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19 ottobre 2013

Aumento delle sigarette a gennaio. Nuovo aumento delle sigarette e tabacco nella legge di stabilità

A partire dal gennaio 2014 sarà applicato un nuovo aumento delle sigarette.

Ragazzi fumano

Ragazzi fumano

E’ nella nuova legge di stabilità del governo Letta la nuova stangata per i fumatori, previsto a partire dal nuovo anno l’aumento delle sigarette, in particolare su quelle più economiche sul mercato e sul trinciato, secondo quella che è la decisione presa dal Ministro dell’Economia, Fabrizio Sarcomanni.

Nello specifico, l’aumento delle sigarette andrebbe a colpire soltanto i pacchetti di sigarette low cost (quelle senza brand), e il trinciato.

L’aumento delle sigarette è del 18,7 % ripartito in tre mosse:

  • Aumento delle sigarette nel 2014: è previsto un aumento di 40 centesimi in più a partire dal gennaio 2014,
  • Aumento delle sigarette nel 2015: previsto un ulteriore aumento di 20 centesimi nel 2015
  • Aumento delle sigarette nel 2016: e ancora un aumento di altri 20 centesimi nel 2016;

Mentre per il trinciato si passerà da un attuale costo di 105,3 euro al chilogrammo a 125 euro nel 2016.

Ma ci si chiede se il rincaro dell’accisa sul tabacco e dunque l’aumento delle sigarette, previsto dalla modifica della Direttiva Europea rappresenti un deterrente in più per scoraggiare i fumatori a smettere o un ulteriore manovra volta a rimpolpare le finanze italiane come già sta facendo?

Il sottosegretario all’Economia, Giorgetti, è stato chiaro su questo punto: sul tema del tabacco si hanno “obiettivi inesorabilmente diversi” tra Ministero dell’Economia e Ministero della Salute. Per cui il governo nell’intraprendere questa misura non prevede che un aumento dei prezzi sia direttamente proporzionale a una diminuzione dei consumi. Perché, se così fosse, il fine della proposta sarebbe vano. Il rincaro dell’accisa sul tabacco e aumento delle sigarette infatti, rientrerebbe tra le manovre della Legge di Stabilità, volte a ridurre la pressione fiscale dal 44,3% al 43,3%. Sarebbe fuorviante, dunque, pensare ad una manovra atta a recare benefici alla salute degli italiani. La proposta di aumento delle sigarette è invece nient’altro che un mezzo per aumentare la percentuale delle entrate della pubblica amministrazione derivate dal commercio legale del tabacco lavorato.

“Le disposizioni contenute nella bozza di collegato fiscale scritta dal Tesoro prevedono un aumento dell’accisa specifica sul prezzo medio ponderato dall’attuale 6% al 30% del totale e cambiano, di fatto, gli equilibri del mercato.” – dichiara Paolo Emilio Russo –

Dunque, se il fumo nuoce gravemente alla salute, stavolta nuoce anche al portafoglio dei consumatori. E se di solito le tasse vengono per nuocere, stavolta possono essere interpretate come un buon motivo per smettere di fumare.

Cecilia Capri

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