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12 luglio 2013

Insubria. L’infettivologo Prof. dell’ Insubria Grossi nominato membro della international health regulations

Università degli Studi INSUBRIA Varese-Como – L’infettivologo italiano Paolo Grossi dell’Univesrità Insubria nominato membro del gruppo di esperti della international health regulations  dell’organizzazione mondiale della sanita’

Il professor Paolo Grossi, ordinario di Malattie infettive all’Università degli Studi Insubria, è stato nominato membro del gruppo di esperti della International Health Regulations nell’ambito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, come esperto di “Tecnologie sanitarie essenziali nei trapianti di organo” (“Essential health technologies – Transplantation services)”.

Il prestigioso incarico è stato attribuito al professor Grossi prendendo in considerazione la sua ventennale esperienza nel campo della gestione delle problematiche infettivologiche  nei pazienti trapiantati di organo solido.

Nella lettera di nomina ricevuta il 10 luglio 2013 l’Organizzazione Mondiale della Sanità precisa che «intende avvalersi delle competenze del professor Grossi in fatto di sicurezza dei trapianti di organi, tessuti e cellule per svolgere un ruolo di consulenza, supervisione e controllo nell’ambito dei Comitati di emergenza e di Revisione dell’Oms».

«Sono onorato di accettare questo incarico – afferma il professor Grossi – è un lusinghiero riconoscimento per l’attività clinica e di ricerca svolta fino ad oggi».

Il professor Grossi, Direttore del Dipartimento Trapianti e della Clinica Malattie Infettive e Tropicali dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese, ricopre presso il Centro Nazionale Trapianti il ruolo di “Second Opinion Nazionale” per le problematiche infettivologiche connesse alle attività di donazione e trapianto ed è membro della Commissione Nazionale per la Sicurezza. Per  il Centro Nazionale Trapianti è stato, inoltre, l’estensore delle linee guida nazionali e dei protocolli operativi per l’utilizzo degli organi da donatori a rischio, recentemente adottati dal Consiglio d’Europa. «In questo particolare settore l’Italia fa da scuola nel mondo, infatti, – aggiunge il professor Grossi – in virtù dell’accordo siglato lo scorso mese di novembre tra l’Oms e l’Italia, il nostro Paese ha assunto il ruolo di responsabile globale della sicurezza del trapianto di organi, tessuti e cellule».

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