Crisi Universitaria. Cos’è e come superare la crisi universitaria: consigli per studenti in crisi

Redazione Controcampus 21 Settembre 2013

Non per tutti gli studenti è facile proseguire gli studi e il percorso universitario si sente parlare di crisi universitaria: "continuare o no gli studi che fare?".

Ecco di cosa si tratta.

Quello della crisi universitaria, è un destino comune a molti ma non tutti sono in grado di andare avanti con forza e volontà.

Numerosi universitari, infatti, si bloccano e non riescono a proseguire adeguatamente gli studi; è questo il caso della cosiddetta crisi universitaria.

Ma co’è la crisi Universitaria e come superala?

Abbiamo contattato studenti che hanno affrontato una crisi da studio, Tania, studentessa di Lettere ci racconterà la sua esperienza, e professionisti come psicologi, la dott.ssa Negrillo, ci darà utili consigli per superare una crisi universitaria.

La crisi universitaria è una fase di cui molti studenti sono vittime, può accadere per motivi diversi.

Lo studente in crisi, di solito, non riesce a trovare la concentrazione giusta per studiare e, di conseguenza, non è in grado di preparare nella maniera adatta gli esami da sostenere.

Non c’è una regola unica per tutti ma, di regola, le conseguenze sono più o meno le stesse.

Cos’è la crisi universitaria: quando subentra una crisi all’università e come superarla

Non esiste uno schema fisso per cui uno studente si trova in crisi durante il suo percorso universitario. Normalmente accade quando lo studente si trova di fronte ostacoli apparentemente insopportabili: un esame andato male, una bocciatura, ripetuti risultati pessimi, rallentamenti dovuti a fattori esterni quali problemi economici e/o familiari (o sentimentali) che impediscono una giusta concentrazione. In casi come questi lo studente non sa nemmeno per quale ragione si è trovato nella crisi, il tutto avviene in maniera inconsapevole.

Ecco alcuni consigli su come uscire dalla crisi universitaria

  • Forza di volontà: il primo passo è quello di non abbattersi; lo studente deve capire che l’unico modo per poter reagire alla crisi è ritrovare la forza giusta per credere davvero nel proprio progetto di studi e in se stessi, così da mettere l’energia necessaria nello studio.
  • Organizzazione: partire “allo sbando” dopo aver interrotto lo studio per molto tempo non è la scelta più indicata; si rischia, infatti, di perdere di nuovo la linea di studio, demoralizzarsi e non essere in grado di prendere in mano la situazione. È consigliabile, pertanto, organizzare un piano di studio in cui ci si prefissa degli obiettivi (quotidiani) raggiungibili, non ridursi all’ultimo momento e lasciarsi del tempo per sé, così da non avvertire troppa pressione.
  • Non abbattersi anche se i risultati non sono quelli sperati: non è detto che la ripartenza sia scoppiettante; spesso le aspettative sono alte o, semplicemente, vengono deluse. La cosa importante è fare tutto ciò che è nelle proprie forze, nel caso in cui dovesse andare male vorrà dire che il fattore determinante è esterno e non dipeso dallo studente.
  • Capire come reagire ad un eventuale intoppo: spesso si tratta solo di mettere da parte l’orgoglio; chiedere consigli e aiuto ad un collega che, prima di noi, ha sostenuto quell’esame può essere di grande aiuto; altrettanto importante è chiedere aiuto al professore. Non è detto che i docenti siano chiusi e poco disponibili con gli studenti: è il loro lavoro aiutare i ragazzi, perché non usufruirne?

L’esperienza di Tania e di come ha superato una crisi universitaria

Tania, studentessa di Lettere, ci ha voluto raccontare la sua esperienza universitaria e come ha affrontato la sua crisi universitaria. Tania, cosa ti è accaduto?

“Non ho avuto problemi legati alla mia vita privata, anzi! I miei genitori, il mio ragazzo e i miei amici mi hanno sempre sostenuta nei miei studi. Ho iniziato ad avere problemi con alcuni esami: Storia Medievale, Letteratura e Lingua Latina. Mi sono trascinata questi esami per quasi tre anni e, a causa della delusione avuta per le numerose bocciature, la voglia di studiare diminuiva e la volontà scarseggiava sempre più”.

Come hai vissuto questi tre anni di crisi per l’università?

“Ho iniziato a trovare delle “scuse” per rimandare gli studi: mi sono messa a lavorare, reclamando necessità di soldi, e dichiarando il mio odio profondo verso i professori, incolpavo loro e non me.”

Come ne sei uscita dalla crisi universitaria?

“Ad un certo punto mi sono trovata ad un bivio: o smettevo di pagare le tasse e cercavo seriamente lavoro oppure mi rimboccavo le maniche e cercavo una soluzione concreta. Non me la sono sentita di abbandonare la partita, ho voluto giocare fino alla fine e ho vinto io! Mi sono laureata e ora frequento la specialistica. È vero, sono indietro rispetto ai miei colleghi, ma sono felice perché sto raggiungendo il mio sogno! Ho avuto solo bisogno di una spinta personale, un po’ di fiducia in me e la collaborazione con altri colleghi. Inoltre, chiedere al professore di latino qualche dritta mi ha aiutato con l’esame di lingua! A volte basta poco, serve guardare i problemi dalla giusta prospettiva”

Per avere una panoramica più professionale della crisi universitaria abbiamo fatto qualche domanda alla dott.ssa Negrillo, psicologa. Dottoressa, le è capitato di ricevere ragazzi che chiedevano aiuto perché vittime della crisi universitaria o simili?

“Si, è successo e non raramente purtroppo. Intendiamoci: non è un grave problema. È una fase che molti studenti attraversano ma che, a seconda del carattere, viene affrontata singolarmente in maniera diversa. C’è chi reagisce con determinazione, chi si abbatte e si blocca.”

Per quali motivi alcuni studenti si trovano in crisi?

“Gli studi universitari costituiscono, solitamente, un periodo di transizione: dall’età scolare a quella lavorativa. Nel momento in cui si entra a contatto con ciò che si studia e, dunque, con ciò che si decide di voler essere nel proprio futuro possono sorgere dei dubbi, delle incertezze. Il fatto che gli esami, i laboratori e i tirocini non sempre vanno a buon fine (bocciature, ostacoli, ecc…) possono sembrare allo studente delle prove attraverso cui capire se ciò che si sta scegliendo di fare è o no la cosa più giusta per se stessi. Da qui i problemi, i dubbi e, quindi, la crisi. Superare gli esami, insomma, funzionano da conferma; può capitare che se non vanno come si spera, la fiducia in se stessi inizi a scarseggiare.”

Consiglia ai ragazzi in crisi di rivolgersi ad uno psicologo?

“Non tutti siamo in grado di trovare la forza sufficiente per superare la crisi. Noi psicologi possiamo aiutare lo studente a ritrovare consapevolezza nei suoi stati emotivi, capacità fronteggiare emozioni pericolose o di disturbo, efficienza, autostima, nuova immagine di sé e, cosa molto importante per gli studi, riuscire a capire cosa del risultato ottenuto dipende o no dallo studente.”

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto