Diventare avvocato penalista: come fare, laurea, tirocinio ed esame

Michelania Campagnuolo 12 Novembre 2020

Guida e consigli per sapere come diventare avvocato penalista: titoli, pratica forense, abilitazione al patrocinio, esame di Stato per l'esercizio della professione.

Molti studenti che si affacciano al mondo universitario, affascinati dal mondo della giustizia, sognano di poter esercitare la professione di avvocato, in particolare nell’ambito penale. I quesiti più ricorrenti riguardano non solo i titoli da conseguire, ma anche lo svolgimento del praticantato e l’esame di Stato. Cercheremo, dunque, di fare chiarezza sul percorso da seguire per diventare avvocato penalista, senza tralasciare le novità riguardo alla specializzazione post laurea.

Oggi, infatti, sebbene sia ancora diffusa la figura dell’avvocato tuttofare, per distinguersi dalla concorrenza occorre sempre di più una competenza specifica in un determinato settore.

Iniziamo, invece, dal premettere brevemente chi è l’avvocato e di cosa si occupa, in particolare, quello penalista, come abilitarsi alla professione in Italia e all’estero.

In generale, l’avvocato è il libero professionista che, nell’ambito dell’attività giudiziale, assiste, rappresenta e difende un soggetto davanti agli organi giurisdizionali. In ambito stragiudiziale, invece, può occuparsi di consulenze, pareri, arbitrati o redazione di contratti particolarmente complessi.

L’avvocato penalista è il professionista che si occupa specificamente di tutelare un soggetto coinvolto in un procedimento penale, o per aver commesso un reato (c.d. imputato), o come persona danneggiata dal reato (c.d. parte civile). In altri termini, l’avvocato penalista è il professionista specializzato in diritto penale, la branca del diritto pubblico che disciplina i comportamenti definiti come reati e le pene conseguenti. Ecco quindi una guida relativa a studi, possibilità e corsi relativi all’iter formativo per diventare avvocato penalista.

Come diventare avvocato penalista: laurea in giurisprudenza o triennale in scienze giuridiche

Il primo passo per diventare avvocato penalista è l’iscrizione alla facoltà di Giurisprudenza e il conseguimento della laurea. La maggior parte delle università non prevede test di accesso né il possesso di conoscenze basilari di Diritto.

È sufficiente avere un diploma di scuola secondaria superiore o altro titolo conseguito all’estero e riconosciuto idoneo in base alla normativa vigente.

Tuttavia, le singole università possono stabilire un test di ingresso, indicandone modalità e calendario in un apposito bando. Tali prove possono essere a numero chiuso o volte semplicemente ad accertare le conoscenze di base. In quest’ultimo caso, l’accesso è consentito anche qualora l’esito risulti insufficiente, ma è previsto un obbligo formativo (OFA). In altre parole, occorre recuperare successivamente le proprie lacune seguendo corsi o videolezioni dell’ateneo.

Già durante il percorso di studi, oltre a dover sostenere obbligatoriamente gli esami di base di Diritto penale, è generalmente possibile scegliere un profilo penalistico.

Il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza prevede l’ottenimento di 300 CFU., suddivisi nei diversi esami da conseguire nel corso dei cinque anni, nella prova finale, in quella di idoneità in lingua straniera e in altre attività formative (stage/tirocinio/seminari teorico-pratici/abilità).

In alternativa, i più indecisi possono iscriversi a un corso triennale in Scienze giuridiche. Successivamente, si può diventare avvocato penalista proseguendo con uno specifico corso magistrale biennale o un trasferimento al corso di laurea quinquennale. Tuttavia, quest’ultima è una strada meno agevole. I corsi di laurea triennale, infatti, hanno un taglio maggiormente aziendale. Occorre tenere presenti, inoltre, le difficoltà di convalida degli esami e i tempi necessari alla stesura di due tesi.

Formazione post laurea del penalista: SSPL e specializzazione

Per diventare avvocato penalista, dopo aver ottenuto la laurea, è possibile, ma non necessario, frequentare una scuola di specializzazione per le professioni legali (SSPL). Il conseguimento di questo ulteriore titolo comporterà una riduzione del periodo di praticantato a sei mesi anziché diciotto.

Riguardo, invece, alle specializzazioni, in base all’art. 9 della legge 247/2012 (legge professionale forense), il titolo di specialista si può conseguire mediante percorsi formativi biennali o per comprovata esperienza quinquennale nel settore di specializzazione scelto.

Riguardo ai percorsi formativi, si fa riferimento ai corsi di alta formazione organizzati dalle facoltà di Giurisprudenza, con le quali il CNF e i consigli degli ordini territoriali possono stipulare apposite convenzioni. Riguardo al secondo requisito, occorre che gli avvocati con esperienza siano iscritti all’albo da almeno otto anni.

A tal proposito, tuttavia, si sono susseguite diverse vicende legislative e si attende un decreto a fine anno che disciplini gli ulteriori dettagli. Si tratta del “Regolamento concernente modifiche al decreto del ministro della giustizia 12 agosto 2015, n. 144, recante disposizioni per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista, ai sensi dell’articolo 9 della Legge 31 dicembre 2012, n. 247”.

Tirocinio per diventare avvocato penalista: come funziona

Per il conseguimento del titolo di avvocato, il laureato in Giurisprudenza dovrà svolgere un periodo di pratica forense prima di poter sostenere l’esame di Stato. La durata di tale tirocinio è, di norma, di diciotto mesi, salvo la frequentazione di una scuola di specializzazione per le professioni legali. In tal caso, come già accennato, il periodo di praticantato potrà essere ridotto a sei mesi.

Per poter svolgere il tirocinio occorre iscriversi al registro dei praticanti avvocati tenuto presso il consiglio dell’ordine.

Già durante la pratica forense è possibile scegliere un avvocato penalista come dominus. In ogni caso, il praticantato deve essere svolto per almeno sei mesi presso un avvocato iscritto all’ordine o presso l’Avvocatura dello Stato.

Per diventare avvocato penalista, in base all’art. 43 della legge professionale forense, il tirocinio comprende altresì la frequenza obbligatoria e con profitto, per un periodo di almeno diciotto mesi, di corsi di formazione di indirizzo professionale.

Tali corsi sono tenuti da ordini e associazioni forensi, oppure da altri soggetti previsti dalla legge. Attualmente, il decreto Giustizia 80/2020 ha rinviato l’inizio dei corsi, inizialmente fissato al 31.03.2020, al 31.03.2022.

Durante il tirocinio, a determinate condizioni è possibile svolgere contestualmente attività di lavoro subordinato pubblico e privato. Negli studi legali privati, al praticante avvocato è sempre dovuto il rimborso delle spese sostenute per conto dello studio. Talvolta, però, decorso il primo semestre, con apposito contratto si può stabilire un’indennità o un compenso per l’attività svolta.

Abilitazione alla professione ed esame per diventare avvocato penalista

Dopo aver svolto il primo semestre di tirocinio, inoltre, il praticante avvocato può ottenere l’abilitazione al patrocinio, superando un ulteriore esame presso il consiglio dell’ordine di appartenenza.

Ciò gli consentirà di svolgere l’attività professionale in sostituzione del dominus, ma sempre sotto il controllo e la responsabilità dello stesso.

In particolare, il praticante abilitato potrà patrocinare, in ambito civile, di fronte al Tribunale e al Giudice di pace, e in ambito penale, nei procedimenti di competenza del Giudice di pace, in quelli per reati contravvenzionali, nonché in quelli che rientravano nella competenza del pretore.

Al termine della pratica, il consiglio dell’ordine presso cui è stata compiuta rilascerà il relativo certificato.

L’esame di Stato per l’esercizio della professione e il conseguimento del titolo necessario per diventare avvocato penalista, invece, consiste in tre prove scritte e in una prova orale.

Le prove scritte, svolte sui temi formulati dal Ministro della giustizia, che consistono nella:

  • a) redazione di un parere motivato, da scegliere tra due quesiti in materia regolata dal codice civile;
  • b) redazione di un parere motivato, da scegliere tra due questioni in materia regolata dal codice penale;
  • c) redazione di un atto giudiziario che presupponga conoscenze di diritto sostanziale e processuale, su un quesito proposto, in materia scelta tra il diritto privato, il diritto penale ed il diritto amministrativo.

Nella prova orale deve essere illustrata la prova scritta. Va, inoltre, dimostrata la conoscenza delle seguenti materie: ordinamento e deontologia forensi, diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale. Infine, occorre scegliere altre due materie tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto dell’Unione europea, diritto internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico, ordinamento giudiziario e penitenziario.

Sono giudicati idonei i candidati che ottengono un punteggio non inferiore a trenta punti per ciascuna materia.

Consigli per diventare avvocato penalista

Occorre dire, tuttavia, che l’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) ha elaborato una proposta di legge sulla riforma dell’accesso alla professione forense. Tale proposta prevede l’articolazione dell’esame in una sola prova scritta, seguita dall’esame orale, con una doppia sessione annuale.

Concludiamo l’articolo con i consigli di una giovane praticante abilitata, la dott.ssa Giovanna Pirozzi, sulla professione di avvocato penalista:

“A chi oggi vuole intraprendere la strada della professione di avvocato, posso dire che è sicuramente una strada in salita. La poca severità delle pene e la lungaggine dei processi, infatti, hanno portato a una perdita di fiducia nella giustizia da parte della comunità italiana, e di conseguenza, anche da parte degli avvocati.”

“Inoltre, l’avvio della professione di avvocato penalista potrebbe essere più difficile rispetto a quella dell’avvocato civilista. La tutela della libertà del soggetto, infatti, comporta generalmente la scelta di un avvocato che abbia già molta esperienza, ma ogni strada è percorribile se si hanno passione e dedizione. “

© Riproduzione Riservata
avatar Michelania Campagnuolo Da sempre curiosa e con molteplici interessi, dopo la laurea in Giurisprudenza ho proseguito gli studi per poter lavorare negli ambiti della formazione e della comunicazione digitale.Ho, infatti, frequentato un corso professionale in Selezione e Amministrazione del personale, ho conseguito diversi esami integrativi in materie economiche e antropo-psico-pedagogiche per l'insegnamento, nonché un master in Comunicazione, Social media e Web marketing.Ho lavorato inizialmente per un'università telematica, occupandomi di orientamento telefonico.Successivamente, ho collaborato con un'agenzia di comunicazione e uno studio legale, dedicandomi all'aggiornamento di siti e pagine social, all'ideazione di eventi, alla gestione dei rapporti con la stampa di settore e delle relazioni online.Ho, inoltre, insegnato Diritto ed Economia presso scuole secondarie di secondo grado. La vita da studentessa e da docente fuori sede mi ha abituato a mettermi continuamente in gioco. Ho deciso di rifarlo e conciliare le mie passioni scrivendo per Controcampus.Ogni esperienza, infatti, contribuisce alla realizzazione non solo di noi stessi, ma anche degli altri, se la comunichiamo bene. Leggi tutto