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17 ottobre 2013

Sigarette Aumento di 40 centesimi. Nuova stangata sulle sigarette dalla Legge di Stabilità

Paolo Emilio Russo

La Legge di Stabilità “stabilisce” un nuovo record e propone l’aumento delle sigarette di 40 centesimi

Nuova “cattiva” per i fumatori indenni dalla tentazione della pluri “criticata” sigaretta elettronica e che ancora sono vittime dell’amata “bionda”.

Dopo le varie stangate a cui il Governo sta ormai “abituando”, arriva oggi l’ennesima sorpresa direttamente dal collegato fiscale dell’ormai nota Legge di Stabilità: l’aumento delle sigarette!

A breve, infatti, a colpire il mondo della nicotina, un aumento senza pari del costo delle sigarette: ben 40 centesimi in più per un pacchetto. L’aumento delle sigarette sarà applicato a partire dal 1° Gennaio 2014.
Responsabile “capo” di questa decisione di aumentare il costo delle bionde, il Ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni.

Ma non è tutto. Se l’aumento delle sigarette (pacchetto da 20 e 10) di 40 centesimi desta già perplessità, lascerà perplessi la notizia che si tratta, in realtà, di una sola delle tre “mosse” che verranno poste in essere nel medio periodo. Dopo il primo aumento di Gennaio, ci sarà, infatti, un ulteriore aumento di 20 centesimi nel 2015 ed ulteriori 20 saranno applicati nel 2016.

Coinvolti nel piano di aumento delle sigarette, non solo i pacchetti, ma anche i trinciati solitamente scelti dai più per l’economicità del prodotto rispetto alla sigaretta già bella e fatta!
Interessante apprendere, inoltre, che il “problema” sarà soprattutto per i fumatori abituati a fumare “economico”. Le sigarette che maggiormente subiranno il “colpaccio”, saranno infatti, le più economiche sul mercato da sempre.

Infatti, come spiega Paolo Emilio Russo, caporedattore di Libero che per primo ha portato sul tavolo della discussione il tema, “L’ammontare delle tasse sulle «bionde» è da sempre sommatoria di due elementi: un elemento fisso, detto accisa specifica, e un elemento proporzionale al prezzo di vendita al pubblico, detta accisa ad valorem. Le disposizioni contenute nella bozza di collegato fiscale scritta dal Tesoro prevedono un aumento dell’accisa specifica sul prezzo medio ponderato dall’attuale 6% al 30% del totale e cambiano, di fatto, gli equilibri del mercato. Il comma 4 cambia infatti il parametro a cui è riferita l’accisa del 58,5%: non sarà più riferita alle sigarette della «classe di vendita più richiesta dai consumatori», bensì sul prezzo medio ponderato”.

“Poiché  – continua il caporedattore – attualmente su questa cifra l’incidenza dell’accisa è del 58,2%, si viene a determinare un incremento dell’incidenza dell’accisa di 0,3 punti percentuali. Un pacchetto di sigarette oggi varia tra i 4 e i 5 euro e il nuovo sistema finisce per avvantaggiare i produttori di bionde più care – che quindi sono sopra il «prezzo medio» e si vedranno addirittura diminuire in qualche caso la tassazione, e svantaggiare le marche low cost, cui saranno aumentate le tasse. I consumatori più colpiti saranno dunque quelli che fino ad oggi si rivolgevano a prodotti con fasce di prezzo più basse, che si ritroveranno a gennaio a fare fronte ad aumenti superiori ai 50 centesimi al pacchetto nel 2014 e di altri 20 centesimi almeno per i due anni successivi. SOPRA I 5 EURO L’effetto principale è che, per come è stato concepito, l’intervento del governo di Enrico Letta colpirà prevalentemente le sigarette che oggi risultano meno costose e porterà tutti i produttori a far pagare i pacchetti almeno cinque euro. Diminuirà il differenziale di prezzo tra le varie marche. In Grecia una operazione simile ha comportato il crollo dei consumi e, dunque, degli introiti. […]

“Oggi, però, le cose stanno cambiando. Rincaro dopo rincaro, infatti, il gettito dei tabacchi, cioè la cifra incassata dallo Stato con le tasse sulle sigarette, ha cominciato ad avere il segno meno davanti. Nei primi 8 mesi del 2013 le entrate sono scese del del 6,1%, con un “buco” di ben 455 milioni di euro. Ma il crollo è iniziato già nel 2012. […] I commi dell’articolato del collegato fiscale che interessano le accise su sigarette e tabacco trinciato sono l’1 e 2 e quelli dal 4 all’8 che modificano l’articolo 39-octies del Testo Unico delle accise. L’incremento del prezzo è la risultanza di una serie di interventi. Il comma 5, contemporaneamente, aumenta del 9% la tassa minima sulle sigarette, calcolata per chilogrammo, che equivale convenzionalmente a 1000 sigarette: oggi è di 125,7 euro, salirà a 140 dal 2014 e di altri 5 euro negli anni successivi”.

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