• Google+
  • Commenta
2 agosto 2013

Unime. Presentato il Piano Anti Corruzione all’Unime

Università degli Studi di MESSINA – Presentato il Pianto Triennale anti-corruzione dell’Unime

Si è svolta stamane nella Sala Senato dell’Ateneo Unime una conferenza stampa durante la quale sono stati presentati il  Piano triennale anti-corruzione dell’Ateneo Unime e l’adesione della stessa Università Unime (approvata dal  Consiglio di Amministrazione) al protocollo di legalità “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, stipulato, tra gli altri,  dal Ministero dell’Interno, dalla nostra Regione e dalle Prefetture siciliane.

All’incontro con la stampa oltre ai professori Antonio Saitta, Prorettore alla Legalità  e Francesco De Domenico, Direttore Generale dell’ Ateneo i quali hanno curato la redazione del Piano triennale) erano presenti il Rettore, prof. Pietro Navarra e il Prorettore vicario, prof. Emanuele Scribano.

“Il piano anti corruzione dell’Unime ha sottolineato il prof. Navarra- presenta innovazioni rispetto al documento predisposto dal Codau, innovazioni che riguardano sia i contenuti che le metodologie e rappresenta una grande risorsa di cui si è dotato l’Ateneo Unime per prevenire la corruzione”.

Il Direttore generale, responsabile della prevenzione della corruzione, ha illustrato i punti di forza del piano anticorruzione che sono rappresentati dal fatto che si è voluto andare oltre quelli che sono gli ambiti definiti dal legislatore e dal Codau. Tra questi, l’applicazione delle metodologie a tutti i settori universitari: amministrazione, didattica e ricerca, non ultime le attività connesse alle procedure di reclutamento del personale e agli esami universitari .

“Si tratta – ha concluso il prof. De Domenico – di uno strumento di ausilio affinchè si abbia una mappatura  dei fattori di rischio che possono essere alti, medi o bassi  e che coinvolge tutta la comunità accademica”.

“Abbiamo affrontato questo tema – ha detto il prof. Saitta – con approccio innovativo e una grande ambizione, collocare l’Università di Messina su uno standard più elevato. Il Codau poneva l’attenzione solo sulle attività amministrative, noi invece abbiamo ritenuto di tenere sotto osservazione tutte le attività, oltre quelle amministrative dunque, anche didattica e ricerca; Si tratta di una rinnovata e rinverdita consapevolezza di legalità che coinvolge tutti: personale, docenti e studenti” .

“Il piano è dinamico – ha concluso il prof. Saitta-  in quanto i gradi di rischio del monitoraggio potranno essere modificati”.

Il Piano è stato  presentato per l’approvazione in largo anticipo rispetto ai termini assegnati (31 gennaio 2014) per dotare immediatamente l’Ateneo Unime di moderni strumenti per monitorare e contrastare attivamente i fenomeni di abuso delle funzioni istituzionali che arrecano un gravissimo danno all’immagine e alla funzionalità della nostra Università.

Il PTPC è stato redatto prendendo le mosse dalla bozza predisposta dal Convegno permanente dei Direttori Amministrativi e dei Dirigenti delle Università Italiane (CODAU), presenta, però, come punti di forza proposte innovative e soluzioni metodologiche che si discostano dal documento CODAU.

In primo luogo, sono state considerate, oltre alle attività strettamente individuate dalla legge che si sostanziano, negli Atenei, in attività amministrative di supporto ai compiti istituzionali, le attività connesse alla realtà specifica dell’Università, ritenute potenzialmente più esposte o sensibili al “rischio corruzione”, nell’ambito dell’espletamento delle attività istituzionali primarie, ovvero la didattica e la  ricerca.

Di conseguenza, anche l’ambito soggettivo di applicazione del PTPC è stato modificato, estendendolo, oltre che al personale tecnico amministrativo anche al personale docente e agli studenti.

Il Piano, inoltre, verrà implementato a breve con l’approvazione di ulteriori strumenti, tra i quali spicca il Piano Triennale per la Trasparenza e l’Integrità previsto dal D. Lgs. n. 33 del 2013 in tema di pubblicità, trasparenza, e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.

Per quanto riguarda invece l’adesione dell’Ateneo Unime al protocollo di legalità “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, sarà possibile effettuare, per i subappalti, i controlli anti-mafia qualunque ne sia l’ammontare e nel caso degli appalti richiedere eventualmente il rilascio delle informazioni del Prefetto già a partire da 250.000 euro.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy