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17 dicembre 2013

Diritto allo Studio Universitario e Corruzione: fenomeno degli studenti evasori

Diritto allo studio e corruzione: il fenomeno studenti evasori, nuovo campanello d’allarme.

Sulle pagine dei quotidiani italiani di questi ultimi giorni (28 e 29 novembre 2013) è apparsa la notizia dei controlli effettuati dalla Guardia di Finanza sulle dichiarazioni Isee degli studenti iscritti alle tre principali università romane statali (Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre).

Secondo le fonti citate in tutti gli articoli sull’argomento – dati provenienti dall’operato delle Fiamme Gialle nel giorno della firma di un protocollo tra GdF, le tre università romane statali e l’ADISU (Ente regionale per il diritto allo studio del Lazio) – per l’anno accademico in corso l’83,7% dei 196 mila studenti iscritti ha presentato domanda e relativa dichiarazione Isee per ottenere borse di studio, affitti calmierati, sconti su trasporti e assegni e la riduzione delle tasse universitarie. Alla Sapienza, il 16% dei richiedenti è stato inserito nella prima fascia (quella più bassa); negli altri due atenei, la percentuale è risultata più alta (27%).

Nel 2012, su 848 controlli effettuati dalla Guardia di Finanza sulle dichiarazioni Isee presentate, sono state 521 le irregolarità evidenziate. Nel 2013, su 546 controlli, gli irregolari sono stati 340. I titoli dei giornali parlano già di una “guerra ai falsi poveri”, agli “studenti evasori” capaci in questo modo di sottrarre fondi agli studenti realmente bisognosi e meritevoli, nonché rei di frodare lo Stato.

L’attività posta in essere da uno studente evasore è uno dei risvolti più inquietanti e degli esempi pratici di corruzione nel mondo universitario, tema affrontato dalla rivista Universitas nel n. 127 di gennaio 2013 (pp. 45 – 51). Un fenomeno, quello della corruzione, che non è tipico di un solo paese (quindi non è un caso tipicamente “italiano”) ma che è esteso su scala internazionale ed è un ostacolo imponente alla internazionalizzazione del settore dell’istruzione superiore.

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