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22 novembre 2013

All’Università degli Studi de L’Aquila “Gaber se fosse Gaber” di e con Andrea Scanzi

Università degli Studi de L’AQUILA – “Gaber se fosse Gaber” di e con Andrea Scanzi all’Università degli Studi de L’Aquila

Giorgio Gaber

Giorgio Gaber

A 10 anni dalla scomparsa di Giorgio Gaber, l’Università degli Studi de L’Aquila  ne ricorda la figura di artista, ospitando mercoledì 27 novembre alle ore 21,00, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi de L’Aquila lo spettacolo “Gaber se fosse Gaber, scritto e interpretato dal giornalista Andrea Scanzi e proposto all’Aquila dall’Associazione “A.R.S. Suonoimmagine”.

La formula dell’incontro-spettacolo all’Università degli Studi de L’Aquila, alterna ricordi personali legati a Giorgio Gaber con immagini e filmati anche inediti, nel tentativo di raccontare in 90 minuti ciò che è stato Gaber. L’evento,  fortemente voluto dalla Fondazione Gaber  focalizza  l’attenzione sulla figura scenica e sulla dimensione pubblica e privata dell’artista, dagli anni ‘60 in poi. Si riflette in particolare sul Gaber vero, quello del Teatro-Canzone, che ispirava  a inseguire il dubbio e non la certezza, mettendo in discussione tutto, provocando il dibattito.

Gaber secondo Gaber è uno spettacolo che ha l’andamento di una lezione, capace però di emozionare chi Gaber lo ha conosciuto e amato, coinvolgendo in particolare il pubblico giovane, che per questioni anagrafiche (1939-2003)  non ha potuto conoscerlo. Dalla vasta produzione dell’artista, Andrea Scanzi ha scelto di soffermarsi soprattutto sulla stagione del Teatro-Canzone che ha caratterizzato tre decenni della sua carriera, quando in collaborazione con Sandro Luporini cominciò a girare per i teatri d’Italia con l’intento di “buttare lì qualcosa”. Interrogativi più che risposte. Suggestioni insieme esistenziali e ideologiche, sempre accompagnate dalla musica dal vivo, da una sua forte presenza scenica e da una sua originale capacità di comunicare insieme con la voce e con la mimica. Canzoni alternate a monologhi caratterizzati dalla lucidità profetica e dal gusto anarcoide per la provocazione. È stato questo il periodo di tanti celebri spettacoli: da Il Signor G. a Io se fossi Gaber, da Il Teatro Canzone a Un’idiozia conquistata a fatica. Una stagione punteggiata da canzoni memorabili (basti citare Quando è moda è moda, Qualcuno era comunista o Io se fossi Dio) che, anticipando i tempi, fanno ancora oggi di Gaber un attualissimo punto di riferimento per personaggi della politica, dello spettacolo, della cultura, del nostro sociale quotidiano. Un teatro caratterizzato da quella continua e problematica invenzione del nuovo, che ora Andrea Scanzi ripercorre e racconta.

Volto televisivo noto, soprattutto  agli spettatori di La7, Andrea Scanzi (Arezzo, 1974) è giornalista e scrittore. Laureatosi con una tesi sui cantautori, ha iniziato a collaborare con “Il Mucchio Selvaggio”, “Il Manifesto” e “L’Espresso”, prima di approdare a “La Stampa” e poi al “Fatto quotidiano” e a “Micromega”.

Lo spettacolo è il primo di una serie di appuntamenti culturali che si terranno  nell’arco dei prossimi mesi presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi de L’Aquila.

Gli appuntamenti culturali, intesi come incontri con personaggi di spicco della cultura  o come  momenti di spettacolo, sono una tradizione consolidata della nostra Università – dichiara la Rettrice, prof.ssa Paola Inverardi –  L’Università degli Studi de L’Aquila oggi torna ad aprire le sue porte alla cittadinanza,  nella sede del Dipartimento di Scienze Umane, il Polo Umanistico dell’Ateneo, che da sempre accoglie al suo interno le proposte più disparate e interessanti, come questa che presenta ora Andrea Scanzi  su Giorgio Gaber, al quale potranno avvicinarsi anche i più giovani che non hanno avuto la fortuna di apprezzarlo direttamente. Questo primo appuntamento sarà per tutti l’occasione per conoscere, o ri-conoscere, l’acutezza,  la profondità e l’eleganza del linguaggio di Gaber, che pur datato dal tempo, risulta sempre incredibilmente attuale”.

 

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