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17 novembre 2013

Transgender: come fare per diventare trans per Vladimir Luxuria

Diventare transgender per Vladimir Luxuria
Diventare transgender per Vladimir Luxuria

Diventare transgender per Vladimir Luxuria

Ecco cosa significa transgender, cosa fare per diventare trans, dall’operazione gli aspetti di legge. 

I consigli di Vladimir Luxuria sul percorso da seguire.

Chi è un trans? Il fenomeno transgender affonda le proprie radici culturali e sociali nei lontani e caotici anni sessanta.

Gli evidenti bagliori edonistici, la ribellione studentesca ed il dilagante senso di euforia naturalistica ventilato dai gruppi hippy incoraggiarono i primi coming-out transgender.

E’ l’inizio di una vera e propria persecuzione sociale e giudiziaria. In quegli anni, la parola trans non possedeva alcun senso.

Le persone che manifestavano tendenze non del tutto conformi al proprio genere anagrafico erano etichettate come socialmente pericolose. Pertanto, rinchiuse in carcere o in manicomio.

Nell’epoca anteriore ai vari interventi legislativi nazionali, dunque, diventare transgender significava esporsi ad impietose repressioni istituzionali e sociali.

In Italia, il movimento trans nacque ufficialmente nel 1979. Contribuì in maniera a dir poco rilevante, all’emanazione della legge 164 del 1982.

Da circa trenta anni, il sistema sanitario nazionale tende ad accogliere di buon grado ed a riconoscerei diritti delle persone trans o che intendono diventarlo.

Il desiderio recondito e, per certi versi, inconscio di acquisire sembianze fisiche del tutto opposte a quelle di nascita, risulta ormai ampiamente accettato e tutelato. Esistono per questo gruppi di psicoterapia propedeutici agli interventi chirurgici ed ai trattamenti a base di ormoni.

Per la scienza i trans sono individui caratterizzati da disturbi dell’identità di genere e del comportamento sessuale. L’assistenza psicoterapeutica, dunque, rappresenta una condizione necessaria, un ostacolo inevitabile.

Come diventare transgender: chi sono i trans per la legge e a quale normativa far riferimento

L’articolo 3, comma 1°, della costituzione italiana recita che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali”. Il secondo comma, è volto alla rimozione degli ostacoli che tendono ad impedire il pieno sviluppo della persona umana.

Partiamo dal 2003, quando la Corte Europea dei Diritti Umani, ha riconosciuto “l’esistenza di un diritto fondamentale all’identità di genere”. Non deve dipendere necessariamente dall’intervento chirurgico demolitivo – ricostruttivo degli organi genitali. Sulla scorta di tale disposizione, il desiderio di diventare trans ha assunto sembianze e peculiarità a dir poco innovatrici.

Secondo la Corte di Strasburgo, la modifica dell’identità di genere relativa ad un aspirante trans, può prescindere dalla sottoposizione ad un intervento chirurgico. Tale sentenza, per quanto avveniristica e necessaria possa apparire, non è stata del tutto recepita dalla giurisprudenza italiana.

Ad oggi si tende ad applicare la normativa contenuta nella legge 164 del 1982. Il legislatore dell’82 tese a rinnegare l’esistenza di una vera e propria neo-identità di genere, Negò la possibilità di acquisizione sessuale diversa da quella enunciata nell’atto di nascita.

Ad oggi, la situazione relativa ai diritti dei transgender risulta del tutto invariata.

Al di là delle critiche e delle opinioni di pensiero contrastanti, la legge 164 ha avuto il pregio di fornire il primo supporto giuridico, assistenziale e sociale relativo al complesso iter di transizione. Se, da un lato, lo Stato, ed in particolare il sistema sanitario nazionale, tende a coprire le spese relative all’intervento chirurgico ed alla terapia psicologica. Dall’altro, la rettificazione dell’attribuzione del genere anagrafico appare in grado di concretarsi soltanto in base ad una minuziosa certificazione medica ed alla sentenza, emessa dal tribunale competente, che accoglie la domanda dell’istante.

I consigli di Vladimir Luxuri per diventare transgender: ecco come fare

Per capire meglio come funziona diventare transgender, abbiamo sentito la simpaticissima Vladimir Luxuria. Ecco cosa consiglia di fare.

“Essere transgender vuol dire non riconoscersi parzialmente o totalmente con il proprio genere della nascita e decidere di ascoltare se stessi, la propria interiorità e adattare l’esterno all’interno, perché il cervello è più importante dei testicoli”. – dichiara Vladimir Luxuria –

Qual’è la tua esperienza personale? Perchè e come è diventata trans Vladimir Luxuria?

Negli anni ’50 quelle come me venivano rinchiuse nei manicomi, come il Maddalena di Aversa in provincia di Caserta. Poi l’elettroshock, psicologi, somministrazione di testosterone, predicozzi moralistici, discriminazioni varie, insulti. Oggi l’argomento è sdoganato, ma episodi di isolamento non mancano affatto. Soprattutto nella sfera del diritto alla casa e al lavoro”.

Qual’è l’assistenza, la copertura e quali sono le spese per un trans? Ci sono finanziamenti per diventare transessuali?

“Lo Stato copre le spese del cambiamento dei caratteri sessuali primari. Prevalentemente dei genitali in forza di una legge di Stato del 1982 che consente la rettifica del genere. Dovrebbero esserci più centri di accoglienza sul territorio nazionale”. – ci fa sapere Vladimir Luxuria –

Quali sono le differenze tra un trans ed un omosessuale?

“Esiste certo il corpo come ci è “dato” dalla natura. Ma l’uomo ha da sempre inciso culturalmente su di esso. Tatuaggi, piercing, diete, palestre, chirurgia medica ed estetica, farsi la barba, i capelli e tagliarsi le unghie… noi cambiamo genere perché vogliamo vivere in armonia con noi stessi nell’unica vita che ci è consentito vivere”.

Perché, alcune persone, tendono ancora a non accogliere di buon grado realtà e percorsi di vita diversi, come quelli relativi all’universo transgender?

“Perché molti ergono se stessi a modello di normalità pronti ad allontanare chiunque si discosti da tale pietra di paragone. Appunto… hanno il cuore di pietra e l’indice del giudizio ingessato”.

E’ vero che non tutti i trans si ritengono omosessuali e che alcuni non disdegnano l’idea di consumare rapporti amorosi con le donne?

“Bisogna, infatti, distinguere tra identità di genere (transgender) e l’orientamento sessuale. Una trans può essere attratta o da uomini (come me e come la maggioranza) o da donne”. – conclude Vladimir Luxuria –

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