• Google+
  • Commenta
15 aprile 2013

Medicina Complementare. Incontro di medicina complementare all’Università di Trento

Università degli Studi di TRENTO – L’incontro si inserisce nel percorso seminariale “Medicine altre” e vuole approfondire anche il significato culturale della medicina complementare quale integrazione alla medicina tradizionale avvalendosi della collaborazione dei medici del servizio di Medicina Complementare dell’Ospedale di Merano.

Casimira Grandi, docente proponente, sottolinea la medicina complementare nel 2000 è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una somma di conoscenze, abilità e pratiche “basate su teorie, credenze ed esperienze caratteristiche delle differenti culture, utilizzate a scopo preventivo, diagnostico e curativo per il miglioramento o il trattamento di malattie sia fisiche che mentali.

Nel reparto meranese – riferisce la professoressa Grandi – operano nove medici, sei infermieri e due osteopate. Da un anno il servizio opera a pieno regime. Otto mila i pazienti che si sono rivolti in sei mesi al reparto (30% malati oncologici e il restante 70% malati cronici. Il 60% del totale è rappresentato da donne). Lo scorso novembre è stato presentato lo studio Medicina complementare 2010-2012 – Studio per la valutazione della condizione psico-fisica in donne trattate per tumore al seno”, sull’assistenza medica complementare di donne trattate per tumore al seno, realizzato in collaborazione con l’ospedale universitario Charité di Berlino – su incarico della Giunta provinciale altoatesina – e sotto la supervisione della professoressa Claudia Witt. Presso il reparto di Medicina Complementare di Merano le metodologie di intervento hanno riguardato in primo luogo l’agopuntura e l’omeopatia, ma è stata utilizzata anche la fitoterapia unitamente ad altre metodiche. «Il risultato principale emerso dallo studio condotto su donne operate di tumore al seno e trattate presso il reparto di medicina complementare di Merano – ha affermato la professoressa Witt – è rappresentato da un miglioramento della qualità della vita statisticamente significativo». Questo studio – ricorda la professoressa Grandi – ha attestato scientificamente una serie di dati molto importanti riguardo all’efficacia del servizio che ormai è parte integrante della sanità pubblica in Alto Adige, è unico nel suo genere a livello europeo e ha già riscosso un notevole interesse da parte di altre regioni italiane come la Lombardia.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy