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24 settembre 2013

Unitn. Incontro ISGEP all’Unitn: mercati internazionali: spinte e ostacoli per le imprese

Università degli Studi di TRENTO – Mercati internazionali: spinte e ostacoli per le imprese

A Trento l’ottavo incontro della rete di ricercatori europei ISGEP (International Study Group on Exports and Productivity).

All’incontro dell’Unitn, saranno presentati e discussi gli studi più recenti. I lavori si terranno giovedì 26 e venerdì 27 settembre al Dipartimento di Economia e Management Unitn

La difficoltà di accesso al credito di un’impresa, ne frena la spinta all’export. Le imprese, anche se piccole, di fronte a una riduzione delle tasse, tendono ad affacciarsi sui mercati esteri. Una ridotta salute finanziaria mina la capacità di competere sui mercati stranieri. Sono alcune delle evidenze che emergono dagli studi più recenti sulla relazione tra aspetti finanziari e internazionalizzazione delle imprese. Studi che saranno presentati e discussi a Trento nell’ottavo incontro annuale di ISGEP (International Study Group on Exports and Productivity). I lavori si terranno giovedì 26 e venerdì 27 settembre al Dipartimento di Economia e Management dell’Unitn (via Inama, 5). Saranno presenti ricercatori provenienti da Italia, Spagna, Francia, Irlanda, Portogallo, Slovenia, Norvegia, Cile, Nuova Zelanda e Gran Bretagna.

ISGEP rappresenta una rete internazionale di collaborazione tra ricercatori che si interessano di condizioni ed effetti dell’internazionalizzazione d’impresa. «Il principale punto di contatto tra i vari gruppi di ricerca – spiegano Stefano Schiavo e Chiara Tomasi, economisti dell’Unitn e organizzatori del convegno – è il lavoro empirico a partire da microdati, cioè informazioni sulle singole imprese. L’analisi economica più recente, infatti, ha mostrato come questo tipo di approccio sia fondamentale per comprendere appieno la competitività internazionale dei vari Paesi». All’Unitn è attivo il laboratorio Stein (Strategy, Entrepreneurship and Innovation Lab), gruppo che riunisce componenti del  Dipartimento di Economia e Management e della Scuola di Studi Internazionali, impegnati sui temi dell’internazionalizzazione delle imprese.

Alcuni elementi per inquadrare il tema. «Lavori recenti – affermano Schiavo e Tomasi – mostrano che i vincoli finanziari (ovvero difficoltà di accesso al credito) riducono la probabilità di esportare del 39% e il volume degli scambi del 38%. Altri studi mettono in evidenza che l’accesso al credito ha un impatto su molte delle decisioni d’impresa, tutte rilevanti per la competitività internazionale di un sistema economico (dalla decisione/capacità di esportare o meno, al numero di prodotti esportati e alle destinazioni, dagli investimenti all’innovazione alla qualità dei prodotti), nonché sulla capacità delle imprese di cogliere opportunità (per esempio di beneficiare di una riduzione del tasso di cambio o entrare in un nuovo mercato)».
Schiavo e Tomasi riprendono: «Un altro lavoro mostra come una riduzione delle tasse mirata alle piccole imprese (implementata in Francia all’inizio degli anni 2000), seppur limitata (si dimezza l’aliquota, dal 38 al 19%, sui primi 38mila euro di profitti) aumenta del 5% la probabilità che imprese che non hanno mai esportato si affaccino per la prima volta sui mercati esteri».

Riguardo all’Italia «il ruolo centrale del settore bancario nel finanziamento dell’economia – osservano Schiavo e Tomasi – aggrava i rischi che una crisi finanziaria abbia effetti sull’economia reale. Ne parleremo al convegno. Il fatto è che in Italia il credito bancario rappresenta oltre due terzi dei debiti finanziari delle aziende, rispetto a circa un terzo in Francia e Regno Unito e alla metà in Germania. Delle stime sui dati italiani dicono che le imprese finanziariamente vincolate esportano tra il 40 e il 50% in meno di prodotti rispetto a quelle non vincolate, coprendo un numero di destinazioni di circa il 60% inferiore. I risultati sembrano, inoltre, confermare una minore capacità di fronteggiare shock negativi e una conseguente maggiore propensione (da parte delle imprese con limitato accesso al credito) a uscire dai mercati stranieri (riducendo il numero di prodotti e/o di destinazioni). La probabilità di eliminare un prodotto o un Paese è rispettivamente del 15% e del 13% superiore rispetto alle imprese non vincolate. Gli stessi dati dicono che i prezzi all’esportazione delle imprese con problemi finanziari sono circa il 17% superiori rispetto a quelli fissati dalle imprese più sane, così che una ridotta salute finanziaria mina la capacità delle imprese di competere sui mercati». Informazioni: unitn

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