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17 ottobre 2013

Valutazione Universitaria. Anvur: Sistema Valutazione Universitaria Online secondo Fantoni

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“E’ importante valutare il parere degli studenti in merito alla qualità dei corsi. Le opinioni e le critiche degli studenti italiani saranno raccolte telematicamente, ed in forma anonima, con domande specifiche di vario genere”. Nasce il nuovo sistema della Valutazione Universitaria On Line.

A dichiararlo è il Presidente Fantoni dell’Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione Universitaria e della Ricerca) che, in un’intervista esclusiva, spiega ai lettori di Controcampus il nuovo meccanismo della valutazione universitaria online.

Il Nuovo Sistema di Valutazione Universitaria OnLIne. L’anno accademico 2013/2014 sarà caratterizzato da un’interessante novità. A dare i voti non saranno più solo i docenti, ma anche gli studenti, i quali, grazie alla rilevazione delle opinioni, condotta e sponsorizzata dall’Anvur in ottemperanza al nuovo quadro normativo-istituzionale, avranno la possibilità di assurgere al rango di veri e propri esegeti delle abitudini dei loro demiurghi universitari. Rispetto degli orari, disponibilità, chiarezza esplicativa e qualità dell’offerta didattica saranno solo alcuni dei temi sottoposti al vaglio delle future corone d’alloro, le quali, in tal modo, e grazie a tale emblematica rilevazione, saranno stimolate e coinvolte, in maniera tutt’altro che banale, nel miglioramento dell’intricata e complessa macchina burocratica universitaria.

Ma che cosa è l’Anvur e cos’è la valutazione universitaria? La legge n.240 del 2010, meglio nota come Riforma del Sistema Universitario, ha il pregio di evidenziare il ruolo nevralgico ricoperto dall’Anvur e, al contempo, di sostenere l’attivazione dei sistemi di Accreditamento e Valutazione Universitaria periodica degli Atenei italiani. L’Agenzia Nazionale, in sostanza, ha il compito di analizzare i risultati relativi alla qualità della ricerca e della didattica concernenti gli atenei italiani.

Il decreto n.19 del 2012, invece, in ottemperanza ai principi sanciti nell’articolo 5 della Riforma Universitaria del 2010, ha il pregio di definire il meccanismo relativo all’accreditamento iniziale e periodico, e al contempo di conferire all’Anvur specifiche competenze in merito alla fissazione dei criteri finalizzati alla perpetuazione degli obiettivi inerenti al Sistema A.v.a.

Il Sistema A.v.a., il cui pedigree è simboleggiato dal ritmo triadico tra Autovalutazione, Valutazione ed Accreditamento, ha quale fulcro nevralgico il principio del potenziamento della qualità della ricerca e della didattica universitarie. Un obiettivo che deve essere perpetrato dai singoli atenei, attraverso il principio dell’autovalutazione.

Il Principio di autovalutazione ha origini europee. Il modello europeo di autovalutazione delle performance universitarie, in realtà, ha il merito di rendere gli stessi atenei partecipi di questa complessa e proficua operazione finalizzata al miglioramento dell’offerta da erogare. In tal modo, gli atenei vengono resi edotti in merito ai limiti insiti nelle proprie strutture, al fin di porvi rimedio attraverso nuclei di valutazione universitaria interna e strumenti che risultino essenziali per l’assicurazione della didattica e della ricerca. All’Anvur, spetta l’arduo compito di verificare:

  • l’esistenza dei parametri per l’accreditamento iniziale;
  • l’analisi e la valutazione universitaria relative all’accreditamento periodico;
  • la valutazione universitaria periodica.

Un altro aspetto emblematico del sistema di valutazione universitaria è rappresentato dall’intento di introdurre negli atenei il Principio di Assicurazione della Qualità, canone d’impronta europea. (Decreto Ministeriale n.47 del 2013).

Secondo il D.M. n.47, l’Anvur è tenuta a non sottovalutare i giudizi e le opinioni degli studenti, protagonisti indiscussi della vita universitaria e principali fruitori dei servizi erogati. In pratica, l’analisi e la valutazione universitaria della qualità della didattica non possono prescindere dalle considerazioni esegetiche partorite dagli studenti. Considerazioni che, secondo il decreto, dovranno essere raccolte in appositi questionari anonimi, contenenti una serie di domande standard sulla base delle quali operare una comparazione tra i singoli corsi di studio.

Al fin di comprendere nel migliore dei modi gli obiettivi e le funzioni dell’Anvur e, al contempo, di far luce sul nuovo sistema di valutazione universitaria on line, abbiamo contattato il Prof. Stefano Fantoni, Presidente dell’Agenzia Nazionale di Valutazione Universitaria e della Ricerca, Docente, Fisico Teorico e Scienziato di fama internazionale ed ex Direttore della SISSA di Trieste.

Presidente Fantoni, potrebbe parlarci degli obiettivi e delle principali funzioni dell’Anvur?

Qual è la sua opinione in merito alla valutazione universitaria oggi?

“L’Anvur è una Agenzia di valutazione universitaria indipendente  preposta a valutare le Università pubbliche e private e gli Enti di ricerca.

Il primo compito di valutazione universitaria che l’Anvur ha portato a termine, è stato quello della qualità della ricerca, la cosi detta VQR, i cui risultati sono stati recentemente presentati e pubblicati in modo trasparente sul nostro sito. Si è trattato di un’operazione di grandissima complessità: è stata valutata la produzione scientifica relativa al periodo che va dal 2004 al 2010; un’operazione che ha richiesto la valutazione di oltre 180 mila prodotti scientifici. La VQR si è conclusa con successo, e credo che abbia avuto un impatto culturale molto rilevante sulle università, sui giovani che si avvicinano alla formazione universitaria, sugli studenti e sui ricercatori. Si è trattato del passo iniziale della valutazione della ricerca, passo che prelude a successive valutazioni in itinere   e alla prossima VQR  che contiamo di fare tra quattro anni.

Il secondo importante compito a carico dell’ANVUR riguarda la valutazione della didattica. Una valutazione per la quale abbiamo sviluppato il modello AVA (accreditamento, valutazione e autovalutazione)   secondo i canoni europei introdotti dall’ENQA (www.enqa.eu), in armonia con quanto indicato dalla normativa italiana di riferimento che, sposa  i canoni europei della cosiddetta assicurazione di qualità. L’ANVUR deve verificare che le università abbiano al proprio interno gli strumenti necessari per l’attivazione di un processo di pianificazione delle loro attività didattiche, corso per corso, struttura per struttura,  in base ad  obiettivi predefiniti, che tengano in conto, tra l’altro, degli sbocchi occupazionali degli studenti. L’ANVUR, dunque, si propone di verificare che questi obiettivi vengano effettivamente raggiunti, in una logica di     accompagnamento e miglioramento complessivo del sistema.

Questo è in sostanza il significato del processo di qualità. In tal senso, il sistema AVA prevede accreditamenti periodici e valutazioni dei corsi, che assurgano al rango di strumento di verifica necessario ad accertare l’esistenza di un processo di autovalutazione universitaria

Uno degli elementi caratterizzanti della nostra valutazione sarà quindi la capacità di programmazione e di comunicazione della didattica da parte degli atenei, nella prospettiva di fornire agli   studenti   tutti gli elementi che servono alle loro scelte formative, quali ad esempio adeguate informazioni sui  contenuti, , gli orari e gli obietti formativi e professionali dei corsi di studio. Un secondo aspetto, anche questo molto importante si rivolge alla  qualità della didattica che sarà valutata anche utilizzando il  giudizio degli studenti”.

Potrebbe rendere edotti i nostri lettori in merito al sistema di valutazione universitaria online?

“Tutto il processo di valutazione universitaria avverrà online, mediante apposite piattaforme informatiche che consentono ad ANVUR la consultazione da remoto. L’ANVUR monitorerà telematicamente tutto il processo di autovalutazione, completando poi la sua valutazione con visite in loco che saranno effettuate presso le università, al fine di verificare l’ottemperanza agli standard qualitativi.

Tra gli strumenti di cui ci serviremo per valutare questo processo di qualità ci sono, naturalmente, anche le indagini relative alle opinioni degli studenti.

E’ molto importante, infatti, utilizzare l’opinione degli studenti in merito alla qualità dei corsi. Queste  saranno inviate dalle università all’ANVUR in via telematica, ed in forma anonima, sulla base di una batteria di domande standard che consentirà, per la prima volta in Italia, una comparazione con diversi tipi di interrogazioni tra corsi di studio”.

Qual è la Sua opinione in merito al Sistema Universitario Italiano in relazione alla ricerca ed al Rapporto Anvur 2004-2010?

Prima di tutto desidero precisare che i risultati della VQR non rappresentano in alcun modo giudizi individuali relativi ai docenti, ma si riferiscono alle strutture universitarie e agli enti di ricerca. La VQR, ha evidenziato, come era lecito attendersi, che gli atenei hanno sviluppato nel corso degli anni aree di eccellenza, aree di buona qualità e aree nelle quali la qualità della ricerca va migliorata. In alcuni atenei, quali ad esempio quello di   Padova, le aree di eccellenze o di buona qualità sono molte. Tuttavia, elementi di merito ed elementi di debolezza sono presenti  in tutto il territorio  Con la VQR l’ANVUR, per la prima volta, ha messo a disposizione del sistema universitario tutti i dati che permettono di  individuare nello specifico i punti di forza e di debolezza che caratterizzano ogni sede .La fotografia fornita dai risultati ottenuti permette di fare un confronto  tra le attività di ricerca dei vari atenei   per ogni area disciplinare. Complessivamente questa fotografia mostra che nelle università meridionali abbiamo è stato ancora troppo poco per migliorare adeguatamente la qualità della  ricerca. Ci sono punte di notevole eccellenza che però appaiono non il risultato di strategie paese ma piuttosto di singolarità di grande rilievo.  Un’altra notazione che desidero fare è di smentire il luogo comune di una ricerca italiana di bassa qualità. Non è così.    Complessivamente, la ricerca italiana, specialmente sull’entità dei finanziamenti in ingresso, è al di sopra della media internazionale. Ciò non toglie che sia necessario passare da una logica di un paese di eroi a quella di un paese normale dove la ricerca e l’alta formazione siano posti  al primo posto nelle priorità delle strategie di sviluppo.

Oltre ad essere il Presidente dell’ANVUR, Lei è anche un fisico teorico, e scienziato di fama internazionale. Che cosa ne pensa della recente assegnazione del Premio Nobel per la Fisica? 

“Il Nobel è stato assegnato ai due fisici teorici che circa cinquanta anni fa  hanno   predetto l’esistenza del Bosone di Higgs. Una particella  molto importante nel quadro della comprensione dei fenomeni della fisica ed in particolare dei primi attimi di vita dell’universo. La predizione di Higgs ed al suo collaboratore belga,  è finalmente è stata verificata al CERN di Ginevra che da sempre ha visto tanta Italia. Credo sia di un qualche rilievo analizzare un aspetto di questa grande impresa dell’intelletto.   L’ipotesi iniziale di Higgs, cioè la predizione dell’esistenza di questa particella, avvenuta sulla base di deduzioni teoriche e calcoli matematici, è stata studiata, e ristudiata fino a diventare un credo di migliaia di scienziati che per cinquant’anni hanno avuto la perseveranza di cercarla. Agli occhi di una società sempre più attenta al presente, che non guarda e si limita solo a vedere, sembra opera di extraterrestri  Ovviamente, l’Italia è direttamente coinvolta. La parte sperimentale   di questi grandi esperimenti è stata condotta presso il Cern da due nostri valorosissimi scienziati, Fabiola Gianotti e Guido Tonelli, che attestano la vitalità e la validità della fisica e più in generale della ricerca italiana”.

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