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18 novembre 2013

Sport e Filosofia all’Università degli Studi di Salerno

Società Filosofica Italiana Sezione di Salerno: Un dialogo sempre aperto: Sport e Filosofia all’Università degli Studi di Salerno

Martedì 19 Novembre, alle ore 15.30, presso l’aula 17 dell’Università degli Studi di SALERNO, Franco Ferrari e Mauro Menichetti, presenteranno il libro di Giovanni Boniolo, Le regole e il sudore, mentre Giuseppe Cantillo ricorderà  Elio Matassi illustrando “Pensare il calcio”

Martedì 19 Novembre, alle ore 15.30, presso l’aula 17 dell’Università degli Studi di Salerno, si discute di sport e filosofia. All’iniziativa – organizzata dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno, dal Laboratorio di Filosofia e linguaggi delle immagini e dalla sezione salernitana della Società Filosofica Italiana – partecipano Franco Ferrari e Mauro Menichetti, che presentano il libro di Giovanni Boniolo, Le regole e il sudore (Raffaello Cortina, 2013). Lo sport è nelle sue regole. Partendo da questa idea, Giovanni Boniolo delinea un percorso in cui ricordi personali si uniscono a divagazioni più filosofiche e a suggestioni letterarie.

Al centro dell’attenzione all’incontro all’Università degli Studi di Salerno, l’aspetto etico dello sport, la fatica e il sudore degli allenamenti, l’onore del vincere e del perdere rispettando le regole, i giudici e gli avversari e il disonore del voler essere primi barando. Senza dimenticare la felicità della vittoria, la complicità che nasce nello spogliatoio tra compagni di squadra, la bellezza del corpo e del gesto atletico, l’età adulta con i suoi ricordi e la consapevolezza che ormai il tempo delle competizioni se n’è andato. Dietro lo scritto c’è però l’atleta di livello nazionale, il baskettista alla cui esperienza tiene e la fa valere. Anzi, nella finzione narrativa di dedicare ai propri figli e a vecchi amici delle considerazioni filosofiche sul significato e l’importanza dello sport e filosofia nella vita, parla di loro e racconta di sé, estrae aneddoti dai vissuti suoi e loro, trasforma in occasioni di riflessione o addirittura in parabole paideutiche anche i momenti più comuni della nostra esperienza, che proprio perché comuni e “normali” spesso eludono il senso critico.

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