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22 giugno 2013

Ten Ecoport. Prosegue la ricerca Ten Ecoport sui porti del sud est Europa

Politecnico di BARI – Prosegue l’attività di ricerca del progetto europeo Ten Ecoport sui porti del sud-est Europa

Interventi comuni e condivisi per la tutela ambientale nei porti di sette Paesi del Mediterraneo

Bari, Brindisi, Barletta e Monopoli i porti pugliesi coinvolti

Mentre fervono i preparativi per l’ufficializzazione dell’ingresso della Croazia nell’Europa dei 28 dal prossimo 1° luglio, un progetto Europeo TEN ECOPORT, finanziato con 2,3 milioni di euro dall’Autorità di gestione del Programma Sud-Est Europa (SEE), ha già anticipato con fatti concreti alcuni concetti chiave di integrazione e collaborazione scientifica, anche con il contributo dell’Autorità Portuale di Dubrovnik, nell’ambito del ruolo strategico che rivestono le attività portuali dell’area del sud-est Europa.

Il Progetto, che vede la partecipazione ben sette nazioni e 16 partners (vedi scheda), tra autorità portuali ed enti di ricerca, è coordinato dal Politecnico di Bari. Ten Ecoport, presentato lo scorso dicembre a Bari, ha avviato il proprio percorso di studio e di ricerca per la soluzione di problemi comuni legati all’ambiente e sua tutela, al fine anche di definire regole comuni per la gestione ambientale nelle aree portuali del Mar Adriatico, Ionio e del Mar Nero.

Una fitta rete di corrispondenza e scambio di informazioni scientifiche ha contraddistinto i primi mesi d’avvio del 2013, sfociata in un primo incontro scientifico presso l’Autorità Portuale di Bar in Montenegro a cui farà seguito, la prossima settimana (27-28 giugno), quello presso l’Autorità Portuale di Dubrovnik, anch’esso partner, in Croazia. Fra gli argomenti in discussione, saranno esaminati i risultati delle attività svolte dai Porti, sia per quanto riguarda la definizione degli interventi di tutela ambientale, che verranno messi in essere nel corso del progetto (per esempio nell’ambito della gestione dei rifiuti o di recupero della qualità degli specchi d’acqua portuali (oil spilling), sia per quanto riguarda il feed back avuto dai porti che hanno convocato incontri di lavoro con i propri stakeholder, impegnati in prima persona nel rispetto delle procedure di tutela ambientale già concordate. Si affronterà inoltre, il tema della tutela dei beni storici presenti nelle aree portuali. A tal proposito, si deve evidenziare come la quasi totalità dei porti commerciali europei sia caratterizzata da insediamenti storici di grande pregio (per esempio il nucleo originario del porto di Bari risale al periodo Borbonico). I Ricercatori del Politecnico (proff. De Tommasi e Fatiguso) hanno messo a punto una scheda per il censimento dei suddetti beni e delle problematiche connesse alla loro convivenza con le ordinarie attività portuali che potrebbero comprometterne la sopravvivenza.

L’autorità Portuale del Levante presenterà lo stato dell’arte sulla redazione del Piano di gestione dei rifiuti derivanti dalle navi, in applicazione della normativa nazionale e regionale; la scelta di questo particolare tema ambientale è già un importante risultato di progetto che deriva da una comune decisione dei due porti pilota di progetto (Bari e Durazzo) che intendono, a seguito di tale pianificazione, cercare dei punti di ottimizzazione gestionale tali da portare maggiore efficienza ed efficacia alle attività delle Autorità Portuali e, possibilmente, minori costi per gli armatori. L’Autorità Portuale del Levante prevede, a tal fine, di creare un software comune destinato a migliorare la gestione delle domande di sbarco dei rifiuti dalle navi automatizzando la gestione dei diritti fissi e dei pagamenti dovuti per lo smaltimento, nave per nave. Inoltre, presenterà ai partner il videogioco Ecowarrior – Missione Ecoport che è stato creato, con la partecipazione di una scolaresca di una scuola media di un quartiere periferico della città, per essere lo strumento di comunicazione e diffusione delle attività sostenibili sviluppate nel porto di Bari,  verso gli utenti portuali e la cittadinanza intera.

“Il prossimo incontro di Dubrovnik – dice il responsabile scientifico di Ten Ecoport, prof. Leonardo Damiani del Politecnico di Bari – rientra fra le attività di coordinamento del progetto e la sua agenda testimonia l’ottimo lavoro svolto dai partner, nel rispetto delle previsioni progettuali per quanto attiene sia le attività tecnico-progettuali, sia quelle di coinvolgimento di tutti i soggetti che partecipano a diverso titolo ai processi di tutela ambientale. Il lavoro svolto è stato prezioso per migliorare i processi di cooperazione fra paesi europei e candidati. Non è un caso che il meeting si tenga in Croazia, proprio alla vigilia del suo ingresso fra i paesi UE, al termine di un percorso di integrazione del quale Ten Ecoport costituisce un rilevante tassello. Con questo progetto, la Puglia aspira a diventare un punto di riferimento per i trasporti marittimi nella regione del Sud Est Europeo, non solo per la sua posizione strategica, ma anche per la capacità di definire protocolli di gestione capaci di trasformare le rotte del Sud Est in corridoi ecologici”.

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