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18 ottobre 2013

Università degli Studi di Trieste. Formazione Studenti: Salute e Sicurezza Universitaria

Prevenzione rischi sul luoghi di lavoro

Università degli Studi di TRIESTE – Formazione degli studenti in materia di Salute e Sicurezza in ambito universitario all’Università degli Studi di Trieste

Sicurezza

Sicurezza

Il progetto sperimentale viene presentato nell’ambito della Settimana europea della sicurezza e salute sul lavoro

Dal 21 al 25 ottobre 2013 l’Università degli Studi di Trieste partecipa attivamente alla “Settimana Europea per la Sicurezza e la Salute sul lavoro” promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute (EU – OSHA) di Bilbao.
Questo in conseguenza del fatto che il Responsabile del Servizio Prevenzione, Protezione e Disabilità dell’Università degli Studi di Trieste e è stato indicato, in rappresentanza del Coordinamento Nazionale dei Servizi Prevenzione e Protezione delle Università e degli Enti di Ricerca, quale membro del network italiano dell’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro di Bilbao, con sede presso l’ INAIL di Roma.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito della campagna “Lavoriamo insieme per la prevenzione dei rischi”. Sulla base di questa prestigiosa partnership, con la convinzione che è necessario aumentare la cultura della sicurezza, unitamente ad un maggior coinvolgimento e partecipazione attiva di tutti i soggetti che frequentano l’Università degli Studi di Trieste, anche quest’anno viene proposto un ricco calendario di appuntamenti ed incontri che pongono al centro la cultura della sicurezza.

L’Università per l’intera settimana si propone come luogo di incontro e confronto su queste importanti tematiche.

La giornata inaugurale della settimana della sicurezza, che avrà come testimonial Flavio Frigè con il suo racconto “da giovane carpentiere a grande invalido del lavoro”, sarà l’occasione per la presentazione e la promozione internamente all’Università degli Studi di Trieste del Progetto Di.C.S. per la Diffusione della Cultura della Salute e Sicurezza negli ambiti universitario e scolastico.

Tale progetto si inserisce in una più ampia cornice denominata Sicurezza Partecipata in Ateneo, che mira a creare consapevolezza mediante la partecipazione.

Il progetto Di.C.S. è frutto di una convenzione tra l’Università degli Studi di Trieste e l’INAIL Direzione Regionale del Friuli Venezia-Giulia finalizzata alla realizzazione di azioni sinergiche volte a promuovere l’elaborazione di misure e di soluzioni di prevenzione e protezione e la diffusione della conoscenza e della cultura della salute e sicurezza.
Il progetto rappresenta solo il primo passo concreto verso una collaborazione per lo studio di soluzioni migliorative per la gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare per quelli scolastici e universitari.
Si tratta di un corso multimediale che si pone come obiettivo la diffusione della cultura della sicurezza e l’adozione di comportamenti prudenti. La caratteristica principale del progetto è che è stato pensato e realizzato in maniera specifica per gli studenti universitari.

La formazione in materia di sicurezza non è certo una novità anche se recenti obblighi normativi ne hanno definito in maniera dettagliata obblighi e caratteristiche.
Gli Accordi Stato Regioni 21 dicembre 2011, sulla base di questo progetto, verranno attuati in maniera sperimentale per la formazione degli studenti presso l’Università degli Studi di Trieste. Con le stesse modalità potrà venire gestita la formazione di persone che a vario titolo figurano essere “ospiti” (tirocinanti, stegisti, studenti erasmus, ecc…) e che risultino, ancora privi di adeguata formazione, al momento del loro accesso nei laboratori dell’Università degli Studi di Trieste,.

E’ fondamentale che gli studenti acquisiscano, contestualmente alle conoscenze tecniche specifiche del settore in cui hanno deciso di specializzarsi, anche le informazioni, l’abitudine e soprattutto la forma mentale a lavorare in sicurezza.

Da questo processo culturale l’Università non può e non vuole essere esclusa, anzi intende svolgere a pieno la propria parte.

Questo anche perché, è nella normalità delle cose che, il passo successivo di chi frequenta oggi l’Università si trovi domani ad operare nel mondo del lavoro.

Chi frequenta l’Ateneo oggi, domani si troverà con ogni probabilità non solo a dover pensare a lavorare in sicurezza ma anche a dover organizzare il lavoro di altre persone; lavoro che deve essere sicuro. Inevitabilmente, non ci sono altre strade.

Se il contesto lavorativo presuppone dei rischi, come avviene ad esempio in un laboratorio di analisi, di ricerca, oppure in una qualsiasi officina o stabilimento produttivo, è fondamentale avere sia nelle proprie conoscenze che nel proprio bagaglio di esperienze, anche la gestione della sicurezza.
Tecnicamente questo ruolo viene indicato come posizione di garanzia.
Il videocorso è stato interamente progettato e realizzato dal Servizio Prevenzione e Protezione dell’Ateneo.

Responsabile del progetto: Giorgio Sclip – Responsabile del servizio prevenzione e protezione dell’Università degli Studi di Trieste Mentoring: prof. Corrado Negro – Medico Competente dell’Università degli Studi di Trieste Regia: Febe Vecchione e Dario Sguassero.

Referenti tecnici di parte INAIL la dott.ssa Laura De Filippo (professionista tecnico INAIL Con.T.A.R.P. –Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione, R.S.P.P. della D.R. INAIL Friuli Venezia Giulia) e l’ing. Sabatino Di Giuliano (professionista tecnico INAIL C.I.T. – Consulenza per l’Innovazione Tecnologica)

Il risultato è un esempio di partecipazione grazie alla convinta adesione e al pieno coinvolgimento di molti esperti del settore, sia dell’Ateneo stesso che professionisti del settore, che si sono prestati a mettere la loro competenza per contribuire alla realizzazione di spezzoni del videocorso .

Pur risultando utilizzabile e quindi trasferibile anche in altri contesti, il videocorso è ampiamente caratterizzato dal fatto che la gran parte delle scene è stata realizzata nei locali dell’Ateneo triestino, in ambienti che gli studenti frequenteranno. Gli studenti riconosceranno tra i volti alcuni loro docenti e personale che normalmente opera nei laboratori e in altri locali con attività a rischio e che incontreranno nel loro percorso di studi.
Questo elemento di contestualizzazione risulterà utile, nelle intenzioni, a favorire l’interesse e l’attenzione verso i temi trattati.

E’ stato dato un taglio particolarmente pratico alla didattica, che si concentra soprattutto nel sottolineare i comportamenti scorretti che ancora si vedono nei laboratori, confrontandoli con quelli corretti che bisognerebbe abituarsi a rispettare.

Anche attori istituzionali come il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Trieste, l’Azienda per i Servizi Sanitari n. 1 Triestina, l’Erdisu e l’AOUTS solo per citarne alcuni, sono stati protagonisti, così come alcuni enti di ricerca tra i quali l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) unitamente ad alcune associazioni del territorio (Azzurra Onlus, ENS).

Con l’avvio di questo progetto gli studenti dell’Università degli Studi di Trieste potranno usufruire di una formazione di alta qualità in materia di sicurezza.

I video sono interamente prodotti dall’Università degli Studi di Trieste, in alta definizione e sarà fruibile mediante la piattaforma e-learning dell’Ateneo, garantendo così un elevato livello di interazione e una notevole flessibilità di scelta tra diversi percorsi formativi, e potrà essere fruito anche da postazione remota, in qualsiasi orario e anche suddiviso in più sessioni, aspetto particolarmente gradito dagli studenti fuori sede.

Ogni percorso di studi avrà a disposizione un videocorso con contenuti didattici personalizzati. Ogni modulo didattico si apre con un’indagine sull’argomento trattato e si conclude con alcune domande che permettono di verificare la comprensione dei contenuti.

Il progetto è ancora in una fase sperimentale ma già si vedono margini di sviluppo che riguardano in particolare la possibilità di inserire i sottotitoli, traduzioni, trascrizioni dell’audio del video e traduzione in lingua inglese, la possibilità di inserire materiale didattico di approfondimento.

E’ infine è prevista anche la possibilità per gli studenti di esprimere una sorta di gradimento del modulo oltre dei feedback sul gradimento o meno dell’esposizione e dell’efficacia dei singoli moduli.

L’analisi di questi report potrà essere la base per eventuali aggiustamenti o miglioramenti futuri.

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