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22 maggio 2013

Eventi e spettacoli Cà Foscari. Lost in Translation, The Garbage Patch State Venice, Capital of Nowhere

Università “Cà Foscari” di VENEZIA – In collaborazione con il Museo di Arte Moderna di Mosca per “Lost in Translation”.

Evento collaterale della Biennale, e il Garbage Patch State Venice con la sua marea di tappi di plastica in “Tempo di biennale”. L’arte a Cà Foscari si fa in tre E a CFZ Zattere “Capital of Nowhere”, collettiva di artisti russi e laboratorio multimediale

  • Lost in Translation

MMOMA – Moscow Museum of Modern Art

in collaborazione con CSAR, Centro Studi sulle Arti della Russia

Evento Collaterale della 55° Biennale di Venezia

dal 29 maggio al 15 settembre

Cà Foscari Esposizioni – Università Cà Foscari Venezia – Dorsoduro 3246

  • The Garbage Patch State Venice

con il Patrocinio del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

in collaborazione con Cà Foscari Sostenibile

dal 29 maggio al 24 novembre

Cortile Grande – Università Cà Foscari Venezia – Dorsoduro 3246

  • Capital of Nowhere

Cyland Media Art Lab in collaborazione con CSAR

dal 27 maggio al 10 luglio 2013

Cà Foscari Zattere – Dorsoduro 1392

Tre volte arte per la primavera di Cà Foscari. Installazioni multimediali, arte contemporanea, scultura e video si intrecciano per raccontare il presente nelle prossime mostre dell’ateneo che si terranno fra maggio e novembre del 2013.

Sarà la sede storica dell’ateneo, Palazzo Foscari, a ospitare due delle tre mostre (“Lost in translation” e “The Garbage Patch State Venice”) – fra gli Spazi Espositivi e il Cortile Grande – mentre Cà Foscari Zattere, oggetto di un recentissimo restyling, sarà la sede della terza iniziativa, “Capital of Nowhere”.

Tre appuntamenti veneziani di respiro internazionale, nel clima della Biennale Arte, che si avvalgono di importanti collaborazioni con enti e istituzioni di calibro mondiale.

Il Rettore dell’Università Cà Foscari Venezia Carlo Carraro: «Con più di 800 appuntamenti l’anno realizzati, Cà Foscari è da tempo uno dei  maggiori produttori di cultura a Venezia. Una grande università di ricerca che ha deciso di investire nella costruzione della cultura, dalla letteratura alla musica, al teatro, dal cinema alle attività espositive. Un processo creativo che ha un valore didattico, formativo e scientifico e una connotazione interdisciplinare: le iniziative culturali di Cà Foscari coinvolgono studenti e ricercatori nelle fasi di realizzazione e intrecciano competenze trasversali, dei diversi Dipartimenti, ad esempio l’arte e l’informatica, ma anche la scienza e l’arte. Un moderno sistema di produzione culturale, aperto, curioso, ma dalla forte base scientifica. Non poteva mancare dunque nel contesto veneziano del momento, quello della Biennale Arte, il contributo di Cà Foscari che per l’occasione ‘si fa in tre’: tre mostre, tre approcci sull’arte e sul mondo, tre collaborazioni con alcune delle più prestigiose istituzioni culturali internazionali».

Silvia Burini, Pro rettore alle produzioni culturali di Cà Foscari e Giuseppe Barbieri, delegato del Rettore alle attività espositive dell’ateneo illustrano il significato delle tre nuove mostre: «Nell’occasione della 55^ Biennale di Arti figurative Cà Foscari accoglie nei propri spazi espositivi tre qualificate iniziative di carattere espositivo: “Lost in translation”, evento collaterale della Biennale Arte in partnership con il MMOMA di Mosca (Cà Foscari Esposizioni), “Capital of nowhere”, con Cyland Media Art Lab (CFZ), e il Garbage Patch State Pavillon di Maria Cristina Finucci (Cortile grande dell’ateneo). I controversi rapporti dell’arte contemporanea con una tradizione prossima ed eloquente; le relazioni tra realtà e virtualità in uno scenario urbano dove si mescolano storia e visioni del futuro, documenti e finzioni; un minaccioso paese che nessuna carta geografica indica, pericolosissimo per l’ambiente e, in una prospettiva a breve (quanto brevi sono le catene alimentari che uniscono i pesci all’uomo), anche per ciascuno di noi, che sfugge alle rilevazioni satellitari ma la cui superficie si estende per almeno sedici milioni di chilometri quadrati».

Lost in translation

Lost in translation” è l’esposizione dedicata all’arte russa degli ultimi quaranta anni. Diverse le «lenti» utilizzate per seguirne l’evoluzione: aspetti storici, politici, sociali ed economici. Tutti elementi fondamentali del processo di «traduzione» di un’opera d’arte nell’età della globalizzazione. La mostra presenta quei lavori che sono particolarmente difficili da decifrare per un pubblico che non ha familiarità con il «contesto russo» nel quale queste opere sono state pensate e al quale rimandano.

Tutti i lavori sono esposti insieme alla loro «traduzione espansa» che individua e spiega i riferimenti essenziali per ottenere la migliore comprensione del messaggio racchiuso da ciascuna delle 100 opere esposte (tele, sculture, grafica, installazioni, video) realizzati da 62 artisti. È prevista un’installazione di Alexander Ponomarev nel cortile minore di Cà Foscari. La mostra, allestita a Cà Foscari Esposizioni, è a cura di Antonio Geusa, MMOMA Moscow Museum of Modern Art, in collaborazione con il Centro Studi sulle Arti della Russia CSAR dell’ateneo veneziano, il cui principale obiettivo è lo studio del patrimonio storico e culturale della Russia e la promozione di scambi con le principali istituzioni culturali russe.

Capital of Nowhere

Sarà invece il CFZ Cà Foscari Zattere/Cultural Flow Zone a ospitare “Capital of Nowhere”, collettiva di artisti pietroburghesi dedicata, attraverso 10 installazioni multimediali, a esperienze di vita nel paesaggio della civiltà mediatica in continua trasformazione. La città oggi è uno schermo in perenne aggiornamento, in cui la pubblicità si mescola con la politica, le fantasie del futuro con la storia, i documenti con la finzione. La realtà, legata al luogo e al tempo, finisce così per dissolversi. La mutazione fisica dell’ambiente urbano è percepita come un trauma corporeo, mentale e morale, cui ogni artista contrappone un proprio atto di creazione, di integrazione, di sostituzione. La maggior parte degli artisti in mostra è di San Pietroburgo, la vecchia capitale russa, cui sono associate la fase europea dello sviluppo della Russia e le speranze di un suo ritorno, la nostalgia di una natura in via di estinzione e la volontà di crearne una nuova. L’arte diventa così la capitale dell’identità smarrita del mondo. La mostra si sviluppa come laboratorio didattico dell’Università Cà Foscari, alla cui progettazione e realizzazione partecipano studenti, dottorandi e docenti universitari.

Mostra a cura di Silvia Burini e Matteo Bertelé, CSAR (Centro Studi sulle Arti della Russia), Università Cà Foscari Venezia, in collaborazione con CYLAND Media Art Lab, San Pietroburgo.

 The Garbage Patch State Venice

A chiudere il «trittico» di mostre in apertura a fine maggio c’è The Garbage Patch State Venice, un’opera che troverà spazio nel Cortile Grande di Cà Foscari. “Wasteland”, di Maria Cristina Finucci, è un’installazione-performance già esposta a Parigi, l’11 aprile scorso, nella sede centrale dell’UNESCO, dove ha ottenuto dalla comunità internazionale il riconoscimento istituzionale, anche se solamente simbolico, del Garbage Patch State. Maria Cristina Finucci, per la rappresentazione a Venezia del nuovo Stato, ha ideato una specifica installazione: una marea di tappi di plastica colorata, imbrigliati da reti che dal padiglione trapassano verso il Canal Grande, metafora e immagine dello straripare della plastica e dei rifiuti in tutti i mari e gli oceani del pianeta. All’interno del padiglione, la sua video-opera “Dentro”, proiettata a 360°, darà allo spettatore la sensazione di essere immerso in un mare di plastica.

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