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Diventare avvocato penalista: come fare, laurea, tirocinio ed esame

Redazione Controcampus 12 Novembre 2020
R. C.
26/10/2021

Guida e consigli per sapere come diventare avvocato penalista: titoli, pratica forense, abilitazione al patrocinio, esame di Stato per l'esercizio della professione.



Molti studenti che si affacciano al mondo universitario, affascinati dal mondo della giustizia, sognano di poter esercitare la professione di avvocato, in particolare nell’ambito penale. I quesiti più ricorrenti riguardano non solo i titoli da conseguire, ma anche lo svolgimento del praticantato e l’esame di Stato. Cercheremo, dunque, di fare chiarezza sul percorso da seguire per diventare avvocato penalista, senza tralasciare le novità riguardo alla specializzazione post laurea.

Oggi, infatti, sebbene sia ancora diffusa la figura dell’avvocato tuttofare, per distinguersi dalla concorrenza occorre sempre di più una competenza specifica in un determinato settore.

Iniziamo, invece, dal premettere brevemente chi è l’avvocato e di cosa si occupa, in particolare, quello penalista, come abilitarsi alla professione in Italia e all’estero.

In generale, l’avvocato è il libero professionista che, nell’ambito dell’attività giudiziale, assiste, rappresenta e difende un soggetto davanti agli organi giurisdizionali. In ambito stragiudiziale, invece, può occuparsi di consulenze, pareri, arbitrati o redazione di contratti particolarmente complessi.

L’avvocato penalista è il professionista che si occupa specificamente di tutelare un soggetto coinvolto in un procedimento penale, o per aver commesso un reato (c.d. imputato), o come persona danneggiata dal reato (c.d. parte civile). In altri termini, l’avvocato penalista è il professionista specializzato in diritto penale, la branca del diritto pubblico che disciplina i comportamenti definiti come reati e le pene conseguenti. Ecco quindi una guida relativa a studi, possibilità e corsi relativi all’iter formativo per diventare avvocato penalista.

Come diventare avvocato penalista: laurea in giurisprudenza o triennale in scienze giuridiche

Il primo passo per diventare avvocato penalista è l’iscrizione alla facoltà di Giurisprudenza e il conseguimento della laurea. La maggior parte delle università non prevede test di accesso né il possesso di conoscenze basilari di Diritto.

È sufficiente avere un diploma di scuola secondaria superiore o altro titolo conseguito all’estero e riconosciuto idoneo in base alla normativa vigente.

Tuttavia, le singole università possono stabilire un test di ingresso, indicandone modalità e calendario in un apposito bando. Tali prove possono essere a numero chiuso o volte semplicemente ad accertare le conoscenze di base. In quest’ultimo caso, l’accesso è consentito anche qualora l’esito risulti insufficiente, ma è previsto un obbligo formativo (OFA). In altre parole, occorre recuperare successivamente le proprie lacune seguendo corsi o videolezioni dell’ateneo.

Già durante il percorso di studi, oltre a dover sostenere obbligatoriamente gli esami di base di Diritto penale, è generalmente possibile scegliere un profilo penalistico.

Il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza prevede l’ottenimento di 300 CFU., suddivisi nei diversi esami da conseguire nel corso dei cinque anni, nella prova finale, in quella di idoneità in lingua straniera e in altre attività formative (stage/tirocinio/seminari teorico-pratici/abilità).

In alternativa, i più indecisi possono iscriversi a un corso triennale in Scienze giuridiche. Successivamente, si può diventare avvocato penalista proseguendo con uno specifico corso magistrale biennale o un trasferimento al corso di laurea quinquennale. Tuttavia, quest’ultima è una strada meno agevole. I corsi di laurea triennale, infatti, hanno un taglio maggiormente aziendale. Occorre tenere presenti, inoltre, le difficoltà di convalida degli esami e i tempi necessari alla stesura di due tesi.

Formazione post laurea del penalista: SSPL e specializzazione

Per diventare avvocato penalista, dopo aver ottenuto la laurea, è possibile, ma non necessario, frequentare una scuola di specializzazione per le professioni legali (SSPL). Il conseguimento di questo ulteriore titolo comporterà una riduzione del periodo di praticantato a sei mesi anziché diciotto.

Riguardo, invece, alle specializzazioni, in base all’art. 9 della legge 247/2012 (legge professionale forense), il titolo di specialista si può conseguire mediante percorsi formativi biennali o per comprovata esperienza quinquennale nel settore di specializzazione scelto.

Riguardo ai percorsi formativi, si fa riferimento ai corsi di alta formazione organizzati dalle facoltà di Giurisprudenza, con le quali il CNF e i consigli degli ordini territoriali possono stipulare apposite convenzioni. Riguardo al secondo requisito, occorre che gli avvocati con esperienza siano iscritti all’albo da almeno otto anni.

A tal proposito, tuttavia, si sono susseguite diverse vicende legislative e si attende un decreto a fine anno che disciplini gli ulteriori dettagli. Si tratta del “Regolamento concernente modifiche al decreto del ministro della giustizia 12 agosto 2015, n. 144, recante disposizioni per il conseguimento e il mantenimento del titolo di avvocato specialista, ai sensi dell’articolo 9 della Legge 31 dicembre 2012, n. 247”.

Tirocinio per diventare avvocato penalista: come funziona

Per il conseguimento del titolo di avvocato, il laureato in Giurisprudenza dovrà svolgere un periodo di pratica forense prima di poter sostenere l’esame di Stato. La durata di tale tirocinio è, di norma, di diciotto mesi, salvo la frequentazione di una scuola di specializzazione per le professioni legali. In tal caso, come già accennato, il periodo di praticantato potrà essere ridotto a sei mesi.

Per poter svolgere il tirocinio occorre iscriversi al registro dei praticanti avvocati tenuto presso il consiglio dell’ordine.

Già durante la pratica forense è possibile scegliere un avvocato penalista come dominus. In ogni caso, il praticantato deve essere svolto per almeno sei mesi presso un avvocato iscritto all’ordine o presso l’Avvocatura dello Stato.

Per diventare avvocato penalista, in base all’art. 43 della legge professionale forense, il tirocinio comprende altresì la frequenza obbligatoria e con profitto, per un periodo di almeno diciotto mesi, di corsi di formazione di indirizzo professionale.

Tali corsi sono tenuti da ordini e associazioni forensi, oppure da altri soggetti previsti dalla legge. Attualmente, il decreto Giustizia 80/2020 ha rinviato l’inizio dei corsi, inizialmente fissato al 31.03.2020, al 31.03.2022.

Durante il tirocinio, a determinate condizioni è possibile svolgere contestualmente attività di lavoro subordinato pubblico e privato. Negli studi legali privati, al praticante avvocato è sempre dovuto il rimborso delle spese sostenute per conto dello studio. Talvolta, però, decorso il primo semestre, con apposito contratto si può stabilire un’indennità o un compenso per l’attività svolta.

Abilitazione alla professione ed esame per diventare avvocato penalista

Dopo aver svolto il primo semestre di tirocinio, inoltre, il praticante avvocato può ottenere l’abilitazione al patrocinio, superando un ulteriore esame presso il consiglio dell’ordine di appartenenza.

Ciò gli consentirà di svolgere l’attività professionale in sostituzione del dominus, ma sempre sotto il controllo e la responsabilità dello stesso.

In particolare, il praticante abilitato potrà patrocinare, in ambito civile, di fronte al Tribunale e al Giudice di pace, e in ambito penale, nei procedimenti di competenza del Giudice di pace, in quelli per reati contravvenzionali, nonché in quelli che rientravano nella competenza del pretore.

Al termine della pratica, il consiglio dell’ordine presso cui è stata compiuta rilascerà il relativo certificato.

L’esame di Stato per l’esercizio della professione e il conseguimento del titolo necessario per diventare avvocato penalista, invece, consiste in tre prove scritte e in una prova orale.

Le prove scritte, svolte sui temi formulati dal Ministro della giustizia, che consistono nella:

  • a) redazione di un parere motivato, da scegliere tra due quesiti in materia regolata dal codice civile;
  • b) redazione di un parere motivato, da scegliere tra due questioni in materia regolata dal codice penale;
  • c) redazione di un atto giudiziario che presupponga conoscenze di diritto sostanziale e processuale, su un quesito proposto, in materia scelta tra il diritto privato, il diritto penale ed il diritto amministrativo.

Nella prova orale deve essere illustrata la prova scritta. Va, inoltre, dimostrata la conoscenza delle seguenti materie: ordinamento e deontologia forensi, diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale. Infine, occorre scegliere altre due materie tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto dell’Unione europea, diritto internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico, ordinamento giudiziario e penitenziario.

Sono giudicati idonei i candidati che ottengono un punteggio non inferiore a trenta punti per ciascuna materia.

Consigli per diventare avvocato penalista

Occorre dire, tuttavia, che l’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) ha elaborato una proposta di legge sulla riforma dell’accesso alla professione forense. Tale proposta prevede l’articolazione dell’esame in una sola prova scritta, seguita dall’esame orale, con una doppia sessione annuale.

Concludiamo l’articolo con i consigli di una giovane praticante abilitata, la dott.ssa Giovanna Pirozzi, sulla professione di avvocato penalista:

“A chi oggi vuole intraprendere la strada della professione di avvocato, posso dire che è sicuramente una strada in salita. La poca severità delle pene e la lungaggine dei processi, infatti, hanno portato a una perdita di fiducia nella giustizia da parte della comunità italiana, e di conseguenza, anche da parte degli avvocati.”

“Inoltre, l’avvio della professione di avvocato penalista potrebbe essere più difficile rispetto a quella dell’avvocato civilista. La tutela della libertà del soggetto, infatti, comporta generalmente la scelta di un avvocato che abbia già molta esperienza, ma ogni strada è percorribile se si hanno passione e dedizione. “

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto