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10 ottobre 2013

Simulazione salva vita. Trombosi dello stent: la simulazione numerica potrà prevederla

Le simulazioni che cambiano la vita. Trombosi dello stent: una simulazione numerica potrà prevederla

Simulazione

Simulazione

Il 21 e 22 ottobre all’Hotel Parchi del Garda a Pacengo del Garda (VR) la 29esima edizione della CAE Conference  è l’occasione per un focus sulla cultura della tecnologia e della simulazione estesa a tutti i settori della vita, da quello lavorativo a quello quotidiano.

Quattro ricercatori del Politecnico di Milano presenteranno come è possibile prevedere uno dei rischi maggiori delle moderne procedure cardiologiche. Tanti gli italiani protagonisti di un evento che riunirà i rappresentanti delle industrie di punta mondiali e i  maggiori esperti del mondo di simulazione e di sperimentazione virtuale, motore principe dell’innovazione e della crescita sociale ed industriale. Al via la prima edizione della Aerospace and Deefence week.

Sono delle piccolissime strutture metalliche cilindriche a maglie che vengono introdotte nei vasi sanguigni e fatte espandere per riattivare la circolazione in caso di occlusione. Sono gli stent, invenzioni che hanno cambiato la storia della cardiologia moderna. Oggi utilizzati in tutto il mondo per la loro capacità di salvare migliaia di vite ogni anno, portano con sé una pericolosa insidia, data dal rischio di una loro rottura in fase di applicazione o postuma, causata per esempio dai ripetuti movimenti delle articolazioni. La rottura dello stent causa una ri-occlusione dell’arteria, cioè una stenosi dello stent, fenomeno temuto dai cardiologi di tutto il mondo, in grado di mettere nuovamente a rischio la vita del paziente.

Al Politecnico di Milano quattro ricercatori stanno studiano una simulazione numerica, in grado di prevedere il comportamento biomeccanico degli stent periferici durante le varie sollecitazioni, tenendo conto della peculiarità di ogni paziente. Una simulazione che potrebbe diventare parte integrante del lavoro dei cardiologi, dalla fase di pianificazione dell’intervento endovascolare fino a tutto il follow-up post intervento, rivoluzionando la pratica clinica quotidiana e le aspettative di vita delle migliaia di persone che ogni anno devono fare i conti con trombosi e occlusioni arteriose.

Ma il futuro degli stent è solo uno dei tanti temi che verranno trattati in occasione della 29 esima edizione dell’International CAE Conference, evento di riferimento per il mondo della sperimentazione virtuale e del CAE (Computer‐aided engineering, ovvero dell’ingegneria assistita dal computer), che si terrà il 21 e 22 ottobre all’Hotel Parchi del Garda Pacengo del Garda (VR) Una full immersion nel mondo delle simulazioni, motore essenziale dello sviluppo e dell’innovazione di prodotti, processi e servizi in tutti i campi, dall’aeronautica alle costruzioni, dai trasporti all’energia fino alla medicina.

Le tecnologie di simulazione stanno diventando onnipresenti nelle applicazioni industriali e la loro integrazione sta diventando sempre più rilevante per raggiungere la vera innovazione di prodotto e di processo – racconta Stefano Odorizzi, direttore scientifico della conferenza e CEO di EnginSoft Spa – La CAE Conference rappresenta uno dei più rilevanti appuntamenti in Europa per quanto riguarda le tecniche di simulazione numerica e il loro ruolo nel plasmare il futuro della ricerca e dello sviluppo industriale Si tratta di un evento chiave per gli ingegneri, analisti, progettisti, responsabili IT, professori, ricercatori e studenti di tutto il mondo”.

Ad aprire i lavori, che daranno avvio anche alla Settimana Aerospace organizzata in collaborazione con Torino Piemonte Aerospace www.torinopiemonteaerospace.com, sarà l’astronauta italiano Maurizio Cheli, che ha all’attivo più di 360 ore di volo spaziale anche a bordo dello Space Shuttle e 4.500 ore di volo a bordo di più di 50 prototipi di velivoli ad alte prestazioni. Tra gli obiettivi dell’evento, infatti, c’è anche quello di dare avvio ad un tavolo tecnico con le aziende del comparto aerospaziale con l’intento di contribuire a fare sistema con industria, comunità scientifiche e istituzioni per intensificare gli sforzi comuni e garantire la leadership italiana.

Tra gli italiani illustri protagonisti della conferenza, spicca anche Gianluca Iaccarino, cervello italiano che ha trovato il successo negli Stati Uniti, dove dal 2007 insegna Ingegneria Meccanica alla Stanford University. Qui si occupa in particolare di Exascale Computing applicata al campo della Green Energy, con l’intento di arrivare ad un’efficace programmazione dei calcolatori tramite progettazione di algoritmi che tengano conto dell’incertezza del mondo reale e della variabilità. Grazie ad un finanziamento del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, Iaccarino sta lavorando a un progetto per esplorare i confini del calcolo scientifico in preparazione per il lancio nel 2018 di una nuova classe di macchine mille volte più potenti e più veloci di quelle attuali. Queste macchine potrebbero consentire di risolvere il problema più impegnativo con cui la fisica moderna deve fare i conti: ridurre gli sprechi degli attuali impianti solari e termici, concentrando la radiazione solare su una superficie solida e trasferendo energia ad un fluido per poi  produrre energia elettrica. Alcune speciali particelle fini in sospensione nel fluido potrebbero infatti assorbire la luce solare e trasferire direttamente il calore in modo uniforme in tutto il volume del fluido. Questa tecnica consentirebbe maggiore assorbimento di energia e velocità di trasferimento, che finirebbe per aumentare l’ efficienza del sistema complessivo .

Tra gli altri italiani che interverranno, ci saranno anche Paolo Belluta, ricercatore della Nasa, del team di scienziati al lavoro sul progetto Curiosity che esplorerà il pianeta Marte in dettaglio, di Francesco Iorio, che ha progettato i sistemi antisismici adottati sulla Torre ISOZAKI in costruzione presso il City Life di Milano\Expo 2015, e Carlo Sborchia, ‘cervello’ italiano impegnato nella costruzione di Iter, il primo reattore a fusione della storia, in corso a Cadarache, in Francia, che spiegherà come sarà possibile, anche grazie alla simulazione, produrre energia nucleare senza scorie.

L’Italia è stata pionieristica nello studio delle applicazioni CAE. L’anno scorso, l’edizione numero 28 della conferenza, ha visto la partecipazione di 700 congressisti provenienti da tutto il mondo, registrando un incremento di partecipanti del 30 %. Non mancherà anche quest’anno lo spazio per la creatività dei giovani che sarà messa alla prova dal Poster Award : concorso dedicato ai giovani studenti e ricercatori dell’università, che avranno la possibilità di presentare le loro idee sugli usi della simulazione.

Importante anche la presenza di esperti stranieri, tra cui Alexander Simpson, leader tecnologico per l’aerodinamica presso la GE Global Research,  la divisione di ricerca e sviluppo di General Electric.  A capo di un team internazionale di ricercatori che lavorano tra gli Stati Uniti, la Germania e l’India per lo sviluppo di nuove tecnologie nel settore dell’aeronautica e dell’energia, durante l’evento fornirà una panoramica dell’utilizzo dei sistemi di simulazione ad alta fedeltà soprattutto attraverso l’impiego estensivo di super-computer, i benefici che forniscono e le sfide alla loro maggiore adozione nella comunità industriale.

Tra le donne, spicca il nome di Catherine Riviere, Amministratore Delegato di GENCI (Grande Equipement National de Calcul Intensif ) e responsabile del coordinamento delle strutture francesi che si occupano di calcolo ad alte prestazioni, utilizzato per  migliorare la competitività in molti settori accademici e industriali, dallo studio dell’ambiente e del clima alla medicina, dall’Aeronautica e Spaziale fino alla Comunicazione multimediale. Nominata nel giugno del 2012 presidente del Consiglio di PRACE (Partnership for Advanced Computing in Europe), nel corso dei suoi interventi illustrerà i risultati raggiunti da questo organismo che collega 25 paesi uniti, creato per consentire agli stati-membri europei di tener testa agli Stati Uniti e all’Asia nel calcolo ad alte prestazioni e oggi componente fondamentale della politica della Commissione europea per l’ l’High Performance Computing (HPC).

La direzione scientifica è affidata a Stefano Odorizzi, CEO di EnginSoft che conclude: “Quello che noi andiamo a indagare è la possibilità che le tecnologie e la simulazione  migliorino la qualità della vita delle persone in tutti i campi, lavoro, creatività, relazioni personali. Quello che facciamo noi è creare anche dei punti di contatto, far raccontare alle aziende di tutto il mondo cosa cercano e far raccontare che talenti hanno da utilizzare“.

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