Decreto Scuola 2013. Novità del decreto scuola: bonus, spese scolastiche e immissioni in ruolo

Redazione Controcampus 13 Settembre 2013

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto scuola, presentato dal Ministro dell'Istruzione, Maria Chiara CarrozzaNel prossimo piano triennale di immissioni in ruolo 69mila posti e grande attenzione agli insegnanti di sostegno (26mila posti).

Novità anche in materia di libri di testo, edilizia scolastica, connettività wireless delle aule. Un’operazione da 400 milioni di euro, che sarà finanziata dall’accisa sugli alcolici. Ecco i dettagli.

Vale 400 milioni di euro l’operazione scuola prevista dal decreto scuola comprendente misure urgenti per scuola, università e ricerca approvato il 9 settembre scorso dal Consiglio dei Ministri.

Premier e ministro hanno salutato con soddisfazione l’approvazione del decreto scuola. Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del presidente del Consiglio, Enrico Letta e del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Maria Chiara Carrozza, un decreto legge dal titolo “L’Istruzione riparte” che punta a garantire un miglior avvio del nuovo anno scolastico e accademico. Ma anche a gettare le basi per la scuola e l’università del futuro, restituendo ai settori della formazione centralità e risorse.

Enrico Letta

Enrico Letta

“Ci interessa ricominciare a investire sulla scuola e l’istruzione dopo anni di tagli perché si tratta di interventi centrali per il rilancio del nostro Paese. Abbiamo messo a punto alcune prime risposte, ne verranno altre”. Questo il commento a caldo del Premier Letta, che aggiunge: “l’applicazione della Costituzione sul diritto allo studio è all’inizio del nostro provvedimento”. “Sono commossa e orgogliosa per essere il Ministro che ha riportato l’istruzione al centro dell’agenda politica e grata a tutto il Consiglio dei ministri per aver lavorato intensamente per ottenere questo risultato. È stata un’azione collegiale per permettere il rilancio della pubblica istruzione italiana”, dichiara il Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza al termine del Cdm.

Ecco nel dettaglio quanto previsto nel Decreto Scuola 2013 del Ministro Carrozza

  • Drecreto Scuola 2013, le misure per famiglie e studenti:
    • Come anticipato dal Ministro Carrozza, la parte più urgente del decreto sarà indirizzata a famiglie e studenti  e verterà in larga parte sul costo dell’istruzione. Una manovra che si spera finalmente risolutiva, con conseguente stop alle sofferenze economiche che famiglie e studenti tutti hanno dovuto affrontare in questi ultimi anni, soprattutto sotto il versante della spesa scolastica.
    • Il Governo Letta ha sbloccato, con il Decreto Fare, importanti finanziamenti da destinare al comparto scuola. Proprio l’aumento di questi finanziamenti, avanza qualcuno, potrebbe comportare l’abolizione dei contributi scolastici. Sarà vera gloria? Di certo la cifra, per quanto considerevole, non autorizza grosse aspettative circa uno stop definitivo delle richieste di contributi che, ricordiamolo, superano in molti casi i 100 euro ad alunno, ma si spera almeno in una più che probabile riduzione degli stessi. In arrivo anche un incremento dei fondi per le cosiddette “spese di funzionamento” (toner, fotocopie…), che attraverso il “contributo volontario” richiesto ai genitori, ogni anno, finiscono per pesare sulle famiglie.
  • Decreto scuola 2013. Novità caro libri scolastici
    • La vera rivoluzione riguarda i libri di testo. Si punterà per ridurre la spesa complessiva delle famiglie per l’acquisto dei libri di testo. L’allarme principale proviene dall’esosità dei libri, seguiti a ruota dai costi della cancelleria e degli abbonamenti ai mezzi di trasporto. Stando ai sondaggi, l’ammontare complessivo della spesa scolastica che anche quest’anno gli studenti italiani saranno chiamate ad affrontare spiazza circa 8 famiglie su 10. Il costo dei testi scolastici è dato in rialzo (+5% rispetto all’anno scorso).
    • Lievitati anche il prezzi del materiale scolastico, dagli zaini agli articoli di cartoleria. ”Merito”, sostengono i più,  degli editori scolastici, cui viene imputata la responsabilità maggiore dei prezzi troppo salati, come anche della pubblicazione annuale di nuove edizioni spesso e volentieri inutili. Seguono gli insegnanti, rei di imporre ai ragazzi l’acquisto di un numero esageratamente alto di libri di testo, senza poi di fatto riuscire a utilizzarli tutti nel corso dell’anno scolastico. Le critiche non risparmiano neppure il Ministero dell’Istruzione che, pur prevedendo dei tetti alla spesa scolastica, ha spesso mantenuto rispetto alla questione un atteggiamento remissivo e distaccato, senza riuscire ad organizzare politiche di maggiore controllo sulle scuole.
  • Decreto Scuola 2013. Abbassati i tetti di spesa scolastica
    • Bypassare la questione caro libri no, ma attenuarne gli effetti sì. Si punterà a fissare un tetto massimo al costo totale dei testi adottati finalmente credibile e a ribadire l’illegalità di alcune richieste. In base al nuovo Pacchetto Scuola, insomma, per il nuovo ordinamento, si oscillerà da un minimo di 193 ad un massimo di 382 euro per l’acquisto dei libri del liceo classico e dai 223 ai 320 euro per quelli del liceo scientifico.
    • Spendere meno le famiglie degli studenti degli istituti professionali, specie di quelli iscritti al settore industria e artigianato che destineranno ai libri dai 142 ai 254 euro. A respirare, infine,  anche i portafogli dei genitori dei ragazzi che frequentano gli istituti tecnici che per l’acquisto dei libri scolastici non dovrebbero affrontare una spesa superiore ai 320 euro.
  • Decreto Scuola 2013. La novità dei libri in comodato d’uso
    • Sul fronte dei libri di testo,in sostanza,  gli studenti potranno per quest’anno utilizzare liberamente libri di testo nelle edizioni precedenti, purché conformi alle Indicazioni nazionali.  Vi libera poi alla creazione di una rete interscolastica per il comodato d’uso, una misura che affiancherà le borse di studio già previste in base al reddito: il Ministero assegnerà direttamente alle scuole la somma di 2,7 milioni di euro nel 2013 e 5,3 milioni nel 2014 per l’acquisto, anche tra reti di scuole, di libri adottati dal collegio dei docenti, ovvero dispositivi per la lettura di contenuti digitali, da concedere in comodato d’uso ad alunni individuati sulla base dell’indicatore Isee. Cambiano le regole sui tetti di spesa: d`ora in poi dovranno essere i dirigenti scolastici ad assicurarne il rispetto non approvando le delibere del collegio dei docenti che ne prevedono il superamento. I testi cosiddetti ‘consigliati’ potranno essere richiesti agli studenti solo se avranno carattere di approfondimento o monografico. Infine, l’adozione dei testi scolastici diventa facoltativa: i docenti potranno decidere di sostituirli con altri materiali.
  • Decreto Scuola 2013. Welfare dello studente
    • La notizia clamorosa riguardo lo stanziamento di 100 milioni di euro per aumentare il Fondo per le borse di studio degli studenti universitari a partire dall’anno prossimo e per gli anni successivi. “Vogliamo aiutare gli studenti medi, con contributi per viaggi, ristoranti, tutto ciò che può aiutare chi deve trasferirsi in un’altra città per poter proseguire la propria formazione ”, ha precisato entusiasticamente il Ministro Carrozza. 15 i milioni previsti per il programma per garantire agli studenti capaci e meritevoli ma privi di mezzi il raggiungimento dei più alti livelli di istruzione.
    • I fondi saranno assegnati sulla base di graduatorie regionali e serviranno per coprire spese di trasporto e ristorazione. Alle erogazioni potranno accedere gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Altri 15 saranno invece destinati agli istituti superiori per potenziare la connettività wireless. 6 milioni, infine, anche agli studenti iscritti alle scuole di alta formazione artistica, musicale e coreutica con una graduatoria per l’assegnazione di specifiche borse di studio. Le borse saranno erogate in base alla condizione economica e al merito artistico degli studenti. È prevista una graduatoria nazionale di assegnazione. Altri fondi aggiuntivi saranno destinati all’apertura pomeridiana delle scuole. Decreto Scuola 2013. Diritto allo studio e studenti immigrati Concessi permessi di soggiorno “garantiti” agli extra comunitari per l’intera durata dei corsi di formazione o specializzazione. La misura  ha come scopo quello di aumentare l’attrattività formativa dell’Italia: “Così si rende competitivo il nostro sistema universitario”, esulta il Ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge.
  • Decreto Scuola 2013. Procedure di assunzione ed immissioni in ruolo per 69mila docenti
    • Si attendevano novità sul fronte assunzioni, richiesta esaudita. Il Governo si impegna a definire un nuovo piano triennale di assunzioni da 69mila posti. Prevista, in particolare, l’immissioni in ruolo per gli anni 2014-2016 di 16mila ausiliari tecnici e amministrativi (Ata). Scopo: garantire la continuità nell`erogazione del servizio scolastico agli alunni disabili (sono oltre 52.000 gli alunni oggi assistiti da insegnanti che cambiano da un anno all’altro). Il piano terrà conto dei posti vacanti e disponibili in ciascun anno e dei pensionamenti. Iniezione forse insufficienti a risolvere l’allarme precariato, ma pur sempre superiore a quelle avutesi nell’ultimo periodo. Un’ulteriore opportunità di sbocco per tanti precari che affollano graduatorie e concorsi. Annunciata anche la partenza “vicina” di un nuovo corso di specializzazione sul sostegno, bloccato finora dal declassamento dei docenti inidonei, che ripartirà a partire dal gennaio 2014.
    • Cambia la procedura di assunzione dei dirigenti scolastici: i presidi saranno selezionati attraverso un corso/concorso di formazione della Scuola Nazionale dell’Amministrazione.  Frattanto nelle regioni in cui i concorsi non sono ancora terminati, per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico, saranno assegnati incarichi temporanei a reggenti assistiti da docenti incaricati, esonerati dall’insegnamento. Decreto Scuola 2013. Lotta alla dispersione scolastica.
    • Approvato uno stanziamento di 15 milioni (3,6 per il 2013, 11,4 per il 2014) per la lotta alla dispersione scolastica e scuole chiamate a riaffermare con forza la propria centralità nella vita giovanile attraverso programmi di educazione “di qualità”. Si parla di un Programma di didattica integrativa che contempla il rafforzamento delle competenze di base e metodi didattici individuali e il prolungamento dell`orario per gruppi di alunni nelle realtà in cui è maggiormente presente il fenomeno dell`abbandono e dell’evasione dell’obbligo, con attenzione particolare alla scuola primaria. Tradotto non solo sport, ma anche attività all’interno di musei, fondazioni e siti di interesse storico, culturale e archeologico per le quali nel 2014 si provvederà ad un finanziamento da 3 milioni. Ulteriori13,2 milioni (3,3 per il 2014 e 9,9 per il 2015) andranno, invece, al potenziamento dell’insegnamento della geografia generale ed economica.
  • Decreto Scuola 2013. Più Borse di studio, niente bonus maturità
    • Spicca l’abolizione con effetto immediato  del contestatissimo bonus maturità. Nella tornata di test d’ingresso a numero chiuso in corso in questi giorni nei nostri atenei non si terrà conto del voto conseguito all’esame di Stato. Rimandato, quindi, il Decreto ministeriale siglato lo scorso giugno, ma il Ministero ha scelto di fare dietrofront e abolire il bonus, spiegando che l misura “aveva creato solo sperequazioni”. Se ne parlerà nei prossimi mesi quando si tenterà di valorizzare in qualche maniera il curriculum scolastico, magari con borse di studio. Nessun provvedimento, invece,  per quanto concerne l’ipotesi di una prossima eliminazione del numero chiuso nelle università.  Il Ministro Carrozza predica prudenza: ”Il tema del numero programmato è un tema complessivo, ma necessita di una riflessione e sicuramente il decreto non è la sede adatta”.
    • Buone notizie per i medici specializzandi, che vedranno l’importo dei loro contratti determinato a cadenza triennale e non più annuale a partire dall’anno accademico 2013/2014. Circa l’ammissione alle scuole di specializzazione la notizia è che a partire da quest’anno si procederà sulla base di una graduatoria nazionale.
    • Decreto Scuola 2013. Edilizia scolastica Pioggia di provvedimenti  anche sul fronte edilizia scolastica. Scopo incoraggiare interventi straordinari di ristrutturazione e messa in sicurezza di istituti scolastici.  Sulla stessa scia, i finanziamenti potranno essere utilizzati per costruire anche nuove scuole. Le Regioni, nello specifico, potranno stipulare mutui trentennali con la Bei, la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa e la Cassa Depositi e prestiti.
    • Previsti inoltre contributi pluriennali per 40 milioni di euro annui per la durata dell’ammortamento del mutuo, a partire dal 2014.  Gli edifici utilizzati come sede di attività didattica dalle istituzioni scolastiche paritarie gestite da Onlus sono esentate dal pagamento dell`imposta municipale sugli immobili. Norme  che comporteranno un’ inevitabile dimensionamento delle scuole, per ottemperare alle recenti sentenze della Corte costituzionale e soddisfare le richieste delle Regioni.
  • Decreto Scuola 2013. Formazione e didattica
    • Dieci milioni per il 2014, invece, lo stanziamento alla formazione del personale scolastico. Il provvedimento punta a rafforzare le competenze digitali degli insegnanti, a formazione in materia di percorsi scuola-lavoro e la preparazione degli studenti nelle aree ad alto rischio socio-educativo. Ancora, 6,6 milioni (1,6 per il 2013 e 5 per il 2014) saranno destinati immediatamente all`orientamento degli studenti della scuola secondaria di secondo grado. Coinvolto l’intero corpo docente ma anche le Camere di commercio e le Agenzie per il lavoro. Attività eccedenti l`orario obbligatorio adeguatamente remunerate. L’orientamento partirà già dal quarto anno. Le scuole dovranno inserire le loro proposte in merito nel piano dell’offerta formativa.
  • Decreto Scuola 2013. No al Fumo. Bocciata la sigaretta elettronica a scuola
    • A confermare la particolarità del DL Scuola, anche alcuni provvedimenti  cosiddetti “minori”. Il più sorprendente quello voluto dal Ministro della Salute Lorenzin, che vieta il fumo negli spazi scolastici, compresi i cortili. Bocciatura secca per le sigarette elettroniche  equiparate dal provvedimento alle sigarette normali: pena multe salate, i cui proventi saranno investiti nella prevenzione. “L’idea è che le scuole diventino sempre più portatrici di campagne per la tutela della salute”, la spiegazione del Ministro.

Restano irrisolte, almeno per ora, la questione “quota-96” (i pensionati bloccati dalla Riforma Fornero) e la riapertura delle graduatorie d’istituto per le supplenze in favore dei nuovi abilitati dal Tirocinio Formativo Attivo (i famosi TFA).

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto