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25 novembre 2013

All’Univr giornata di studi in ricordo di Gino Barbieri

Università degli Studi di VERONA – “Il declino del capitalismo e degli ideali economici degli italiani”. Giornata di studi in ricordo di Gino Barbieri nel centenario dalla nascita.

Univr

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Venerdì 29 novembre alle 16, nell’Aula Magna del Silos di Ponente, sarà ricordato Gino Barbieri, primo preside della Facoltà di Economia dell’Univr e di fatto l’uomo che prima del suo riconoscimento costituì e diresse l’Ateneo Univr.

Barbieri, personalità di grande cultura e profonda umanità, sarà rievocato nel centenario della nascita durante il convegno scientifico “Il declino del capitalismo e degli ideali economici degli italiani” e con la pubblicazione, in duplice edizione italiana e inglese, della sua opera più importante “Gli ideali economici degli Italiani alla fine dell’Età Moderna”. Saranno i saluti del rettore Nicola Sartor ad aprire il pomeriggio di studi organizzato da Sergio Noto, docente di Storia delle Imprese presso il dipartimento di Scienze Economiche. Seguiranno gli interventi di Paolo Bedoni presidente di Cattolica Assicurazioni, Carlo Fratta Pasini, presidente del Banco Popolare e Giovanni Sala vicepresidente di Fondazione Cariverona. Prenderanno, inoltre, la parola studiosi di indiscusso valore internazionale, uniti in segno di omaggio e di ricordo verso la figura di Barbieri. L’occasione sarà arricchita dalla presentazione anche in lingua inglese di un’opera, pubblicata dall’editore Olschki di Firenze, di Gino Barbieri del 1940, ormai introvabile, e che grazie all’introduzione di David Colander – uno dei massimi storici del pensiero economico viventi – consentirà di apprezzare ancor oggi la sorprendente modernità del pensiero di Barbieri, per la sua capacità di individuare, con riferimento al XVI secolo, i fattori del declino economico italiano, che di questi tempi come allora assumono le sembianze di scorciatoie finanziarie al profitto.

Il programma della giornata Univr. Dopo i saluti istituzionali seguiranno le relazioni scientifiche di Giovanni Federico  dell’università di Pisa, che interverrà su “La crescita economica in Italia: una prospettiva di lungo periodo”, David Colander del Middlebury College con “The future of Capitalism”, l’intervento di Lorenzo Ornaghi dell’università Cattolica Sacro Cuore di Milano con “Gino Barbieri nell’università di intelligenza cattolica di padre Agostino Gemelli” e il contributo di Vitantonio Gioia dell’università del Salento con “Gino Barbieri: Werner Sombart e il contributo della scuola storica tedesca dell’economia”.

Sarà, invece, Sergio Noto a chiudere l’appuntamento scientifico con la presentazione del volume “Ideali economici degli italiani agli inizi dell’età moderna” (1940). Il testo è sicuramente il lavoro più importante di Barbieri. Scaturito dalla sua tesi di laurea, impegnò l’autore per quasi cinque anni. Un’opera di grande sensibilità economica perché riesce a leggere attraverso gli scritti di teologi, uomini di legge e di commercio l’evoluzione della mentalità degli italiani nel XVI secolo riguardo al denaro e alla ricchezza. “Le stupefacenti assonanze che emergono con i nostri tempi, – spiega Noto – attestate ieri come oggi dalla ricerca del profitto facile attraverso mezzi finanziari  quali l’usura, sono solo alcuni dei molti motivi che giustificano la ripubblicazione di questo grande lavoro di storia economica e di pensiero economico, che viene offerto anche in una traduzione inglese tale da aprire al vasto mondo dei lettori anglofoni la conoscenza di parte della grande tradizione storiografica italiana”.

Gino Barbieri, nato a Legnago nel 1913 e morto nel 1989, fu uno degli intellettuali veronesi di maggiore prestigio nel corso del XX secolo. Giovanissimo cattedratico di storia economica, formatosi all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sotto la guida di Amintore Fanfani, insegnò nelle università di Cagliari, Bari, Padova e Verona. Studioso di fama internazionale, diresse per molti anni la rivista “Economia e Storia” e fu il primo presidente della Società Italiana degli Storici dell’Economia, della quale fu promotore e fondatore. Unì all’attività accademica al massimo livello una grande sensibilità sociale e civile che tra l’atro concretizzò nell’attività di banchiere, prima come vicepresidente della Banca del Monte di Milano, poi come presidente della Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona.

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