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16 ottobre 2013

Università di Udine. Caso Alitalia: regole comunitarie, alleanze, scelte di hub e politica trasporti

Alitalia

Università degli Studi di UDINE – Il caso alitalia fra regole comunitarie, alleanze internazionali, scelte di hub e politica dei trasporti all’Università di Udine

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Appuntamento venerdì 18 ottobre presso il polo economico-giuridico dell’Università di Udine Lezione di Maurizio Maresca aperta a tutti gli interessati

Venerdì 18 ottobre lezione aperta in Diritto dell’Unione Europea all’Università di Udine. Il corso di studio, infatti, aprirà le sue porte a tutti gli interessati dando loro modo di ripercorrere e chiarire le vicende di stringente attualità che riguardano la principale compagnia aerea italiana, Alitalia. L’appuntamento è alle 17 nell’aula 2 del polo economico-giuridico dell’Università di Udineo, in via Tomadini 30 a Udine.

La lezione sarà tenuta dal professor Maurizio Maresca, ordinario di Diritto dell’UE dell’Università di Udine, già consigliere di amministrazione Alitalia (1997-2004) e consigliere giuridico del ministro dei Trasporti e della Navigazione (1997-1999).

Nel corso della lezione dell’Università di Udine Maurizio Maresca ripercorrerà la storia recente di Alitalia. «Una storia travagliata e complessa – anticipa Maresca – che si è svolta principalmente in tre momenti connotati da diversi atteggiamenti rispetto alle regole del diritto comunitario. Il primo, il piano industriale di ristrutturazione di Alitalia nel 1997, prevedeva una forte iniezione di capitale (2.750 miliardi), l’alleanza con un vettore internazionale, Klm, e l’avvio di Malpensa come vero hub di riferimento per il Sud Europa. Quindi, la privatizzazione di Alitalia del 2009, largamente in deroga al diritto comunitario e italiano della concorrenza, che ha distinto fra una bed company ed un nuovo vettore che include Alitalia e Air One, con hub a Fiumicino. Infine, la vicenda odierna che prevede una aumento di capitale di 500 milioni ad opera di banche e privati e con il ritorno dell’azionariato del pubblico attraverso Poste Italiane e senza tuttavia un piano industriale condiviso».

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