in evoluzione grazie a più di 60 diversi indicatori relativi alle variabili di esposizione, di coerenza e di interazione con il pubblico.

Per questo report sono state selezionate 14 aziende leader di settore a livello internazionale, i cui social media sono stati analizzati nel mese di gennaio 2013.

“Presentiamo con entusiasmo la seconda edizione dell’Osservatorio Brands & Social Media, che si distingue per l’utilizzo di una metodologia arricchita, elaborata ad hoc per questa ricerca integrando il tradizionale approccio quantitativo con uno sguardo qualitativo e che comprende complessivamente oltre 60 indicatori. Durante il 2013 analizzeremo sette nuovi settori. Il primo settore preso in considerazione, “Fashion – Luxury & Haute Couture”, si caratterizza per una presenza intensiva sui social media, in grado di movimentare un vasto bacino di utenti, anche se con ampi margini di potenziamento delle forme di socialità”, spiega Piermarco Aroldi, direttore di OssCom.

Leader della classifica è Burberry, seguito da Dior e Dolce & Gabbana. Il risultato di Burberry deriva dall’uso intensivo dei social media dal punto di vista dei contenuti, incentrati sulle caratteristiche distintive del brand: prodotti di punta, come il trench, o tratti caratterizzanti, come l’inglesità, in grado di catalizzare l’attenzione degli utenti sulle diverse piattaforme.

Il settore Brands & Social Media si avvale ovviamente di strategie globali, con la tendenza a creare profili internazionali che raccolgono utenti da tutto il mondo, e la presenza ridotta di profili localizzati per singole lingue o Paesi.

Rispetto alle piattaforme utilizzate, Facebook si conferma quella più adottata insieme a YouTube. Questo settore si distingue anche per un’elevata tendenza alla sperimentazione su nuovi social media, come Pinterest e Instagram, e nel mondo delle app.

Particolarmente rilevante è il ruolo della comunicazione visuale, realizzata sia attraverso piattaforme dedicate (YouTube, Pinterest, Instagram), sia attraverso l’uso frequente di contenuti visivi su Facebook e Twitter. Questa componente visuale si traduce anche nello streaming delle sfilate attraverso piattaforme social dedicate e nell’archiviazione sistematica dei relativi video su YouTube.

La forma di socialità che emerge dall’analisi è definibile come “verticale”, caratterizzata da elevatissimi tassi di risposta da parte degli utenti che esprimono in modo emotivo l’attaccamento al brand con like o brevi commenti, senza però instaurare un reale flusso di conversazione fra di loro o con il brand.

L’analisi ha consentito di evidenziare tre stili comunicativi, che interpretano il brand come prodotto, come mito o come lifestyle. Nel primo caso il racconto si focalizza essenzialmente sui prodotti, nel secondo sulle radici culturali e sulla filosofia della maison, mentre nel terzo il brand viene proposto e celebrato attraverso l’evocazione di un certo stile di vita.

“La ricerca sul settore fashion – dichiara Nicolò Michetti, CEO di Digital PR – presenta da un lato uno scenario eterogeneo con scelte contenutistiche differenti, incentrate rispettivamente sul prodotto, sul mito della marca e sulla sua storia, o sul lifestyle, e alcune sperimentazioni su nuove piattaforme. Dall’altro lato evidenzia approcci comuni, nell’andare chiaramente nella direzione del visual e del video, o nel mettere alla portata di tutti quelle esperienze che una volta erano appannaggio esclusivo di un selezionato circolo di eletti (le sfilate). L’eccellente risposta da parte degli utenti, che su questo settore dimostrano un particolare attaccamento emotivo a tutti e tre gli elementi contenutistici presentati dai brand, è sicuramente uno stimolo a capitalizzare, approfondire ed esplorare le opportunità in continua evoluzione offerte dai social media.”

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