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14 ottobre 2013

Università di Urbino. I Dialoghi dell’Espresso all’Uniurb con Giovannini e Camusso

Università di URBINO “Carlo BO” – Giovedì 17 ottobre all’Università di Urbino “I Dialoghi dell’Espresso”

Uniurb

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A discutere di “Università. Giovani e lavoro” il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini e Susanna Camusso, Segretario Generale CGIL.

Sarà il Salone del Trono del Palazzo Ducale di Urbino a lanciare la nuova stagione de “I Dialoghi dell’Espresso”.

L’importante ciclo di conferenze-dibattito prenderà il via alle 17 del 17 ottobre dalla magnificente reggia ducale e avrà quali prestigiosi protagonisti il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Enrico Giovannini e Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL.

A discutere con gli ospiti di “Università, giovani e lavoro”, saranno il Rettore dell’Università di Urbino Stefano Pivato e il Direttore dell’Espresso Bruno Manfellotto.

I “Dialoghi dell’Espresso” coinvolgono le università italiane e i territori sui quali insistono richiamandole alle loro funzioni e responsabilità su temi mai come ora di attualità, coinvolgendo nelle loro declinazioni altri aspetti tenuti per troppo tempo ai margini delle agende politiche e sociali: l’ascensore sociale, la disoccupazione giovanile, la fuga dei cervelli, il welfare, le sperequazioni.

L’Università di Urbino ha raccolto la sfida cogliendo l’occasione di collocare i Dialoghi nel luogo-simbolo che rappresenta il fulcro dell’Umanesimo voluto da Federico da Montefeltro, ancora oggi a modello di civiltà e di rinascita.

Particolarmente importante sarà il dibattito che si aprirà con gli studenti dell’Università di Urbino ai quali si rivolgono i “Dialoghi”, ma la presenza di ospiti così prestigiosi e la drammatica attualità del tema (la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 40%) in vista degli accordi per la redazione della Legge di Stabilità, rende la giornata importante per tutti i cittadini, le associazioni di categoria, gli amministratori pubblici.

Porre di nuovo l’uomo al centro dell’attenzione delle politiche del lavoro quale elemento qualificante della sua dignità, rappresentandolo nel luogo che esalta aspetti tenuti per troppo tempo ai margini dell’attenzione in quanto incautamente ritenuti  non monetizzabili come l’arte e la cultura significa in realtà tornare a affermare il punto forte dell’Italia: le mani e le menti che hanno costruito le cattedrali, le volte affrescate, i capolavori dell’ingegno. E i giovani rappresentano la speranza di vederli riaffermare anche in futuro.

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