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31 ottobre 2013

La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa scegliere la ricerca per il 5 per mille

Scuola Superiore Sant’Anna PIisa – Grazie alle scelte dei cittadini a margine delle dichiarazioni dei redditi degli anni scorsi, Emma Lazzeri e Giorgia Balboni sono state individuate come destinatarie dei fondi per sviluppare attività con importanti ricadute a livello sociale

Studenti Scuola Superiore Sant’Anna

Studenti Scuola Superiore Sant’Anna

Con il “5 per mille” a sostegno della ricerca arrivano i finanziamenti per due progetti al femminile sulla rilevazione dei movimenti del terreno e per favorire la microimprenditorialità nei paesi in via di sviluppo

La Scuola Superiore Sant’Anna aveva invitato i cittadini a sceglierla come istituzione destinataria della scelta e della conseguente raccolta dei fondi del “5 per mille”, a margine della dichiarazionedei redditi, annunciando che la cifra sarebbe stata utilizzata per contribuire al finanziamento di progetti di giovani ricercatori.

Oggi la Scuola Superiore Sant’Anna rende conto di quella “promessa”, mantenuta “al femminile”. Sono di Emma Lazzeri e di Giorgia Barboni i due progetti  selezionati nell’ambito dell’iniziativa “5 per mille a sostegno della ricerca e dei ricercatori” e oscillano fra applicazioni della fotonica e definizione di strumenti finanziari per agevolare lo sviluppo. Se i due progetti, uno di ingegneria e un altro di economia, presentano un dato comune è la prossima, significativa ricaduta a livello sociale.

“Photonic Assisted Radar for Environment moNitoring enabling disasTer prevention and risk assessment” (Parent) è il titolo del progetto elaborato da Emma Lazzeri, ricercatrice all’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’lnformazione e della Percezione (Tecip) per sviluppare un sistema di monitoraggio remoto,  non invasivo e continuo, basato su tecnologia fotonica. Il sistema trova la sua applicazione nella rilevazione dei movimenti del terreno come vibrazioni, cambiamenti della forma della Terra, frane, cedimenti di pareti rocciose o di terreni, terremoti, spostamenti di ghiacciai e valanghe. Nell’ambito dell’ingegneria civile potrà essere utilizzato in diversi campi, come per il monitoraggio strutturale di dighe, ponti ed edifici. Le ricadute e le applicazioni del progetto rientreranno sia negli ambiti economici sia in quelli sociali. Il sistema potrà fornire dati più accurati e comunque molto dettagliati rispetto all’attuale stato dell’arte di tecnologie simili.  I dati saranno poi elaborati in maniera opportuna per migliorare la prevenzione e la valutazione dei rischi legati a disastri ambientali, con una potenziale diminuzione dei danni.Emma Lazzeri ha conseguito nel 2013 il dottorato in Ingegneria dell’Informazione, indirizzo telecomunicazioni, presso l’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’lnformazione e della Percezione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed è attualmente assegnista di ricerca della Scuola. È co-autrice di oltre 30 pubblicazioni in riviste scientifiche e atti di congresso internazionali, 3 brevetti e due capitoli di libri nel settore della fotonica.

Sulla comprensione dell’efficacia di alcuni degli strumenti finanziari utilizzati nei Paesi in via di sviluppo per promuovere il risparmio e per favorire la microimprenditorialità tra soggetti esclusi dal mercato creditizio ordinario – quali, ad esempio, prodotti di risparmio ad hoc e microcredito – e la loro applicabilità nel contesto dei paesi sviluppati focalizza la sua attenzione il progetto “Analisi strumenti di inclusione finanziaria in paesi sviluppati e in via di sviluppo”, messo a punto da Giorgia Barboni, ricercatrice all’Istituto di Economia. Il progetto affronta l’argomento sia da un punto di vista teorico sia empirico, più pratico, e si inserisce – in via più generale – nell’ambito della cosiddetta “Economia dello Sviluppo”, per indagare il rapporto tra Paesi in via di sviluppo e Paesi sviluppati, e nell’ambito della micro finanza, per le implicazioni sul comportamento presente e futuro atteso dai soggetti coinvolti. Ha risvolti anche per l’ “economia comportamentale” e, da un punto di vista metodologico, si presenta affine all “economia sperimentale”. Giorgia Barboni ha conseguito nel 2012 il dottorato in Economia presso l’International Doctoral Program in Economics, organizzato dall’Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna. Qui ha iniziato il suo lavoro di ricerca concentrandosi sui temi dell’Economia dello Sviluppo, dell’Economia comportamentale e dell’Economia sperimentale, che ha poi approfondito per la stesura della sua tesi di dottorato. La ricerca ha già prodotto alcuni papers, attualmente in fase di pubblicazione.

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