Consulente del Lavoro: cosa fare, dalla laurea alla formazione professionale

Redazione Controcampus 29 Novembre 2013

Ecco come diventare consulente del lavoro: consigli su cosa studiare per fare il consulente lavorativo, quale laurea e quale percorso formativo, pratica e abilitazione.

Appena laureati si fa l’ingresso all’interno del mercato del lavoro, all’interno del quale bisogna di cercare sempre il meglio.

La laurea può essere spesa anche in ambiti lavorativi che non sono direttamente connessi con quel corso di laurea.

La figura del consulente del lavoro è accessibile a moltissimi ragazzi che sono usciti dal mondo universitario e sono entrati nel mondo del lavoro. Cerchiamo di capire chi sia e cosa faccia un consulente di lavoro.

Il consulente del lavoro si occupa di tutti gli aspetti relativi alla burocrazia connessi al personale di un’azienda.

In particolare, gestisce le pratiche connesse alla creazione, alla definizione ed all’evoluzione di un rapporto di lavoro. Alla tenuta delle procedure contabili, economiche, giuridiche assicurative, previdenziali e sociali che un rapporto di lavoro comporta.

Come fare il consulente del lavoro: cosa fa e come fare per esercitare questa professione

Il consulente in materia di lavoro fornisce varie informazioni ai suoi clienti sugli adempimenti in materia di lavoro. Previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori. Si occupa dello studio e della gestione dei criteri e delle modalità di retribuzione. Della tenuta del libro e dei prospetti paga, del calcolo dei contributi Inps, Inail e delle altre casse di previdenza. Della redazione dei modelli Cud e della soluzione delle controversie di lavoro.

Per poter adempire a questi doveri al massimo delle possibilità, un consulente deve avere una conoscenza sempre aggiornata delle norme retributive, fiscali, previdenziali e assistenziali relative al rapporto di lavoro. Deve quindi saper applicare le leggi e fornire informazioni corrette ai clienti sul loro rispetto. Non tutto può essere studiato, dal punto di vista personale. Un buon consulente del lavoro è concreto, preciso, orientato al cliente e al problem solving.

Per arrivare ad esercitare la professione di consulente lavoro, occorre possedere un diploma di ragioneria o avere conseguito la laurea triennale per Consulente del Lavoro. O ancora la laurea in giurisprudenza, economia e commercio o scienze politiche.

Quasi la totalità delle università italiane ha istituito da anni diversi corsi di laurea che istruiscono e formano i ragazzi a divenire un consulente lavoro. I laureati durante il corso di laurea per Consulente del lavoro hanno una conoscenza approfondita di tutti gli aspetti interconnessi con il settore gius-lavoristico e la capacità di applicare la normativa del settore. Possiedono anche competenze negli ambiti storico-filosofico, privatistico, costituzionalistico, processualistico, economico e sociologico.

Per chi volesse divenire un consulente, ma non ha frequentato questo corso di laurea può consultare questo elenco di lauree valide ai fini dell’iscrizione nel registro dei praticanti.

Titolo per fare il consulente del lavoro: titolo di laurea appartenente classe

  • 2 delle lauree in scienze dei servizi giuridici;
  • 15 delle lauree in scienze politiche e delle relazioni internazionali;
  • 17 delle lauree in scienze dell’economia e della gestione aziendale;
  • 19 delle lauree in scienze dell’amministrazione;
  • 28 delle lauree in scienze economiche;
  • 31 delle lauree in scienze giuridiche.
  • Titolo di laurea specialistica appartenente a:
  • 22/S delle lauree specialistiche in giurisprudenza;
  • 64/S delle lauree specialistiche in scienze dell’economia;
  • 70/S delle lauree specialistiche in scienze della politica;
  • 71/S delle lauree specialistiche in scienze delle pubbliche amministrazioni;
  • 84/S delle lauree specialistiche in scienze economico-aziendale;
  • 102/S delle lauree specialistiche in teoria e tecniche della formazione e dell’informazione giuridica.

Terminati gli studi, occorre effettuare un periodo di praticantato di almeno due anni presso un consulente del lavoro iscritto all’albo oppure presso un altro professionista come un avvocato, un commercialista o in ragioniere.

Documentazione utile e da presentare per fare il consulente del lavoro

La domanda d’iscrizione nel registro dei praticanti deve essere redatta e presentata al Consiglio dell’Ordine, nell’ambito territoriale presso il quale svolgerà il praticantato.

Alla domanda d’iscrizione si dovrà allegare:

  • Certificato di nascita. Di residenza. Di cittadinanza di uno Stato membro UE o di uno Stato estero a condizioni di reciprocità;
  • Certificati dei carichi pendenti rilasciati dalle competenti procure della Repubblica presso il Tribunale e presso la Pretura;
  • Certificato del Casellario giudiziale;
  • Originale, copia autenticata o certificazione del titolo di studio richiesto;
  • Dichiarazione del professionista che attesti l’ammissione alla pratica nel proprio studio. Certifichi i requisiti soggettivi di cui al secondo comma del presente articolo. Nonché il numero di praticanti presenti nello studio;
  • Ricevuta del pagamento del contributo “una tantum” per l’iscrizione al registro e ricevuta attestante l’avvenuto pagamento del contributo annuale nelle misure stabilite dal Consiglio Provinciale ai sensi dell’art. 7 del D. Lgs. 23.11.1944 n. 382;
  • Due foto formato tessera firmate dall’interessato;
  • La dichiarazione di non svolgere praticantato per altre attività professionali.
  • I candidati dovranno presentarsi muniti di valido documento di riconoscimento.

Il praticantato può essere svolto nello studio professionale di un consulente del lavoro iscritto all’Albo da almeno due anni. Si può anche svolgere il praticantato presso un professionista iscritto nell’Albo degli Avvocati e Procuratori Legali o dei Dottori Commercialisti o dei Ragionieri e Periti Commerciali. A patto che abbia effettuato la comunicazione di esercizio della professione di consulente di lavoro. Da almeno tre anni, alla Direzione Provinciale del Lavoro.

Abilitazione ed esame per fare il consulente del lavoro: come funziona

Occorre infine superare l’esame. L’esame si svolge ogni anno in ogni capoluogo di regione. La domanda di ammissione all’esame deve essere redatta in bollo da € 16. Compilata e firmata. La domanda dovrà essere consegnata o inviata con raccomandata A/R alla Direzione regionale del lavoro della regione d’interesse. Alla domanda si dovranno allegare:

  • ricevuta di versamento attestante il pagamento della tassa di € 49,58;
  • fotocopia del documento di riconoscimento;
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà relativa al compimento del prescritto periodo di praticantato.

Appena superato l’esame si accederà all’albo d’iscrizione per il consulente lavoro e si può iniziare ad esercitare. I consulenti del lavoro, in media, hanno avuto un volume di affari di 100.360 euro. Essendo dei liberi professionisti i consulenti del lavoro possono guadagnare in maniera differente a seconda del loro giro d’affari e per quante aziende curano gli interessi, più aziende più guadagni.

Consigli del presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro: ecco cosa fare

Per qualche consiglio in più ascoltiamo le parole del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro Marina Calderone.

Cosa consiglia ai ragazzi che vogliono intraprendere questa carriera?
La preparazione accademica è indispensabile. Lo studio delle materie giuridiche ed economiche. Oltre a quelle sociologiche, sono alla base del corretto svolgimento del nostro lavoro. Cercare di conoscere ogni aspetto dei campi all’interno dei quali si muove il consulente del lavoro, permette assicurare l’ottimo svolgimento della professione.

Lo svolgimento di due anni di praticantato sono indispensabili per diventare un consulente del lavoro. Qual’è la sua importanza e come aiuta il futuro consulente?
Durante il praticantato è possibile mettere in atto tutto ciò che si è appreso durante l’università o gli studi precedenti. L’esperienza è importante tanto quanto la preparazione e il praticantato è una parte indispensabile della formazione del consulente del lavoro. Con la pratica l’aspirante consulente potrà entrare in confidenza con ciò che concerne la sua futura professione.

Il superamento dell’esame è la parte finale e più importante. Cosa consiglia a chi dovrà affrontare l’esame?
Studio e lavoro. Lo studio delle materie giuridiche, sociologiche ed economiche. Il lavoro duro e l’impegno elevato durante il praticantato. Concentrandosi e impegnandosi al massimo delle proprie possibilità. Il successo dell’esame non sarà una missione impossibile.

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. 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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto