25 Novembre 2013: Storie di ordinaria violenza contro le donne a Trento

Redazione Controcampus 24 Novembre 2013

Università di TRENTO - “Se questi sono gli uomini”: Riccardo Iacona a Trento il 25 Novembre 2013Per il ciclo “Storie di ordinaria violenza contro le donne” il giornalista sarà all’Università di Trento lunedì 25 novembre, in occasione della giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne.

La conferenza del 25 novembre sarà dedicata alla strage delle donne in Italia nel 2012, argomento trattato nel suo ultimo volume, di cui discuterà al Dipartimento di Lettere e Filosofia

Per parlare di violenza maschile sulle donne, lunedì prossimo, 25 novembre, sarà a Trento il noto giornalista televisivo Riccardo Iacona. L’incontro, che si terrà alle 16.15 nell’Auditorium del Dipartimento di Lettere e Filosofia (via Tommaso Gar 14), prenderà spunto dall’ultimo volume Se questi sono gli uomini. Italia 2012, la strage delle donne” (per Chiarelettere) in cui il giornalista usa il termine “guerra” per descrivere questo tipo di violenza. Una violenza che prima di finire sui giornali nasce nelle case, dentro le famiglie, nel posto che dovrebbe essere il più sicuro e il più protetto e che, invece, diventa improvvisamente il più pericoloso. Iacona sarà in conversazione con Giovanna Covi e Lisa Marchi del Dipartimento di Lettere e Filosofia e della Società Italiana delle Letterate che hanno voluto portare questa voce maschile al centro delle manifestazioni per la giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne

L’incontro del 25 Novembre rientra nell’ambito del ciclo “Storie di ordinaria violenza contro le donne”, promosso dal Centro Studi Interdisciplinari di Genere (Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale) e dal Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, inaugurato in ottobre con la conferenza sul femminicidio della giurista Barbara Spinelli, quindi con la poesia di Mary Dorcey. Il ciclo si chiuderà a dicembre con la conferenza dell’avvocata penalista Milli Virgilio, per indagare gli aspetti giuridici, sociali e culturali del dramma della violenza sulle donne.

«L’indagine condotta da Icona nel 2012 dal Nord al Sud dell’Italia – commentano le organizzatrici – non è solo un encomiabile esempio di ottimo giornalismo, ma anche un documento pionieristico che ci permette di ascoltare le parole dei maltrattanti. Certo è primaria l’importanza di azioni che diano alle vittime la forza di rompere il silenzio, ma una realtà tanto complessa non può venire detta da una sola parte. Iacona si pone in ascolto senza il distacco tecnico dell’intervistatore, di qui la validità di una riflessione che, coinvolgendo la voce narrante, coinvolge anche i lettori. È lui, maschio, a chiedere, se questi siano gli uomini, se le parole degli assassini siano in parte condivise da quotidiane e acritiche rappresentazioni della maschilità. Sono le sue ospiti, donne e letterate, a chiedere a lui quali strategie un intervistatore e scrittore debba mettere in atto per facilitare la comunicazione di emozioni e fatti tanto dolorosi». La Società Italiana delle Letterate di Trento è impegnata in tal senso con la

Dopo la conferenza, del 25 novembre alle 18, Iacona porterà la sua testimonianza in Piazza Duomo dove, per iniziativa della Commissione Provinciale Pari Opportunità, si svolgerà la manifestazione “Luci nel buio contro la violenza”. Quindi, alle 19:00 del 24 novembre parteciperà all’inaugurazione della mostra delle opere del Laboratorio Falenablu presso il MART di Rovereto.

Il femmicidio – approfondimento del 25 novembre 

Il femmicidio (che designa un omicidio compiuto contro una donna in quanto tale) e il femminicidio (che indica invece tutte le forme di discriminazione e violenza di genere che annullano la donna nella sua identità e libertà non soltanto fisicamente) sono termini che hanno fatto di recente irruzione nell’attualità quotidiana. Ci permettono di nominare un fenomeno che in realtà esiste da sempre, ma che solo negli ultimi vent’anni è stato oggetto di analisi e interventi femministi, prima in America Latina e poi in molti Paesi del mondo, che hanno conquistato l’interesse della società e dei media. Gli incontri promossi dal Centro Studi Interdisciplinari di Genere offrono un’occasione per riflettere insieme a tutte le forze istituzionali e associative del territorio, a docenti e studenti, sulle azioni culturali che possono contribuire a contrastare la tragedia del femminicidio.

«Nel 2010 su 151 omicidi di donne 127 erano femmicidi. Una realtà che ha portato in questi giorni alla veloce approvazione, tra non poche polemiche, del decreto legge per la sicurezza e per il contrasto della violenza di genere– spiega Giovanna Covi, coordinatrice del ciclo. «La violenza maschile contro donne, bambine e contro tutti coloro che hanno identità femminile scaturisce da passioni personali le cui radici sono ben piantate in un contesto ideologico fortemente segnato dalla gerarchia di genere. Dunque non si tratta affatto di questione privata ma di un problema politico, le cui cause sono socio-culturali. Non a caso, infatti, la maggior parte dei femminicidi e femmicidi viene perpetrata entro le mura domestiche da parenti o conoscenti delle vittime. L’emergenza va quindi affrontata tanto con strumenti materiali, legali, medici, sociali, che con la diffusione e lo sviluppo di una cultura della nonviolenza attenta alle differenze di genere, La cultura italiana è ancora troppo segnata da asimmetrie di genere che influenzano il pensare e l’agire nel sociale, dalle piccole cose, come l’uso della lingua e dei gesti, ai pregiudizi e discriminazioni più macroscopici e strutturali».

Secondo la definizione data dall’Onu, è violenza contro le donne o violenza di genere: “ogni atto di violenza fondato sul genere che comporti o possa comportare per la donna danno o sofferenza fisica, psicologica o sessuale, includendo la minaccia di questi atti, coercizione o privazioni arbitrarie della libertà, che avvengano nel corso della vita pubblica o privata”. Subordinazione, annientamento dell’identità, assoggettamento fisico e psicologico, fino alla schiavitù, la tratta e la morte: tante sono le forme di violenza a cui la parte femminile dell’umanità è soggetta. Le statistiche fotografano una realtà allarmante: dall’entrata in vigore del decreto sicurezza (legge 38 del 2009) che ha introdotto il reato di stalking, le denunce presentate per atti persecutori sono state oltre 38mila, di cui quasi il 75% vedono le donne come vittima. Tra i segnali preoccupanti, l’aumento delle violenze in ambito familiare e affettivo e delle donne vittima di atti persecutori, ma soprattutto la consapevolezza del gran numero di casi che non vengono ancora denunciati per paura o vergogna. «In modo eclatante – spiega Giovanna Covi – i dati statistici indicano che la maggior parte di vittime di violenza di genere sono donne che in qualche modo hanno trasgredito i modelli comportamentali della tradizione patriarcale. Sicuramente queste donne sono vittime di sentimenti di orgoglio ferito, di gelosia, di rabbia, di volontà di vendetta e punizione, ma tali sentimenti sono nutriti da una precisa ideologia e da un consenso sociale che rende il nostro paese alquanto arretrato. Devastanti sono pure i dati che riguardano il numero di vittime già note per avere esposto la propria situazione alle forze dell’ordine o ai servizi sociali: più del 70%. Chiaramente l’uccisione della donna non è che l’atto ultimo di un continuum di violenza di carattere economico, psicologico o fisico».

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto