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8 luglio 2013

Unitn. Lezioni di Lev Pitaevskii all’Unitn: lavorare insieme

Università degli Studi di TRENTO Unitn – Lezioni di Lev Pitaevskii all’Unitn: lavorare insieme

Festeggiati a Trento dalla comunità scientifica internazionale gli 80 anni di Lev Pitaevskii, il fisico di origini russe che da una quindicina d’anni vive e lavora a Trento. A Trento per l’occasione un centinaio di fisici da tutto il mondo e anche il presidente del CNR Luigi Nicolais, il premio Nobel per la Fisica 2013 Serge Haroche, la rettrice dell’Università Unitn, Daria de Pretis e il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, introdotti da Sandro Stringari, responsabile del gruppo BEC (Bose-Einstein Condensation) con cui Pitaevskii collabora. Attesi questo pomeriggio in videoconferenza gli interventi dei premi Nobel Eric Cornell e Antony Leggett.

Fare bene ciò che si sa fare, insegnare ai giovani e promuovere l’interazione, sia sul piano umano che su quello scientifico. È questa la lezione che il fisico Lev Pitaevskii ha regalato alla comunità scientifica internazionale attraverso la sua lunga e intensa carriera nel campo della fisica teorica. A ricordare la sua storia professionale e personale e l’eccezionale contributo che ha dato e che continua a dare per il progresso scientifico sono stati oggi oltre un centinaio di fisici, riuniti a Trento in occasione dei suoi 80 anni. Una celebrazione accademica – sullo stile della tradizione scientifica statunitense – che ha attirato studiosi da tutto il mondo: Stati Uniti, Canada, Cina, Corea, Australia, Russia, Polonia, Francia, Inghilterra, Spagna e molti altri Paesi erano rappresentati oggi nell’aula magna del Dipartimento di Lettere e Filosofia di Unitn.

Tra loro anche tre premi Nobel per la Fisica – Serge Haroche (rettore del Collège de France e premio Nobel 2012), Eric Cornell (JILA and University of Colorado – Premio Nobel 2001) e Antony Leggett (University of Illinois – Premio Nobel 2003), questi ultimi collegati in videoconferenza – il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Luigi Nicolais, la rettrice Unitn, Daria de Pretis, il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta. A fare gli onori di casaSandro Stringari, responsabile del gruppo BEC (Bose-Einstein Condensation) istituito presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento con cui Lev Pitaevskii collabora da circa 15 anni. Il festeggiato, Lev Pitaevskii, ha seguito i lavori seduto in sala e circondato dall’affetto e dalla riconoscenza di tanti amici e colleghi.

«Da quando iniziò 23 anni fa – ha ricordato Luigi Nicolais nel suo intervento – Pitaevskii ha fatto lavorare insieme generazioni di fisici, dando vita ad una scuola e generando oltre 400 pubblicazioni scientifiche che gli hanno fatto guadagnare reputazione a livello internazionale. Ci ha insegnato ad interagire, tra noi fisici, ma anche con i colleghi di altri discipline. E questa è una lezione che dovremmo applicare anche come istituzioni: il CNR deve proseguire ad interagire con le università e con il mondo industriale per contribuire allo sviluppo del Paese. E possiamo riuscirci impegnandoci in quello che sappiamo fare meglio. Questa è una lezione fondamentale che Pitaevskii regala a noi e ai giovani ricercatori».

«Come professore e come ricercatore – ha aggiunto la rettrice Daria de Pretis Unitn – Pitaevskii ci ha insegnato e continua ad insegnarci molte lezioni. La sua recente nomina a professore onorario in Scienze naturali all’Università di Innsbruck è soltanto l’ultimo passo di una lunga carriera di riconoscimenti. Nell’ultimo decennio l’Università di Trento si è impegnata nell’attirare studenti e docenti da tutto il mondo, mettendoli in condizione di portare avanti la loro ricerca e di contribuire allo sviluppo del capitale umano e della conoscenza scientifica. Siamo oggi chiamati a nuove responsabilità e per affrontarle dobbiamo lavorare di più insieme, imparare gli uni dagli altri, diffondere la scienza e formare le generazioni del futuro anche in una realtà che appare sempre più complessa, ma non meno stimolante di quella in cui siamo cresciuti».

«La mia presenza, cioè la presenza della città di Trento – ha detto il sindaco Alessandro Andreatta – vuole testimoniare prima di tutto la vicinanza e l’affetto nei confronti non tanto di un ospite, ma di un concittadino, cioè di una persona che ha fatto di Trento il centro della propria vita ed ha ritenuto di costruirvi qualcosa di importante. La sua vicenda umana e scientifica ha in sé per noi qualcosa di intrigante. Non mi riferisco solo alla sua statura di ricercatore. Penso soprattutto a quanto la sua provenienza e la sua età possano riassumere in qualche modo il travaglio di un secolo e le sue attese e, in qualche modo coronare le sue speranze. Penso ancora all’urgenza di una ricerca scientifica che, da una parte, sposti continuamente in avanti la frontiera dell’innovazione e della tecnologia e dall’altra non smetta mai di interrogarsi sulle questioni cruciali che riguardano il nostro bisogno di significati. Cogliere ed esprimere in sintesi queste connotazioni significa essere davvero entrati nella storia di una disciplina».

La giornata dell’Unitn è proseguita poi con gli interventi scientifici. I primi a prendere la parola sono stati il fisico Rudolf Grimm (IQOQI e Università di Innsbruck) e il premio Nobel 2012 Serge Haroche, mentre sono attesi per questo pomeriggio gli interventi degli altri due premi Nobel in videoconferenza, Eric Cornell (JILA and University of Colorado – Premio Nobel 2001) e Antony Leggett.

Come è tradizione nella comunità scientifica internazionale, anche per l’importante compleanno del fisico di origini russe, diventato cittadino italiano, sono stati organizzati vari momenti. Infatti, oltre alla cerimonia che si è tenuta oggi a Trento, Pitaevskii sarà protagonista fino al 12 luglio del meeting internazionale sui campi magnetici artificiali per atomi e fotoni in corso al Dipartimento di Fisica a Povo. L’evento – organizzato da Sandro Stringari Unitn, Iacopo Carusotto (CNR), Nigel Cooper (University of Cambridge) e Jean Dalibard (Ecole Normale Supérieure, Paris) – vede una cinquantina di partecipanti, tra i quali lo stesso Pitaevskii. Mentre nelle settimane scorse, il 21 giugno, Lev Pitaevskii aveva ricevuto all’Università di Innsbruck il “Dottorato ad honorem in Scienze naturali” (“Ehrendoktorate der Naturwissenschaften”).

Scheda

Lev Pitaevskii proviene dalla scuola russa creata da Lev Landau attorno alla metà del secolo scorso ed è uno dei fisici teorici più importanti a livello mondiale nel campo della fisica statistica e della fisica della materia. È membro dell’Accademia Russa delle Scienze. Co-autore di alcuni volumi della prestigiosa collana Landau-Lifshitz di fisica, ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo della teoria della condensazione di Bose-Einstein, oggi oggetto di studi ed esperimenti in centinaia di laboratori in tutto il mondo. Lavora a Trento da una quindicina d’anni. Professore alla Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dal 1998 al 2008, anche ora che è in pensione collabora con il Dipartimento di Fisica e in particolare con il gruppo BEC (Bose-Einstein Condensation), realtà di punta della ricerca che vede impegnati il CNR – Centro Nazionale delle Ricerche in collaborazione con l’Università di Trento.

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