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12 ottobre 2013

Università di Venezia. Digital Humanities: new perspectives new technologies

Università di VENEZIA – Digital Humanities, tre giorni di incontri all’Università di Venezia: new perspectives new technologies

Dal 14 al 16 ottobre “Digital Humanities: A dialogue between Visual Arts and Sciences”, il convegno internazionale che fa il punto su come arti e scienza siano sempre più connesse

Il convegno internazionale “New perspectives New technologies – Digital Humanities, a Dialogue between Visual Arts and Sciences” è in programma dal 14 al 16 ottobre all’Auditorium Santa Margherita di Venezia.

Si tratta del secondo di una serie di appuntamenti “fissi” dedicati alle Digital Humanities con cadenza biennale.

Obiettivo degli incontri è capire le sfide per l’universo delle arti figurative rispetto al mondo dello sviluppo tecnologico e, in particolare, informatico e istituire un osservatorio sui progetti analoghi in corso in tutto il mondo.

Il convegno, a cura di Giuseppe Barbieri ed Emanuele Pellegrini, prevede un ricco parterre di relatori: Martin Bethenod, amministratore delegato di Palazzo Grassi, Augusto Celentano, docente di Informatica dell’Università di Venezia, Maria Luisa Coppola, assessore regionale con delega a Ricerca e Innovazione, l’artista Laura Corti e Gillian Crampton Smith, docente di Design allo Iuav, fra gli altri.

Nel corso del primo appuntamento dell’Università di Venezia, due anni fa, si è partiti dalle Digital Humanities e proprio il binomio fra Humanities e Digital, è sufficiente una rapida ricerca sui motori di ricerca per scoprire come ogni istituzione universitaria, specialmente in ambito anglosassone, si sia attrezzata di dipartimenti attivi nell’ambito delle Digital Humanities.

Di pari passo stanno nascendo i primi organismi in grado di svolgere una funzione di raccordo tra i vari istituti di ricerca. E proprio questa nuova realtà, relativamente giovane (di Digital Humanities si cominciò a parlare negli anni ’70 ma è, naturalmente, grazie al web che il fenomeno è esploso) tratterà la tre giorni veneziana.

La storia del rapporto tra il linguaggio visivo, inteso come parola e come immagine, e il linguaggio digitale, sebbene tutto sommato ancora breve (poco più di sessant’anni), è molto complicata e tutta da scrivere.

A finire sotto i riflettori, però, sono inevitabilmente le nuove frontiere del percorso.

Ciascuna giornata del convegno è strutturata in due sessioni. La prima sessione apre la discussione sul ruolo delle DH oggi; la seconda prende in esame il ruolo del museo e i problemi connessi al ruolo della tecnologia informatica rispetto a questa istituzione. La terza e quarta sessione affrontano il ruolo del catalogo e della catalogazione; la quinta sessione, invece, punterà sul ruolo dell’immagine e dell’elaborazione dell’immagine nell’universo scientifico.

“Le sfide del mondo contemporaneo portano alla necessità di un dialogo sempre più serrato e convinto tra questi due mondi. – commenta il prof. Giuseppe Barbieri, docente di Storia dell’Arte e delegato del Rettore alle Attività Espositive dell’Università di Venezia – E, se più che contaminazione di metodi e sguardi, sarà dialogo e confronto, siamo sicuri che avremo innegabili benefici e un avanzamento di tutte le discipline”.

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