Finanziamenti Universitari: Classifica finanziamenti universitari FFO 2013

Redazione Controcampus 19 Dicembre 2013

Finanziamenti Universitari: 300 milioni di euro in meno di finanziamenti universitari.

 dal FFO 6.694.686.504 di euro.

“Il nucleo nevralgico del problema, forse, è rappresentato dai criteri di calcolo e dal meccanismo della premialità. Bisogna tener conto che nell’anno in corso, tutti gli atenei, virtuosi e meno virtuosi, subiranno un taglio che va dal 4% al 5%. In realtà, il tema della premialità è quasi inesistente, visto che la riduzione dei finanziamenti universitari colpirà tutti gli atenei italiani”. Intervista esclusiva al Magnifico Rettore Attilio Mastino sui finanziamenti universitari. 

Le news sui finanziamenti universitari. Calano del 20%, rispetto al 2009, i finanziamenti universitari ordinari destinati agli atenei pubblici italiani. Per l’anno accademico 2013/2014, in pratica, il FFO, fondo per il finanziamento ordinario, risulta scalfito da un taglio pari a 300 milioni di euro.

I criteri di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario (FFO) delle Università statali e dei consorzi interuniversitari, relativi all’anno accademico 2013/2014, sono stati fissati dal Miur con il Decreto Ministeriale 8 agosto n. 700.

L’articolo uno del D. M., concernente gli interventi relativi alla quota base FFO, dispone che per l’anno corrente, saranno assegnati 5.410.694.739 di euro da ripartire nel seguente modo:

finanziamenti universitari pari a 5.155.457.739 di euro a ciascuna università in proporzione al relativo peso sul totale delle assegnazioni del fondo;

finanziamenti universitari pari a 111.500.000 di euro alle Istituzioni ad ordinamento speciale;

finanziamenti universitari pari a 142.500.000 di euro all’Università degli Studi dell’Aquila, di Camerino e Macerata in proporzione al relativo peso sul totale delle assegnazioni del fondo;

I finanziamenti universitari sono regolati dalla legge 537 del 1993. L’articolo cinque, comma uno, della normativa del 93 ha istituito il fondo per il finanziamento ordinario delle università (FFO). Corredato di due quote emblematiche, l’una stabilita in proporzione al costo del personale (quota base), l’altra determinata sulla base di appositi criteri ministeriali (quota di riequilibrio), il FFO rappresenta la principale fonte di finanziamento degli atenei italiani.

Secondo la legge 240 del 2010, il 7% del Fondo ordinario deve essere ripartito in base alla qualità della didattica e della ricerca degli atenei. Per l’anno accademico 2013/2014, la quota, destinata a premiare le migliori strutture universitarie italiane, ammonta a circa 525 milioni di euro.

L’articolo 11 della Riforma Gelmini ha previsto anche un altro criterio di ripartizione: l’assegnazione di una quota pari ad almeno l’1,5% del FFO agli atenei che presentino una situazione di de-finanziamento superiore al 5%.

Al fin di approfondire dettagliatamente la questione relativa ai finanziamenti universitari abbiamo sentito il Prof. Attilio Mastino, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Sassari, docente di Storia Romana, epigrafista di fama internazionale ed autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche.

Il punto del Rettore Mastino sui finanziamenti universitari e sui FFO

“Il calo dei finanziamenti universitari è stato continuo e inarrestabile in questi anni. Il fondo costituisce il numeratore di una frazione nella quale il denominatore è rappresentato dalle spese del personale.” – Dice Mastino –

“Queste ultime non possono essere compresse più di tanto, se non in relazione a trasferimenti o cessazioni, e di conseguenza per un’università è un’impresa quasi impossibile risparmiare anche perché, di fatto non è possibile dar vita a trasferimenti del personale da un ateneo all’altro. Ma passiamo al secondo aspetto della questione finanziamenti universitari. A Sassari il calo è avvenuto con una rapidità tale da portarci  dagli 83 milioni del 2008 ai 67 milioni di quest’anno. C’è stata, dunque, una riduzione progressiva e ininterrotta dei finanziamenti in una misura assolutamente insostenibile. Il nucleo nevralgico del problema è forse rappresentato dai criteri di calcolo e dal meccanismo della premialità. Bisogna tener conto che nell’anno in corso, tutti gli atenei, virtuosi e meno virtuosi, subiranno un taglio che va dal 4% al 5%. In realtà, il tema della premialità è quasi inesistente, visto che la riduzione dei finanziamenti universitari colpirà tutti gli atenei italiani. L’Università di Sassari subirà un taglio pari a circa il 5%, e farà di tutto per far quadrare i conti di bilancio, riducendo le spese, tagliando i trasferimenti ai dipartimenti, alle biblioteche, ai laboratori, ritoccando verso l’alto la contribuzione studentesca.  Per quel che concerne i criteri relativi ai finanziamenti universitari assegnati ai singoli atenei, dobbiamo dire che si avverte il peso di una metodologia di calcolo che, purtroppo, non tiene in nessun modo conto delle diversità del Paese. La diversità è, invece, il problema fondamentale da affrontare per il futuro.

Nel suo intervento del 6 giugno in Parlamento il Ministro ci ha ricordato che l’impatto del capitale umano sulla crescita economica passa anche per il suo effetto sulla disuguaglianza economica e sociale, nella parte più povera del Paese riducendo la mobilità sociale e la percezione di vivere in un contesto fruttuoso di pari opportunità. Sono parole che condividiamo e che non debbono restare solo parole. Le diversità, a mio avviso, non riguardano tanto gli Atenei del Nord e del Mezzogiorno, ma gli svantaggi specifici delle diverse realtà. una università, come Sassari, situata su un’isola lontana, collocata l di là di un grande mare, opera all’interno di un territorio caratterizzato da   un tessuto socioeconomico fragile e debolissimo, con una bassa densità demografica e scarse risorse. Dunque, ci sono tante questioni in ballo, dicotomie oggettive, che danneggiano, in particolare, alcuni atenei. Di recente, il Ministro Carrozza, nell’ultima riunione della Crui, ha detto che non pensa a divaricare il sistema universitario italiano, favorendo le università d’eccellenza al nord e penalizzando le università del Mezzogiorno, che invece debbono essere accompagnate verso una prospettiva di sviluppo sostenibile. Ma la cosa che più ci preoccupa è un’altra. Il Ministro vuole introdurre, in futuro, il calcolo sulla base del costo standard dello studente, e soprattutto vuole premiare gli Atenei capaci di attrarre studenti da altre regioni. Questa tipologia di calcolo può andar bene per una regione come il Lazio, contigua all’Umbria, alla Campania e alla Toscana, ma non può essere considerata ragionevole per i due  atenei storici della Sardegna, che vantano quattro secoli di vita. E  in generale per gli Atenei delle isole, dove già esistono sin troppe difficoltà legate ai trasporti e ai collegamenti con la Penisola”.

Pensa sia giusto che un’università non possa incamerare dalle tasse più del 20% della quota relativa al Ffo?

“In primo luogo ritengo che tutti gli atenei debbano rispettare tale norma. In secondo luogo, mi auguro che il Parlamento possa ridurre la soglia, portandola dal 20% al 15%”.

Il sistema Universitario italiano per il Rettore Mastino

“Il Sistema Universitario Italiano funziona e vanta eccellenze europee, resiste ai tentativi di smantellamento, in particolare a causa dell’approvazione della Riforma Gelmini dopo l’approvazione della legge  numero 240 del 2010. Lo scorso 8 novembre, nel corso dell’inaugurazione del 452° Anno Accademico dell’Università di Sassari, ho avuto modo di citare le eloquenti parole di  Pierre Macherey dell’Université de Lille, allievo di Louis Althusser, autore del volume La parole universitarie: L’istituzione universitaria in Italia e in Europa attraversa una grave crisi, dominata da una retorica dell’eccellenza e da una logica aziendalistica che ne hanno snaturato le finalità universalistiche, giocate nel beve periodo, che rischiano di portare alla catastrofe”. – Dice Mastino –

“L’Università soffre attualmente di mali che mettono in pericolo la sua stessa esistenza: le soluzioni oggi proposte ai suoi problemi, soluzioni che rivelano per la maggior parte una negazione della realtà, tendono solo ad aggravarli ulteriormente”.

Il Censis sui finanziamenti universitari. Seppur dotate di eloquenti retaggi storico-culturali e di notevoli risorse strutturali, le Università italiane appaiono sempre più esacerbate da un crescente senso di insicurezza, da una nefasta spirale negativa. Una crisi che, da diversi anni, sta compromettendo l’autonomia degli atenei ed irretendo il diritto allo studio degli studenti. Ma uno dei principali problemi dell’istruzione italiana è rappresentato, senza alcun dubbio, dall’inesorabile calo dei finanziamenti universitari. Un calo che riguarda soprattutto gli atenei del sud.Con l’intento di far luce sul calo dei finanziamenti universitari abbiamo sentito anche il Responsabile della Ricerca Censis Roberto Ciampicacigli.

Direttore, che cosa ne pensa del calo relativo ai finanziamenti universitari?

“I finanziamenti universitari sono calati perché la Spending Rewiew, purtroppo, ha imposto dei tagli ai trasferimenti per tutte le pubbliche amministrazioni, Università comprese. Al di là dei tagli, bisogna dire che non vanno finanziate solo le università migliori, ma bisogna anche pensare a dei fondi di riequilibrio per le università che hanno più problemi. Se ciò non si verificasse, avremmo un sistema mal funzionante. E’ importante che cresca la qualità media di tutti i settori dell’istruzione”.

Il calo dei finanziamenti universitari, purtroppo, genera l’incremento delle tasse. Giusto? 

“Devo ammettere che, sino a qualche anno fa, ero un paladino della necessità di aumentare le tasse universitarie. Questo perché in alcune Università vi erano delle situazioni in cui le rette annuali erano pari a 500,00 euro, cioè l’equivalente di un caffè al giorno, molto meno di quanto si spendesse per iscriversi ad un circolo sportivo o per prendere, settimanalmente, in affitto un campo di calcetto. E questo, a mio parere, un’Università non può permetterselo. Hanno cercato di fare della leva prezzo una leva di marketing per trattenere i propri iscritti nei territori, ma questa strategia non ha funzionato. Però oggi la crisi è di una tale concretezza da indurmi a dire che comunque le tasse devono avere una loro sostanza, adattandosi, tuttavia, al contesto sociale ed alle possibilità oggettive delle famiglie italiane”.

Potrebbe parlarci del rapporto tra tassazione degli studenti e Fondo Ordinario?

“Un’Università non può incamerare dalle tasse più del 20% del fondo ordinario. I 6 miliardi però vanno divisi per i 70 atenei e, poi, va detto che il 95% del fondo ordinario viene utilizzato per coprire gli stipendi del personale universitario. Quindi ci sono pochi soldi per fare investimenti e ricerche significative. Ad esempio, negli ultimi anni è crollato il cofinanziamento per i Prin: forse si è passati dai 500 milioni di euro di 4 anni fa agli attuali 100 milioni. Questo è un altro aspetto sul quale non sono mai state fatte, purtroppo, serie analisi. Noi del Censis abbiamo effettuato soltanto analisi statistiche, cioè quantitative e non qualitative. Ma in un articolo che scrissi un paio di anni fa, scartabellando tra i dati ufficiali del Miur, individuammo una capacità dei dipartimenti di ricerca italiani di andare a reperire nel corso di un triennio qualcosa come 500 milioni di euro di finanziamenti internazionali. Un buon risultato dal quale partire per implementare la ricerca dei finanziamenti sui mercati internazionali”.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto