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3 giugno 2013

Schiavitù. Bicocca finanziamento europeo per studiare la schiavitù

Università degli Studi di MILANO  – All’Università di Milano-Bicocca un finanziamento europeo per studiare la schiavitù

Lo European Research Council ha finanziato con 935 mila euro un progetto di ricerca sulla schiavitù presentato dall’Università di Milano-Bicocca. Lo studio, primo nel suo genere, è coordinato da Alice Bellagamba del dipartimento di Scienze Umane per la Formazione. Tra le aree d’indagine Senegal, Libia, Madagascar e Afghanistan del Nord.

Che cosa significa ‘schiavo’ oggi? La schiavitù è storia passata o ha ritrovato vigore in nuove forme d’assoggettamento e sfruttamento delle persone? La risposta è affidata ad Alice Bellagamba, docente di antropologia culturale nel dipartimento di Scienze Umane per la Formazione ‘Riccardo Massa’ dell’Università di Milano-Bicocca, che ha appena vinto un finanziamento di 935 mila euro dallo European Research Council per sviluppare una ricerca con l’obiettivo di collegare lo studio storico della schiavitù e della sua abolizione alle forme contemporanee di lavoro coatto e traffico di persone.

Intitolato “Shadows of Slavery in West Africa and Beyond. A Historical Anthropology”, lo studio durerà fino ad aprile 2018. Le aree geografiche e culturali interessate saranno l’Africa Occidentale, il Nord Africa, l’Oceano Indiano e l’Asia Centrale. I temi di ricerca includono le declinazioni storiche delle nozioni di ‘schiavitù e ‘libertà’, il lavoro domestico come ambito dove si annidano forme incrementate di dipendenza personale e sfruttamento, il ruolo dello stato nel processo di abolizione della schiavitù e nella lotta contemporanea al lavoro coatto e traffico di persone.

Oltre a produrre risultati scientifici nuovi, la ricerca si propone di creare un polo tematico presso l’Università di Milano-Bicocca che diventi un punto di riferimento di discussione nazionale e internazionale sulla materia, anche attraverso accordi con istituti di ricerca internazionali.

Nel 1807, il Parlamento inglese approvò lo Slave Trade Act, con cui dichiarò fuori legge la tratta degli schiavi attraverso l’Atlantico. Da allora la lotta alla schiavitù è continuata senza sosta e oggi prende la forma di provvedimenti come la legge italiana n.228 Misure contro la tratta di persone” e la direttiva contro il traffico di esseri umani emanata nel 2011 dall’Unione Europea, che se pienamente adottata porterà cambiamenti significativi nella difesa e reintegrazione delle vittime. Ma è sufficiente promuovere una nuova legislazione per eliminare ogni forma di schiavitù anche contemporanea?

«Siamo abituati a considerare la schiavitù come la netta antitesi della libertà e soprattutto come argomento da manuali di storia – spiega Alice Bellagamba- Dovremmo cominciare a pensare che ci possono essere forti elementi di coercizione nel lavoro libero così come elementi di libertà nel lavoro coatto».

La ricerca sarà svolta da Alice Bellagamba insieme a un gruppo di tre giovani studiosi selezionati attraverso un bando internazionale.

Alice Bellagamba è attualmente professore associato di Antropologia Culturale all’Università di Milano-Bicocca. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Antropologia Culturale all’Università di Torino, è stata ricercatrice presso l’Università del Piemonte Orientale, borsista della Fondazione Alexander Von Humboldt all’Università di Bayreuth e fellow dell’Institute for Advanced Studies di Berlino e del Gilder Lehrman Centre for the Study of Slavery and Abolition dell’Università di Yale.

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