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2 dicembre 2013

All’Università degli Studi di Trieste il sostenibile e rinnovabile

Università degli Studi di TRIESTE – Sostenibile e rinnovabile: l’inarrestabile rivoluzione industriale verde “No science? No Party”, domani il sesto appuntamento all’Università degli Studi di Trieste

“No science? No Party!”: domani, martedì 3 dicembre il sesto appuntamento a ingresso libero per un cocktail di scienza, arte e musica, alle 18.30 presso la Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich, in via Rossini 4 all’Università degli Studi di Trieste

Mentre i media e la politica ci bombardano con l’ansia dell’insufficiente crescita economica, l’Europa e la sua industria stanno vivendo la più grande rivoluzione degli ultimi secoli verso un modello produttivo basato sulla sostenibilità e rinnovabilità delle risorse. Le tecnologie necessarie a svincolare il nostro sistema produttivo dal petrolio sono già pronte e le bio-raffinerie già producono energia e materiali a partire da scarti agricoli, alimentari o forestali. Incredibilmente, l’Italia vanta delle realtà produttive e tecnologiche che sono all’avanguardia nel panorama della nuova bio-economia mondiale.

Saranno questi i temi al centro del nuovo appuntamento degli apertivi scientifici “No Science – no Party” a Palazzo Gopcevich, organizzati dal Comune di Trieste: se ne parlerà con la prof.ssa Gardossi dell’Università degli Studi di Trieste che sarà intervistata da Euro Metelli, per molti anni direttore della sede Rai di Trieste.

La prof.ssa Lucia Gardossi, vice-presidente della task-force europea che definisce i programmi degli investimenti nelle biotecnologie e nella bioeconomia da qui al 2020, è uno dei 22 massimi esperti europei del settore delle biotecnologie “verdi” e parlerà della realtà emergente della bioeconomia. Partendo dall’analisi della crisi economica in cui ci troviamo impaludati dal 2008, l’intervista fornirà qualche numero sui dati di crescita attesi per la bioeconomia, ma soprattutto darà conto di quella che è la strategia europea lanciata nel febbraio 2012 dalla Commissione europea guidata da José Manuel Barroso. Ovviamente non può non esserci un riferimento a quanto viene fatto a Trieste, e si parlerà di un progetto che vede la Illicaffè, l’Università degli Studi di Trieste e una piccola impresa spin-off di Trieste, la SPRIN technologies, insieme per un progetto di sviluppo di metodi totalmente enzimatici (green e non inquinanti) per produrre biodiesel dai fondi del caffè che contengono degli olii residui attualmente inutilizzati.

Bioeconomia. Per qualcuno la bioeconomia altro non è che “l’economia con al centro la vita”. Del resto il prefisso “bio” deriva dal greco bíos, che significa vita. Ma non solo: in molti considerano la bioeconomia come l’economia della produzione agricola biologica. La verità è che si tratta di molto di più: per bioeconomia si intende – o almeno così è intesa dall’Unione europea – un’economia che impiega le risorse biologiche come input per la produzione alimentare, mangimistica, industriale ed energetica. Qualche esempio: le bioplastiche prodotte con il mais, i biocarburanti prodotti dagli scarti agricoli, ma anche gli alimenti funzionali come l’olio arricchito con la vitamina D, ecc. Durante l’incontro si farà chiarezza sulla differenza tra green economy e bioeconomy: nella prima rientrano tutte le fonti energetiche alternative, anche l’eolico e il solare. La seconda comprende tutto ciò che richiede l’utilizzo di risorse biologiche: quindi certamente le energie da biomasse, ma anche i bioprodotti, i microrganismi utilizzati per il risanamento ambientale o come fertilizzanti biologici, e così via. Si tratta di un metasettore che vale oggi in Europa oltre duemila miliardi di euro e dà lavoro a più di 22 milioni di persone. E da cui dipendono molte delle possibilità per il nostro Vecchio Continente di ricominciare a crescere, conciliando la crescita economica e la creazione di nuovi posti di lavoro con la sostenibilità ambientale.

Dalla Germania all’Irlanda, dal Portogallo alla Danimarca, fino all’Italia, il quadro che ne emerge è di un fermento che investe il mondo delle imprese, delle università e dei centri di ricerca, pronti a misurarsi con le sfide impegnative che ci pone questo millennio appena iniziato: l’aumento della popolazione mondiale e il suo invecchiamento, con il conseguente aumento della domanda mondiale di cibo, i cambiamenti climatici e la necessità di un affrancamento dall’utilizzo delle fonti energetiche fossili e di un migliore utilizzo delle risorse idriche.

All’intervista si affiancheranno una performance artistica e intermezzi musicali; al termine, una degustazione di vini.

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