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18 ottobre 2013

Università degli Studi di Padova. Le parole forti di Renzo Piano

Università degli Studi di PADOVA«Mi chiedete qual è la differenza tra ingegnere e architetto? Non l’ho mai capito in tanti anni. Meglio chiedersi chi è il progettista? Colui il quale ha la capacità di sconfinare continuamente tra i temi dell’architettura ed dell’ingegneria», Le parole forti di Renzo Piano all’Università degli Studi di Padova

Renzo Piano

Renzo Piano

Così è iniziata la chiacchierata dell’architetto Renzo Piano con gli studenti del Corso di Laurea in Ingegneria Edile – Architettura del Dipartimento ICEA dell’Università degli Studi di Padova ospitati alla Fondazione Renzo Piano di Genova. Con questo viaggio di tre giorni che ha toccato anche le città di Torino e Trento oltre che Genova gli studenti hanno potuto vedere e studiare de visu gli importanti edifici pubblici, divenuti già icone del moderno, dell’architetto ligure.

«Costruire è come una linea retta sulla quale ci si diverte ad andare su e giù con gli stili, il postmoderno, il funzionalismo, il costruttivismo, il decostruttivismo etc. , in parole povere, il fluttuare del gusto. In realtà il costruire è un’arte nobile ed antica quanto l’uomo, un atto attraverso cui ci si protegge e ci si rappresenta. Progettare» ha continuato Piano all’Università degli Studi di Padova «è l’atto di proiettare nello spazio le nostre intuizioni. È l’arte di costruirsi degli ologrammi nella testa. L’abitudine a proiettare nello spazio le cose aiuta a non farsi catturare troppo facilmente dalle sirene del bel disegno e del bel modello e adesso, ahimè, del bel rendering, simulazioni queste ultime che ti fregano e ti intrappolano. Per questo adoro gli schizzi brutti, perché di questi non ti innamori, bisogna invece innamorarsi del costruito e non dei propri bei disegni. Poi ha approfondito le qualità che deve avere un architetto: «Il carattere della testardaggine e della resistenza è una qualità molto importante per la nostra professione, ma bisogna essere testardi sulle cose giuste. Intestardirsi sulle sciocchezze evidentemente non produce nulla. Direi anche di più, il nostro lavoro di progettisti ha bisogno di testardaggine, ma allo stesso tempo di leggerezza. Bisogna essere ostinati e fermi, ma allo stesso tempo saper ascoltare. È necessario saper mettere insieme queste due qualità. Ascoltando prendi la strada giusta, con l’ostinazione non la perdi più».

Da tre anni il Corso di Laurea in Ingegneria Edile – Architettura del Dipartimento ICEA dell’Università degli Studi di Padova affianca le normali attività didattiche con particolari lezioni sul campo. Infatti i docenti (Edoardo Narne, Stefano Zaggia, Pasqualino Boschetto Andrea Giordano e Angelo Bertolazzi) oltre a lavorare fianco a fianco con gli studenti analizzando le opere di un autore particolarmente significativo nel panorama dell’architettura mondiale, li accompagnano nelle città o nei luoghi in cui affondano le sue radici teoriche o dove sono ospitate le sue realizzazioni. Nei precedenti anni accademici una parte consistente dell’attività didattica e di ricerca si era concentrata, rispettivamente, sulle figure e sulle opere di Louis Kahn e di Le Corbusier. Quest’anno questa formula viene confermata per Renzo Piano e prevede viaggi di studio a Genova, Milano, Parigi e New York. Martedì 15 ottobre a Genova Renzo Piano ha voluto incontrare personalmente gli studenti incuriosito e interessato al programma di attività concepito per il nuovo anno accademico offrendo ospitalità nella sua Fondazione a un gruppo selezionato del corso di laurea per un incontro – conversazione.

«I docenti del corso di laurea ritengono che il viaggio sia un momento fondamentale per la crescita culturale e professionale degli studenti» dice Edoardo Narne uno dei curatori scientifici delle attività accademiche su Renzo Piano dell’Università degli Studi di Padova «Senza confronto diretto con l’opera costruita, infatti, è impensabile la comprensione del valore stesso dell’architettura o di qualsiasi attività progettuale. Gli edifici, gli spazi urbani, le strutture vanno assolutamente esperiti nella loro complessità attraverso l’esperienza corporea, che va intesa non solo come percezione visiva, ma soprattutto come confronto multisensoriale tra l’individuo e l’opera stessa».

Le attività previste si articoleranno, oltre che in viaggi studio anche, in conferenze mirate a presentare gli aspetti più attuali dei maestri trattati e nella realizzazione in scala 1:1 di un intero padiglione espositivo per presentare alcuni lavori tra i meno conosciuti e studiati del maestro. È, quest’ultima, la vera sfida lanciata agli studenti che dovranno “abbandonare” le aule e uscire fuori dai classici schemi accademici progettando e realizzando la mostra Four rooms for Renzo Piano con gli elaborati realizzati all’interno dei corsi e dei laboratori didattici delle diverse discipline coinvolte (Disegno dell’Architettura; Progettazione architettonica e urbana; Storia dell’architettura; Urbanistica; Architettura Tecnica).

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